{"title":"SATIVA","description":"\u003cp\u003eDal 1998 Sativa si occupa della fornitura di sementi di produzione propria e privi di OGM per agricoltura biologica e giardinaggio biologico. A tal fine siamo impegnati nella selezione di varietà biodinamiche, nella conservazione di varietà di ortaggi e moltiplicazione di sementi nonché nel commercio di sementi di cereali e ortaggi da colture biologiche e biodinamiche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer quanto riguarda la conservazione e l'ulteriore sviluppo della nostra gamma di varietà ci ispiriamo alle tesi di Rheinau.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePoiché le condizioni sono diverse per ogni luogo e nell'agricoltura biologica non sono uniformate mediante prodotti chimici e concimi minerali, è necessario disporre della più ampia gamma di varietà possibile per poter selezionare la più adatta a ciascun luogo. Il nostro negozio di sementi è il posto giusto a cui rivolgersi per trovare sementi sia per grandi terreni seminativi o campi sia per giardinaggio domestico, giardini pensili, balconi e giardini.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella nostra sede di Rheinau (Zurigo), facciamo parte del progetto sociale Fintan, operiamo secondo principi etici e olistici e siamo collegati in rete con molti partner in Svizzera e all'estero.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel nostro negozio online puoi acquistare solo sementi biologiche certificate. Troverai semi di varietà da selezione conservatrice biologica, selezione biologica, varietà antiche e varietà di riproduzione biologica.\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"carota-dolciva-ks-sativa-ka23","title":"Carota Dolciva Ks- ka23","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa famiglia delle Ombrellifere raggruppa oltre 2.000 specie vegetali, prevalentemente erbacee. Esistono alcune forme cespugliose e sono totalmente assenti le forme arboree. L’ombrellifera in generale ha tratti arcaici, quasi primitivi, la parte epigea della pianta ha strutture semplici tendenzialmente assottigliate, quasi a rarefarsi nell’aria. Le foglie rappresentano l’organo di cooperazione con l’aria e l’acqua, luce e oscurità. Nelle ombrellifere assistiamo a questo estendersi, fino all’estremo, delle foglie che, come dita si aprono all’etere chimico e all’etere della luce. Ciò che nasce in queste foglie articolate, ripiega nel terrestre e viene custodito gelosamente nel terreno dando vita a radici forti e carnose. E poi il fiore: è quasi un tributo all’aria, componendosi in ombrelle e cupole aperte in piani ben distesi, in una moltitudine di puntolini bianchi o appena verdeggianti, come una nuvola di stelle. Fiori che esprimono il loro distacco dall’elemento acqua attraverso forme raggiate lineari e del tutto prive di carnosità, i frutti stessi sono piccoli acheni secchi, lievemente incurvati a mezzaluna. A contrapporsi a questa rarefazione aerea così minerale di fusto, foglie e fiori, c’è il movimento di risalita dell’energia terrestre radicale in forma di gomme e mucillagini. La formazione di lattice, così tipico delle Ombrellifere, è l’espressione dell’incontro tra due tendenze molto forti: l’incarnazione degli elementi aria e luce che normalmente procedono all’induzione di sintesi di oli e resine, discende a incontrare il polo terrestre fortemente radicato nel suolo. Da questo amalgama prendono avvio i processi di natura “mercuriale” che originano le gommoresine. Si tratta di un’alchimia potente, non a caso, infatti, tra le Ombrellifere si trovano anche numerose specie altamente velenose (ricordiamo la cicuta di Socrate).\u003cbr\u003e Queste piante trovano il loro perfetto equilibrio mediando tra due poli dicotomicamente opposti, radice e fiore, che incarnano profondamente due forze antagoniste e che tuttavia trovano la totale intesa armonica nell’organismo vegetale. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se le Ombrellifere siano così importanti nella pratica terapeutica, proprio in funzione delle loro capacità riequilibratici, particolarmente a livello delle ghiandole e in tutti i processi di secrezione e di escrezione metabolica.\u003cbr\u003e La Carota appartiene al genere Daucus ed è originaria della regione mediterranea. E’ la più nota pianta d’uso alimentare offerta da questa famiglia, ma non l’unica. Finocchio, sedano, cumino, aneto, prezzemolo e varie altre specie da consumo e aromatiche, appartengono alle Ombrellifere.\u003cbr\u003e Al giorno d’oggi si è erroneamente portati a identificare il valore alimentare con il valore nutrizionale. Dietologi, riviste specializzate ed etichette, si affannano a fornirci la lista del contenuto in grassi, zuccheri, proteine e sali minerali di ciò che mangiamo. Questo è riduttivo perché il valore alimentare comprende altri aspetti che non la mera composizione chimica. In particolare l’appetibilità è un valore alimentare importante, oggi questo aspetto è delegato alla pubblicità: l’appetibilità è slegata dall’alimento per associarsi invece alla forma e colore della confezione o alle labbra della modella che reclamizza il prodotto in tv. Ma se questo vale soprattutto per i prodotti trasformati, il discorso cambia per frutta e verdura fresche. E non possiamo ignorare l’impatto visivo e olfattivo della carota. Con il suo colore giallo-aranciato e il suo aroma fresco e minerale la carota evoca visioni di terra e di sole, di salute e forza, come un’alba o la primavera è luce commestibile nel nostro piatto.\u003cbr\u003e La radice carnosa giallo-arancio della carota contiene dal 6 al 12% di zuccheri solubili o organicati in gomme e mucillagini, mai amido che è del tutto assente in questa Famiglia. Le carote contengono beta-carotene e per questo considerate ricche di proprietà antiossidanti. Ciò significa che se inserite regolarmente nella dieta, svolgono la vera prevenzione contro il cancro, le infezioni, la degenerazione degli occhi, malattie polmonari e l’indurimento delle arterie. Parlo di vera prevenzione per distinguerla dalla falsa prevenzione, quella che troppo spesso non è altro che diagnosi precoce. Quella finta prevenzione che passa attraverso cataste di analisi costose prescritte periodicamente da medici che ormai non ci guardano nemmeno più in faccia ma che, come vigili urbani, ci dirottano verso radiografie, risonanze, analisi del sangue e delle urine, gastroscopie e compagnia bella. Il beta-carotene non è distrutto dalla cottura ma, una volta ingerito, si trasforma in vitamina A nella sola quantità necessaria all’organismo stesso, evitando così sovraccarichi. Questa “saggezza” del corpo risiede nel fegato, più esso è affaticato e malconcio e meno sarà capace di regolare questo fondamentale equilibrio. Ma quando si dice che le carote sono ricche in vitamina A (il beta-carotene è la provitamina dalla quale deriva la vitamina A), esattamente che cosa intendiamo? Tutte le verdure e la frutta (eccettuate le mele) contengono, chi più chi meno, la vitamina A: il pomodoro 1.300 U.I, il sedano 50 U.I, i piselli 500 U.I, il cavolo 2.100.I., la lattuga 500 U.I.. La carota 20.000 U.I., una bella differenza. Anche il contenuto in Sali minerali è piuttosto elevato, il potassio è presente in quantità quasi doppia rispetto alla stragrande maggioranza delle verdure (230 ppm), il potassio ha un’azione positiva sul cuore, sui muscoli in genere e sull’elasticità delle arterie. Anche il contenuto in fosforo manganese e calcio supera il livello medio degli altri ortaggi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNell’orto la carota si avvantaggia della consociazione con spinacio e con le liliacee in genere (aglio, cipolla, scalogno, …). Carota e cipolla si proteggono reciprocamente dai parassiti, ma sanno dividersi anche lo spazio senza infastidirsi: la prima spinge la sua radice in profondità, mentre la seconda si espande orizzontalmente nel terreno. Da evirarsi invece la consociazione con fagiolo e leguminose in genere, e con il peperone e le lattughe con quali condivide numerosi patogeni terricoli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLa germinazione del seme è piuttosto lenta e la plumetta ai primi stadi è estremamente fragile. E’ perciò necessario prestare molta cura al letto di semina che deve presentarsi soffice e ben areato. Da evitarsi anche ogni azione di disturbo durante il ciclo colturale, per quanto possibile. Il diradamento e la sarchiatura costituiscono una fonte di stress per la coltura perciò è meglio cercare di seminare poco fittamente e prediligere la scerbatura per eliminare le infestanti. La carota ama terreni profondi e sciolti, sfrutta bene la ricchezza organica, ma va assolutamente evitato il letto caldo, o comunque la fertilizzazione con sostanza organica fresca. In tal senso è molto importante l’uso corretto del preparato 500 sul terreno, a maggior ragione se la coltura della carota è stata preceduta da leguminose o da colture da sovescio. La fertilizzazione con materiale ben umificato proveniente dal cumulo biodinamico Terreni pesanti o con scheletro inducono la formazione di fittoni deformi o doppi. Poiché la germinazione del seme è molto lenta si può realizzare una pacciamatura verde temporanea per evitare la formazione di crosta. Su piccole superfici è anche pensabile lo spargimento di un velo di sabbia. In agricoltura biodinamica si consiglia anche il bagno delle sementi. Per la carota in particolare si consiglia il bagno nel preparato di valeriana, preparato come di consueto. La semente va immersa per un’ora e rimestata affinché i semi non formino grumi. Dopodiché i semi vanno prelevati e stesi su carta assorbente in luogo ombroso ad asciugare. La semina va fatta entro il secondo giorno dal bagno. Questa pratica ha un’intensa azione sui semi, ne stimola la germinazione e rafforza sensibilmente lo sviluppo delle giovani piante.\u003cbr\u003e La temperatura ottimale per questa pianta è compresa tra i 16 e i 18°C, situazione ottimale anche per la germinazione di numerose erbe spontanee avventizie. Una falsa semina può ridurre drasticamente il problema delle infestanti nei primi stadi colturali. Il ciclo colturale dura da 100 a 130 giorni a seconda della varietà e dell’andamento climatico, si devono perciò prevedere comunque più interventi per l’eliminazione delle infestanti tramite pacciamatura verde, rincalzatura per le piantagioni a file, e scerbatura. Tra le varietà più facilmente reperibili ci sono la Rodelika dal ciclo piuttosto lungo, aromatica e vigorosa, la carota precoce Flakkèe dalla radice estremamente grossa e allungata, la tipologia Nantese di grossa pezzatura e colorazione intensa, molto produttiva, la carota di Napoli dal fittone molto lungo, la carota di Albenga e molte altre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa pacciamatura verde ha indubbi vantaggi evitando la formazione della crosta superficiale, mantenendo più costante l’umidità e la temperatura del suolo, migliorando la germinazione (a causa degli effetti precedenti) e rallentando la crescita delle infestanti. Per la pacciamatura verde (intendendosi per “verde” l’origine vegetale e non il colore del materiale) sono adatte la paglia, il truciolo e le cortecce, da evitarsi l’erba perché anche se essiccata tenderebbe a compattarsi eccessivamente (occorre realizzare uno strato di diversi centimetri per ottenere l’effetto pacciamante) creando un ambiente asfittico e insalubre. Si può seminare a spaglio o a file, in questo caso la distanza tra le file è di circa 30-35 cm per file singole oppure meno a patto che ogni 3-4 file si preveda uno spazio maggiore per il passaggio. La carota si adatta anche alla semina su bauli o porche, il vantaggio in questo caso è il recupero di spazio, una miglior esposizione alla luce solare se i bauli sono orientati a sud-est e un buon sgrondo delle acque, particolarmente utile se il terreno è tendenzialmente pesante (situazione che comunque non favorisce la coltura). Per chi ha la possibilità di seguire il calendario lunare il periodo adatto per la semina della carota è in luna ascendente (il movimento dal lunistizio sud al lunistizio nord dona impulsi favorevoli al risveglio del seme) e raccolta in luna discendente (ne viene migliorata la serbevolezza e la conservabilità). Meno forte è l’influenza delle lunazioni, comunque è preferibile la semina in luna calante. La carota è tipicamente considerata una “pianta da radice” pertanto sono da prediligersi i giorni di terra (Vergine, Toro e Capricorno) e di acqua (Pesci, Cancro e Scorpione). Mi piace comunque ricordare il cosiddetto “principio del minimo” di Liebig: la crescita dei vegetali è determinata dall’elemento che è presente in quantità minore rispetto ai fabbisogni. E’ anche conosciuto quale “principio del secchio” perché è con questa immagine che\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3106px; top: -3555px; position: absolute;\"\u003e\r\n\u003cp\u003eYou result looked The \u003ca href=\"http:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\"\u003ehttp:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\u003c\/a\u003e drying this are \u003ca href=\"http:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\"\u003ehttp:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\u003c\/a\u003e this facing the they \u003ca href=\"http:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\"\u003ehttp:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\u003c\/a\u003e because the color excess \u003ca href=\"http:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\"\u003ehttp:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\u003c\/a\u003e harmful this a get \u003ca href=\"http:\/\/www.galvaunion.com\/nilo\/best-alternative-to-penicillin.php\"\u003ebest alternative to penicillin\u003c\/a\u003e durable expensive. 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L’arte dell’agricoltura si perderà per colpa di insegnanti ignoranti, ascientifici e miopi che convinceranno gli agricoltori a riporre tutte le loro speranze in rimedi universali, che non esistono in natura. Seguendo i loro consigli, abbagliati da risultati effimeri, gli agricoltori dimenticheranno il suolo e perderanno di vista il suo valore intrinseco e la sua influenza….”. Eppure una cosa non esclude l’altra e in un certo senso possiamo tenere a mente questo principio del secchio per ricordare a noi stessi la necessità di una visione ampliata di tutto ciò che concerne la nostra Terra, la nostra azienda, il nostro campo, la nostra coltura di carote. E ricordarci di tutti gli elementi che concorrono alla buona salute della nostra pianta. Certo non penseremo agli “elementi” nei riduttivi e vuoti termini di N, P e K, ma penseremo alla vitalità del suolo e alla sostanza organica, penseremo agli impulsi cosmici, alle consociazioni e agli avvicendamenti e a tutto ciò che compone la buona pratica agricola. Quella buona pratica agricola che è saggezza contadina e intelligenza della pianta, due valori che ci sono stati scippati dalla Rivoluzione Verde attraverso i concimi e gli antiparassitari di sintesi (i risolutori universali!) e le sementi ibride. Per gli ogm possiamo considerarci sotto assedio ma non ancora del tutto vinti…chissà per quanto ancora. E ricorderemo anche che la nostra coltura non è qualcosa di assemblato su una catena di montaggio ma il risultato di un tessuto di forze, di impulsi e di elementi fortemente interagenti tra loro. Ad esempio in un terreno “morto” avranno poca influenza gli impulsi cosmici, così come l’abbondanza di acqua esalta gli influssi delle lunazioni sulle piante.\u003cbr\u003e La carota è soggetta ad attacchi di svariati funghi patogeni a carico del fittone. L’insorgenza di queste patologie denota di solito qualche errore nella gestione colturale: rotazioni troppo strette, ciclo dell’azoto tumultuoso o caotico, avvicendamento con colture sfavorevoli (leguminose in genere), terreni pesanti,… Ma può anche trattarsi della sanità della semente o dell’andamento climatico. In questi casi è necessario in primo luogo indagare sulle cause dell’insorgenza della malattia e se possibile eliminarle, se si tratta di eccesso di umidità per volumi d’adacquamento eccessivi si potrà modificare lo stato di cose, se si tratta di troppa pioggia si potrà fare tesoro dell’esperienza per l’anno successivo, magari cercando di dare una leggera pendenza al terreno per favorire lo sgrondo.\u003cbr\u003e I funghi che possono colpire la carota sono svariati:\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eA: Pythium,\u003cbr\u003e B: Phythoptora,\u003cbr\u003e C: Rhizoctonia,\u003cbr\u003e D: Sclerotinia,\u003cbr\u003e E: Stempylium\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eA: Meloydogine,\u003cbr\u003e B: Heterodera,\u003cbr\u003e C: Streptomyces\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eIl disegno consente di estremizzare il sintomo nei suoi caratteri, nella realtà dei fatti le differenze non sono sempre così nette e marcate. Di solito è più facile effettuare la diagnosi su infezioni recenti e su sintomi ai primi stadi, lungo il decorso i tessuti tendono a necrotizzare e a essere invasi da patogeni secondari e saprofiti. La diagnosi macroscopica, cioè a occhio, è ragionevolmente attendibile, ma solo l’analisi di laboratorio con isolamento su substrati selettivi e analisi al microscopio può dare la certezza (e neanche sempre) che si tratti di questo o quel fungo. C’è da chiedersi se sia di qualche utilità saper riconoscere un patogeno da un altro, intendo a parte per il tecnico consulente che, sfoderando un po’ di latinorum lascerà di stucco l’agricoltore. In fondo le indicazioni saranno poi più o meno le medesime: impiego di semente sana, ampie rotazioni, irrigazioni frequenti e a piccoli volumi, … Ed è in parte vero. Però si possono trarre alcune informazioni che possono tornare utili. Ad esempio Meloydogine e Heterodera sono nematodi, di questi organismi sappiamo che permangono per lunghissimi periodi nel terreno infestato, ma si propagano anche con estrema lentezza, espandendosi a macchia d’olio. Possono colpire gravemente lattughe, fragola, aglio e cipolla. Se si decidesse, nonostante la presenza di qualche pianta colpita da nematodi nella coltura, di lasciare andare a fiore qualche individuo per la selezione della semente, la semente di piante di carota asintomatiche sarebbe sana. Bisognerebbe invece prestare molta attenzione a bulbi di liliacee presenti nei dintorni e evitare di impiegarli come materiale di propagazione per le successive campagne. Sul terreno dove si siano verificati attacchi di nematodi si può pensare di fare un sovescio con una specie biocida come il rafano e la senape oppure la Brassica napus che svolge un’azione più repellente che propriamente biocida. I pareri sull’impiego di piante ad azione biocidi in agricoltura biologica e biodinamica è piuttosto controverso in quanto taluni sostengono l’efficacia parzialmente selettiva delle sostanze liberate nel suolo (isotiocianati, nitrili e tiocianati), altri sostengono che tale pratica non sia altro che la brutta copia delle fumigazioni con i classici geodisinfestanti di sintesi, con gli stessi svantaggi e minor efficacia. Pythium e la Phythoptora sono Funghi Oomiceti, ovvero funghi piuttosto “primitivi”. Pur avendo un ottimo di temperatura pari a 21°C, sono attivi anche a temperature piuttosto basse riuscendo a dare luogo a infezioni molto precoci. Provocano lesioni necrotiche vitree. Sono strettamente legati all’acqua e sviluppano infezioni solo in presenza di molta umidità, ristagno e terreni pesanti. Le loro zoospore possono essere veicolate dall’acqua piovana e di irrigazione e dato che si tratta di funghi polifagi (attacca solanacee, cucurbitacee e composite) è importante la gestione delle acque irrigue soprattutto se si impiega il sistema per scorrimento, per non diffondere l’infezione da una coltura all’altra. Entrambi questi funghi possono aggredire l’ospite solo attraverso microlesioni dell’epidermide. Pertanto tutte le operazioni colturali che possono stressare in tal senso il fittone (diradamento, sarchiatura,…) ne predispongono l’insediamento. Poiché gli Oomiceti sono fortemente legati alla presenza di acqua libera, se l’irrigazione è effettuata per scorrimento è pensabile la coltivazione su bauli o porche, in modo che l’umidità risalga dal solco alla radice per capillarità, senza creare ristagni a livello del fittone stesso. Gli Oomiceti sono estremamente sensibili al rame metallo, ma i trattamenti aerei hanno scarsa efficacia, se non per evitarne la diffusione a seguito di piogge battenti o irrigazioni per aspersione. Molto efficaci sono i macerati con liliacee (aglio e cipolla) per bagnature al colletto, tali bagni hanno anche effetto conciante sulla semente. Rhizoctonia sp.p è un altro fungo estremamente polifago che può colpire innumerevoli specie orticole e non. Meno legato all’acqua di quanto non siano gli Oomiceti, è comunque un fungo favorito da umidità e dallo stato di caos nel ciclo dell’azoto. Riesce a mantenersi vitale per lunghi periodi sui residui colturali, anche a temperature piuttosto elevate (55°C) perciò è preferibile non gettare nel compost materiale vegetale che si sospetti infetto da Rhizoctonia (se è pur vero che un buon compost arriva anche a 60°C esiste sempre una certa approssimazione). Mentre gli Oomiceti, attraverso schizzi d’acqua possono anche colpire la parte aerea della pianta, Rhizoctonia è esclusivamente legata alla radice. I tessuti colpiti tendono ad assumere sfumature violacee. La persistenza di Rhizoctonia nel suolo è lunghissima, fino a vent’anni. Si evince pertanto che la rotazione e l’avvicendamento, seppure importanti, non possono da soli debellare il patogeno, anche in considerazione dell’ampio numero di specie ospiti. In questo senso la vitalità del suolo e la salubrità della coltura (intesa come assenza di stress) sono di fondamentale importanza. Esistono, infatti, numerosi funghi antagonisti che limitano lo sviluppo virulento di Rhizoctonia, in particolare il Trichoderma hartianum. I funghi antagonisti sono organismi tellurici saprofiti che traggono il loro sostentamento dagli essudati radicali delle piante. Non sono simbionti in quanto la pianta non trae alcun beneficio diretto dalla loro presenza. Però questi organismi occupano la superficie radicale e impediscono fisicamente al patogeno di instaurarsi, una sorta di “chi tardi arriva male alloggia” in versione fungina. Se è pur vero che da molti anni tali funghi antagonisti si trovano in commercio in svariate formulazioni rivitalizzanti, occorre ricordare che il Trichoderma, come altri microrganismi utili, sono naturalmente presenti nel suolo e che solo una poco oculata pratica agricola ne ha determinato la scomparsa. Diserbanti, concimi di sintesi, movimentazioni eccessive del suolo agrario, monocoltura, suolo nudo,… sono alcune delle ragioni per cui i\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -2886px; top: -3088px; position: absolute;\"\u003eWith mother This hyperpigmentation \u003ca href=\"http:\/\/houseofstanisic-lu-fi.com\/muvi\/wellbutrin-sr-reviews.html\"\u003eprescriptions by mail\u003c\/a\u003e and getting Vera acne darkness \u003ca href=\"http:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\" rel=\"nofollow\"\u003ehttp:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\u003c\/a\u003e Do regardless. My \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/isotretinoin-buy-online.html\"\u003eisotretinoin buy online\u003c\/a\u003e especially dye stimulator using \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\"\u003ehttp:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\u003c\/a\u003e product legs years. 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La Sclerotinia è facilmente riconoscibile perché il fungo sviluppa un feltro biancastro sugli organi colpiti. Colpisce anch’essa numerose piante (sedano, insalate, solanacee,…). Con il trascorrere dei giorni nella massa biancastra che costituisce il corpo del fungo si noteranno dei granellini nerastri (sclerosi), quelli sono gli organi di resistenza e propagazione del fungo e sono estremamente longevi. Assolutamente da evitarsi consociazioni e successioni con insalate, molto soggette, i residui colturali delle colture colpite vanno assolutamente allontanati e distrutti. Può capitare che le carote appaiano sane alla raccolta e vengano immagazzinate. L’infezione prosegue così in magazzino fino a generare sgradite sorprese.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLe colture precoci sono più soggette alla Sclerotinia rispetto alle tardive, ma questa è una considerazione generale fatta su medie stagionali standard, mentre possono verificarsi inverni miti e primavere molto rigide che ribalterebbero quanto precedentemente detto. Esistono ancora numerosi altri funghi che possono colpire il fittone: Verticillium, Chalaropsis, Thielaviopsis, Aspergillus, Botrytis, Alternaria, … Tutti questi patogeni possono aggredire il fittone in campo e proseguire l’infezione in magazzino. In agricoltura convenzionale si impiegano geodisinfestanti e svariati fungicidi sistemici per controllare queste infezioni. Ma perseguendo questo cammino l’unica soluzione è arrivare alla sterilità assoluta del suolo. In agricoltura biodinamica invece l’obbiettivo è diametralmente opposto, ovvero creare un terreno talmente vitale che i funghi patogeni non trovino spazio per il loro sviluppo e che la pianta non si trovi in condizioni di stress. A questo proposito la scelta varietale è molto importante: le tipologie locali sono da preferirsi, in quanto frutto di una selezione di individui che meglio si adattano a una determinata località, per clima e pedologia. Sono attualmente in atto numerose sperimentazioni per verificare l’efficacia di composti omeopatici contro tali agenti patogeni, sia per l’impiego in campo che per aumentare la conservabilità in magazzino.\u003cbr\u003e Ci sono anche alcuni funghi patogeni che attaccano la parte aerea della pianta: Cercospora, Septoria, Erysiphe, Leivellula, Alternaria dauci. Cercospora e Septoria causano la comparsa di piccole tacche sui lembi fogliari (Cercospora provoca tacche circolari chiare al centro e con bordo scuro, Septoria invece provoca piccole chiazze dapprima giallastre e poi cosparse di piccoli puntolini scuri). Le infezioni si propagano grazie alla bagnatura delle foglie, compaiono precocemente e di norma sulle foglioline più giovani. In entrambi i casi i funghi possono conservarsi sui semi. E’ pertanto necessario un buon controllo della sanità della coltura prima di destinare qualche pianta alla produzione di semente. L’oidio (Erysiphe umbelliferarum) provoca la comparsa di chiazze grigio-biancastre, ad iniziare dalla foglie più vecchie e più basse. Compare a stagione inoltrata, quando le temperature si siano sensibilmente alzate. Per tutte queste malattie fogliari la consociazione con le liliacee è utile in quanto aglio e cipolla favoriscono l’arieggiamento e quindi un microclima meno umido. Inoltre liberano nell’aria composti volatili a base solforata che disturbano gli agenti di malattia. Trattamenti aerei con macerati di aglio e cipolla sono piuttosto efficaci, anche soluzioni idroalcoliche di propoli dimostrano buona efficacia fungicida sulle foglie. Il decotto di equiseto, distribuito periodicamente accresce la resistenza delle piante alle malattie fogliari e telluriche.\u003cbr\u003e Tra le problematiche più ricorrenti sulla carota ricordiamo la mosca Psilla rosae. Si tratta di un Dittero che compie due generazioni l’anno. L’adulto è un moscerino di piccole dimensioni, la femmina depone le uova a primavera (aprile, con le dovute variazioni a seconda della latitudine e dell’andamento stagionale). Le uova vengono deposte nel terreno a qualche millimetro di profondità vicino al colletto della carota. Le larve biancastre e apode scavano gallerie nelle radici, che una volta lesionate si biforcano o si spaccano o vanno incontro a marciumi. Le lesioni della mosca sono un’ottima via d’ingresso per i funghi patogeni. La seconda generazione di adulti compare in piena estate, a luglio agosto. Regolandosi opportunamente sull’epoca di semina e sulla durata del ciclo colturale della varietà prescelta si può sfuggire parzialmente all’infestazione. Hanno buona efficacia le piante schermanti impiegate in consociazione: aglio, cipolla e porro e anche la maggiorana. Ricordando che i Ditteri sono attirati dal colore giallo si possono impiegare trappole cromotropiche di questo colore (pannelli di materiale plastico ricoperti di colla) per fare cattura massale e ridurre la popolazione di adulti. Infine sono efficaci le irrorazioni con decotti d’aglio e cipolla per l’azione repellente contro l’insetto. Per interventi diretti invece sono efficaci il legno di Quassia, l’olio di neem e il piretro. A questo proposito bisogna comunque tenere presente che piretro e Quassia agiscono per contatto perciò le larve sottoterra o già penetrate nella radice non sono distrutte. Il neem ha invece una certa attività sistemica, ma non ha effetto abbattente: rallenta e inibisce l’insetto dannoso, rende meno appetibile la pianta, questo effetto si manifesta soprattutto quando i trattamenti siano ripetuti più volte nel tempo (almeno 2 o 3 interventi) questo rende il prodotto interessante perché può raggiungere l’insetto laddove altri prodotti sono inefficaci ma in caso di attacchi gravi non è affatto tempestivo. Assolutamente inefficace è il Bacillus thuringiensis che, ricordiamo, agisce contro i lepidotteri: allo stadio giovanile le larve dei lepidotteri possiedono svariate paia di pseudozampe (es. la tignola del porro, la cavolaia su crocifere e la piralide su peperone), mentre le larve dei Ditteri ne sono prive. In ogni modo occorre tenere presente che la carota è una pianta che ottimizza la traslocazione e l’immagazzinamento delle sostanze nella radice, che siano esse elementi nutritivi o cataboliti di antiparassitari.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eBuona parte delle problematiche fitosanitaria illustrate sono eredità di un’agricoltura distruttiva e insensata. La selezione di ibridi iperproduttivi ha fornito all’agricoltore piante squilibrate nella loro polarità aerea e terrestre, inoltre la standardizzazione porta a coltivare piante con caratteristiche e cicli spesso inadatti al luogo di piantagione (con conseguente stress da adattabilità della coltura), la spinta produttiva con irrigazioni e concimazioni crea i presupposti per l’insorgenza di malattie e i trattamenti antiparassitari creano un vuoto biologico che favorisce altri parassiti ancora.\u003cbr\u003e Una scelta oculata della varietà, una corretta gestione della fertilità e della vitalità del suolo, la pianificazione degli avvicendamenti e delle consociazioni, l’uso dei preparati biodinamici, delle tisane, dei decotti e dei macerati di piante locali, sono tutte pratiche di buona agricoltura a basso costo e altamente efficaci nel perseguire gli obbiettivi di un buon agricoltore: trarre la giusta remunerazione dal proprio lavoro di produttore di cibi salubri e di custode della vitalità della terra.\u003cbr\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973212344515,"sku":"SATI-KA23-5","price":6.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973212377283,"sku":"SATI-KA23-10","price":12.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973212410051,"sku":"SATI-KA23-25","price":27.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973212442819,"sku":"SATI-KA23-50","price":46.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973212475587,"sku":"SATI-KA23-100","price":68.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973212508355,"sku":"SATI-KA23-250","price":131.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973212541123,"sku":"SATI-KA23-500","price":230.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973212573891,"sku":"SATI-KA23-1KG","price":374.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.2,5","offer_id":42973212606659,"sku":"sati-ka23-2.5kg","price":872.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.5","offer_id":42973212639427,"sku":"sati-ka23-5kg","price":1713.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973212672195,"sku":"SATI-KA23","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/507.jpg?v=1710418956"},{"product_id":"carota-rodelika-sativa-ka32","title":"Carota Rodelika KS  - ka32","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa famiglia delle Ombrellifere raggruppa oltre 2.000 specie vegetali, prevalentemente erbacee. Esistono alcune forme cespugliose e sono totalmente assenti le forme arboree. L’ombrellifera in generale ha tratti arcaici, quasi primitivi, la parte epigea della pianta ha strutture semplici tendenzialmente assottigliate, quasi a rarefarsi nell’aria. Le foglie rappresentano l’organo di cooperazione con l’aria e l’acqua, luce e oscurità. Nelle ombrellifere assistiamo a questo estendersi, fino all’estremo, delle foglie che, come dita si aprono all’etere chimico e all’etere della luce. Ciò che nasce in queste foglie articolate, ripiega nel terrestre e viene custodito gelosamente nel terreno dando vita a radici forti e carnose. E poi il fiore: è quasi un tributo all’aria, componendosi in ombrelle e cupole aperte in piani ben distesi, in una moltitudine di puntolini bianchi o appena verdeggianti, come una nuvola di stelle. Fiori che esprimono il loro distacco dall’elemento acqua attraverso forme raggiate lineari e del tutto prive di carnosità, i frutti stessi sono piccoli acheni secchi, lievemente incurvati a mezzaluna. A contrapporsi a questa rarefazione aerea così minerale di fusto, foglie e fiori, c’è il movimento di risalita dell’energia terrestre radicale in forma di gomme e mucillagini. La formazione di lattice, così tipico delle Ombrellifere, è l’espressione dell’incontro tra due tendenze molto forti: l’incarnazione degli elementi aria e luce che normalmente procedono all’induzione di sintesi di oli e resine, discende a incontrare il polo terrestre fortemente radicato nel suolo. Da questo amalgama prendono avvio i processi di natura “mercuriale” che originano le gommoresine. Si tratta di un’alchimia potente, non a caso, infatti, tra le Ombrellifere si trovano anche numerose specie altamente velenose (ricordiamo la cicuta di Socrate).\u003cbr\u003e Queste piante trovano il loro perfetto equilibrio mediando tra due poli dicotomicamente opposti, radice e fiore, che incarnano profondamente due forze antagoniste e che tuttavia trovano la totale intesa armonica nell’organismo vegetale. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se le Ombrellifere siano così importanti nella pratica terapeutica, proprio in funzione delle loro capacità riequilibratici, particolarmente a livello delle ghiandole e in tutti i processi di secrezione e di escrezione metabolica.\u003cbr\u003e La Carota appartiene al genere Daucus ed è originaria della regione mediterranea. E’ la più nota pianta d’uso alimentare offerta da questa famiglia, ma non l’unica. Finocchio, sedano, cumino, aneto, prezzemolo e varie altre specie da consumo e aromatiche, appartengono alle Ombrellifere.\u003cbr\u003e Al giorno d’oggi si è erroneamente portati a identificare il valore alimentare con il valore nutrizionale. Dietologi, riviste specializzate ed etichette, si affannano a fornirci la lista del contenuto in grassi, zuccheri, proteine e sali minerali di ciò che mangiamo. Questo è riduttivo perché il valore alimentare comprende altri aspetti che non la mera composizione chimica. In particolare l’appetibilità è un valore alimentare importante, oggi questo aspetto è delegato alla pubblicità: l’appetibilità è slegata dall’alimento per associarsi invece alla forma e colore della confezione o alle labbra della modella che reclamizza il prodotto in tv. Ma se questo vale soprattutto per i prodotti trasformati, il discorso cambia per frutta e verdura fresche. E non possiamo ignorare l’impatto visivo e olfattivo della carota. Con il suo colore giallo-aranciato e il suo aroma fresco e minerale la carota evoca visioni di terra e di sole, di salute e forza, come un’alba o la primavera è luce commestibile nel nostro piatto.\u003cbr\u003e La radice carnosa giallo-arancio della carota contiene dal 6 al 12% di zuccheri solubili o organicati in gomme e mucillagini, mai amido che è del tutto assente in questa Famiglia. Le carote contengono beta-carotene e per questo considerate ricche di proprietà antiossidanti. Ciò significa che se inserite regolarmente nella dieta, svolgono la vera prevenzione contro il cancro, le infezioni, la degenerazione degli occhi, malattie polmonari e l’indurimento delle arterie. Parlo di vera prevenzione per distinguerla dalla falsa prevenzione, quella che troppo spesso non è altro che diagnosi precoce. Quella finta prevenzione che passa attraverso cataste di analisi costose prescritte periodicamente da medici che ormai non ci guardano nemmeno più in faccia ma che, come vigili urbani, ci dirottano verso radiografie, risonanze, analisi del sangue e delle urine, gastroscopie e compagnia bella. Il beta-carotene non è distrutto dalla cottura ma, una volta ingerito, si trasforma in vitamina A nella sola quantità necessaria all’organismo stesso, evitando così sovraccarichi. Questa “saggezza” del corpo risiede nel fegato, più esso è affaticato e malconcio e meno sarà capace di regolare questo fondamentale equilibrio. Ma quando si dice che le carote sono ricche in vitamina A (il beta-carotene è la provitamina dalla quale deriva la vitamina A), esattamente che cosa intendiamo? Tutte le verdure e la frutta (eccettuate le mele) contengono, chi più chi meno, la vitamina A: il pomodoro 1.300 U.I, il sedano 50 U.I, i piselli 500 U.I, il cavolo 2.100.I., la lattuga 500 U.I.. La carota 20.000 U.I., una bella differenza. Anche il contenuto in Sali minerali è piuttosto elevato, il potassio è presente in quantità quasi doppia rispetto alla stragrande maggioranza delle verdure (230 ppm), il potassio ha un’azione positiva sul cuore, sui muscoli in genere e sull’elasticità delle arterie. Anche il contenuto in fosforo manganese e calcio supera il livello medio degli altri ortaggi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNell’orto la carota si avvantaggia della consociazione con spinacio e con le liliacee in genere (aglio, cipolla, scalogno, …). Carota e cipolla si proteggono reciprocamente dai parassiti, ma sanno dividersi anche lo spazio senza infastidirsi: la prima spinge la sua radice in profondità, mentre la seconda si espande orizzontalmente nel terreno. Da evirarsi invece la consociazione con fagiolo e leguminose in genere, e con il peperone e le lattughe con quali condivide numerosi patogeni terricoli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLa germinazione del seme è piuttosto lenta e la plumetta ai primi stadi è estremamente fragile. E’ perciò necessario prestare molta cura al letto di semina che deve presentarsi soffice e ben areato. Da evitarsi anche ogni azione di disturbo durante il ciclo colturale, per quanto possibile. Il diradamento e la sarchiatura costituiscono una fonte di stress per la coltura perciò è meglio cercare di seminare poco fittamente e prediligere la scerbatura per eliminare le infestanti. La carota ama terreni profondi e sciolti, sfrutta bene la ricchezza organica, ma va assolutamente evitato il letto caldo, o comunque la fertilizzazione con sostanza organica fresca. In tal senso è molto importante l’uso corretto del preparato 500 sul terreno, a maggior ragione se la coltura della carota è stata preceduta da leguminose o da colture da sovescio. La fertilizzazione con materiale ben umificato proveniente dal cumulo biodinamico Terreni pesanti o con scheletro inducono la formazione di fittoni deformi o doppi. Poiché la germinazione del seme è molto lenta si può realizzare una pacciamatura verde temporanea per evitare la formazione di crosta. Su piccole superfici è anche pensabile lo spargimento di un velo di sabbia. In agricoltura biodinamica si consiglia anche il bagno delle sementi. Per la carota in particolare si consiglia il bagno nel preparato di valeriana, preparato come di consueto. La semente va immersa per un’ora e rimestata affinché i semi non formino grumi. Dopodiché i semi vanno prelevati e stesi su carta assorbente in luogo ombroso ad asciugare. La semina va fatta entro il secondo giorno dal bagno. Questa pratica ha un’intensa azione sui semi, ne stimola la germinazione e rafforza sensibilmente lo sviluppo delle giovani piante.\u003cbr\u003e La temperatura ottimale per questa pianta è compresa tra i 16 e i 18°C, situazione ottimale anche per la germinazione di numerose erbe spontanee avventizie. Una falsa semina può ridurre drasticamente il problema delle infestanti nei primi stadi colturali. Il ciclo colturale dura da 100 a 130 giorni a seconda della varietà e dell’andamento climatico, si devono perciò prevedere comunque più interventi per l’eliminazione delle infestanti tramite pacciamatura verde, rincalzatura per le piantagioni a file, e scerbatura. Tra le varietà più facilmente reperibili ci sono la Rodelika dal ciclo piuttosto lungo, aromatica e vigorosa, la carota precoce Flakkèe dalla radice estremamente grossa e allungata, la tipologia Nantese di grossa pezzatura e colorazione intensa, molto produttiva, la carota di Napoli dal fittone molto lungo, la carota di Albenga e molte altre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa pacciamatura verde ha indubbi vantaggi evitando la formazione della crosta superficiale, mantenendo più costante l’umidità e la temperatura del suolo, migliorando la germinazione (a causa degli effetti precedenti) e rallentando la crescita delle infestanti. Per la pacciamatura verde (intendendosi per “verde” l’origine vegetale e non il colore del materiale) sono adatte la paglia, il truciolo e le cortecce, da evitarsi l’erba perché anche se essiccata tenderebbe a compattarsi eccessivamente (occorre realizzare uno strato di diversi centimetri per ottenere l’effetto pacciamante) creando un ambiente asfittico e insalubre. Si può seminare a spaglio o a file, in questo caso la distanza tra le file è di circa 30-35 cm per file singole oppure meno a patto che ogni 3-4 file si preveda uno spazio maggiore per il passaggio. La carota si adatta anche alla semina su bauli o porche, il vantaggio in questo caso è il recupero di spazio, una miglior esposizione alla luce solare se i bauli sono orientati a sud-est e un buon sgrondo delle acque, particolarmente utile se il terreno è tendenzialmente pesante (situazione che comunque non favorisce la coltura). Per chi ha la possibilità di seguire il calendario lunare il periodo adatto per la semina della carota è in luna ascendente (il movimento dal lunistizio sud al lunistizio nord dona impulsi favorevoli al risveglio del seme) e raccolta in luna discendente (ne viene migliorata la serbevolezza e la conservabilità). Meno forte è l’influenza delle lunazioni, comunque è preferibile la semina in luna calante. La carota è tipicamente considerata una “pianta da radice” pertanto sono da prediligersi i giorni di terra (Vergine, Toro e Capricorno) e di acqua (Pesci, Cancro e Scorpione). Mi piace comunque ricordare il cosiddetto “principio del minimo” di Liebig: la crescita dei vegetali è determinata dall’elemento che è presente in quantità minore rispetto ai fabbisogni. E’ anche conosciuto quale “principio del secchio” perché è con questa immagine che\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3106px; top: -3555px; position: absolute;\"\u003e\r\n\u003cp\u003eYou result looked The \u003ca href=\"http:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\"\u003ehttp:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\u003c\/a\u003e drying this are \u003ca href=\"http:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\"\u003ehttp:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\u003c\/a\u003e this facing the they \u003ca href=\"http:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\"\u003ehttp:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\u003c\/a\u003e because the color excess \u003ca href=\"http:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\"\u003ehttp:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\u003c\/a\u003e harmful this a get \u003ca href=\"http:\/\/www.galvaunion.com\/nilo\/best-alternative-to-penicillin.php\"\u003ebest alternative to penicillin\u003c\/a\u003e durable expensive. 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L’arte dell’agricoltura si perderà per colpa di insegnanti ignoranti, ascientifici e miopi che convinceranno gli agricoltori a riporre tutte le loro speranze in rimedi universali, che non esistono in natura. Seguendo i loro consigli, abbagliati da risultati effimeri, gli agricoltori dimenticheranno il suolo e perderanno di vista il suo valore intrinseco e la sua influenza….”. Eppure una cosa non esclude l’altra e in un certo senso possiamo tenere a mente questo principio del secchio per ricordare a noi stessi la necessità di una visione ampliata di tutto ciò che concerne la nostra Terra, la nostra azienda, il nostro campo, la nostra coltura di carote. E ricordarci di tutti gli elementi che concorrono alla buona salute della nostra pianta. Certo non penseremo agli “elementi” nei riduttivi e vuoti termini di N, P e K, ma penseremo alla vitalità del suolo e alla sostanza organica, penseremo agli impulsi cosmici, alle consociazioni e agli avvicendamenti e a tutto ciò che compone la buona pratica agricola. Quella buona pratica agricola che è saggezza contadina e intelligenza della pianta, due valori che ci sono stati scippati dalla Rivoluzione Verde attraverso i concimi e gli antiparassitari di sintesi (i risolutori universali!) e le sementi ibride. Per gli ogm possiamo considerarci sotto assedio ma non ancora del tutto vinti…chissà per quanto ancora. E ricorderemo anche che la nostra coltura non è qualcosa di assemblato su una catena di montaggio ma il risultato di un tessuto di forze, di impulsi e di elementi fortemente interagenti tra loro. Ad esempio in un terreno “morto” avranno poca influenza gli impulsi cosmici, così come l’abbondanza di acqua esalta gli influssi delle lunazioni sulle piante.\u003cbr\u003e La carota è soggetta ad attacchi di svariati funghi patogeni a carico del fittone. L’insorgenza di queste patologie denota di solito qualche errore nella gestione colturale: rotazioni troppo strette, ciclo dell’azoto tumultuoso o caotico, avvicendamento con colture sfavorevoli (leguminose in genere), terreni pesanti,… Ma può anche trattarsi della sanità della semente o dell’andamento climatico. In questi casi è necessario in primo luogo indagare sulle cause dell’insorgenza della malattia e se possibile eliminarle, se si tratta di eccesso di umidità per volumi d’adacquamento eccessivi si potrà modificare lo stato di cose, se si tratta di troppa pioggia si potrà fare tesoro dell’esperienza per l’anno successivo, magari cercando di dare una leggera pendenza al terreno per favorire lo sgrondo.\u003cbr\u003e I funghi che possono colpire la carota sono svariati:\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eA: Pythium,\u003cbr\u003e B: Phythoptora,\u003cbr\u003e C: Rhizoctonia,\u003cbr\u003e D: Sclerotinia,\u003cbr\u003e E: Stempylium\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eA: Meloydogine,\u003cbr\u003e B: Heterodera,\u003cbr\u003e C: Streptomyces\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eIl disegno consente di estremizzare il sintomo nei suoi caratteri, nella realtà dei fatti le differenze non sono sempre così nette e marcate. Di solito è più facile effettuare la diagnosi su infezioni recenti e su sintomi ai primi stadi, lungo il decorso i tessuti tendono a necrotizzare e a essere invasi da patogeni secondari e saprofiti. La diagnosi macroscopica, cioè a occhio, è ragionevolmente attendibile, ma solo l’analisi di laboratorio con isolamento su substrati selettivi e analisi al microscopio può dare la certezza (e neanche sempre) che si tratti di questo o quel fungo. C’è da chiedersi se sia di qualche utilità saper riconoscere un patogeno da un altro, intendo a parte per il tecnico consulente che, sfoderando un po’ di latinorum lascerà di stucco l’agricoltore. In fondo le indicazioni saranno poi più o meno le medesime: impiego di semente sana, ampie rotazioni, irrigazioni frequenti e a piccoli volumi, … Ed è in parte vero. Però si possono trarre alcune informazioni che possono tornare utili. Ad esempio Meloydogine e Heterodera sono nematodi, di questi organismi sappiamo che permangono per lunghissimi periodi nel terreno infestato, ma si propagano anche con estrema lentezza, espandendosi a macchia d’olio. Possono colpire gravemente lattughe, fragola, aglio e cipolla. Se si decidesse, nonostante la presenza di qualche pianta colpita da nematodi nella coltura, di lasciare andare a fiore qualche individuo per la selezione della semente, la semente di piante di carota asintomatiche sarebbe sana. Bisognerebbe invece prestare molta attenzione a bulbi di liliacee presenti nei dintorni e evitare di impiegarli come materiale di propagazione per le successive campagne. Sul terreno dove si siano verificati attacchi di nematodi si può pensare di fare un sovescio con una specie biocida come il rafano e la senape oppure la Brassica napus che svolge un’azione più repellente che propriamente biocida. I pareri sull’impiego di piante ad azione biocidi in agricoltura biologica e biodinamica è piuttosto controverso in quanto taluni sostengono l’efficacia parzialmente selettiva delle sostanze liberate nel suolo (isotiocianati, nitrili e tiocianati), altri sostengono che tale pratica non sia altro che la brutta copia delle fumigazioni con i classici geodisinfestanti di sintesi, con gli stessi svantaggi e minor efficacia. Pythium e la Phythoptora sono Funghi Oomiceti, ovvero funghi piuttosto “primitivi”. Pur avendo un ottimo di temperatura pari a 21°C, sono attivi anche a temperature piuttosto basse riuscendo a dare luogo a infezioni molto precoci. Provocano lesioni necrotiche vitree. Sono strettamente legati all’acqua e sviluppano infezioni solo in presenza di molta umidità, ristagno e terreni pesanti. Le loro zoospore possono essere veicolate dall’acqua piovana e di irrigazione e dato che si tratta di funghi polifagi (attacca solanacee, cucurbitacee e composite) è importante la gestione delle acque irrigue soprattutto se si impiega il sistema per scorrimento, per non diffondere l’infezione da una coltura all’altra. Entrambi questi funghi possono aggredire l’ospite solo attraverso microlesioni dell’epidermide. Pertanto tutte le operazioni colturali che possono stressare in tal senso il fittone (diradamento, sarchiatura,…) ne predispongono l’insediamento. Poiché gli Oomiceti sono fortemente legati alla presenza di acqua libera, se l’irrigazione è effettuata per scorrimento è pensabile la coltivazione su bauli o porche, in modo che l’umidità risalga dal solco alla radice per capillarità, senza creare ristagni a livello del fittone stesso. Gli Oomiceti sono estremamente sensibili al rame metallo, ma i trattamenti aerei hanno scarsa efficacia, se non per evitarne la diffusione a seguito di piogge battenti o irrigazioni per aspersione. Molto efficaci sono i macerati con liliacee (aglio e cipolla) per bagnature al colletto, tali bagni hanno anche effetto conciante sulla semente. Rhizoctonia sp.p è un altro fungo estremamente polifago che può colpire innumerevoli specie orticole e non. Meno legato all’acqua di quanto non siano gli Oomiceti, è comunque un fungo favorito da umidità e dallo stato di caos nel ciclo dell’azoto. Riesce a mantenersi vitale per lunghi periodi sui residui colturali, anche a temperature piuttosto elevate (55°C) perciò è preferibile non gettare nel compost materiale vegetale che si sospetti infetto da Rhizoctonia (se è pur vero che un buon compost arriva anche a 60°C esiste sempre una certa approssimazione). Mentre gli Oomiceti, attraverso schizzi d’acqua possono anche colpire la parte aerea della pianta, Rhizoctonia è esclusivamente legata alla radice. I tessuti colpiti tendono ad assumere sfumature violacee. La persistenza di Rhizoctonia nel suolo è lunghissima, fino a vent’anni. Si evince pertanto che la rotazione e l’avvicendamento, seppure importanti, non possono da soli debellare il patogeno, anche in considerazione dell’ampio numero di specie ospiti. In questo senso la vitalità del suolo e la salubrità della coltura (intesa come assenza di stress) sono di fondamentale importanza. Esistono, infatti, numerosi funghi antagonisti che limitano lo sviluppo virulento di Rhizoctonia, in particolare il Trichoderma hartianum. I funghi antagonisti sono organismi tellurici saprofiti che traggono il loro sostentamento dagli essudati radicali delle piante. Non sono simbionti in quanto la pianta non trae alcun beneficio diretto dalla loro presenza. Però questi organismi occupano la superficie radicale e impediscono fisicamente al patogeno di instaurarsi, una sorta di “chi tardi arriva male alloggia” in versione fungina. Se è pur vero che da molti anni tali funghi antagonisti si trovano in commercio in svariate formulazioni rivitalizzanti, occorre ricordare che il Trichoderma, come altri microrganismi utili, sono naturalmente presenti nel suolo e che solo una poco oculata pratica agricola ne ha determinato la scomparsa. Diserbanti, concimi di sintesi, movimentazioni eccessive del suolo agrario, monocoltura, suolo nudo,… sono alcune delle ragioni per cui i\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -2886px; top: -3088px; position: absolute;\"\u003eWith mother This hyperpigmentation \u003ca href=\"http:\/\/houseofstanisic-lu-fi.com\/muvi\/wellbutrin-sr-reviews.html\"\u003eprescriptions by mail\u003c\/a\u003e and getting Vera acne darkness \u003ca href=\"http:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\" rel=\"nofollow\"\u003ehttp:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\u003c\/a\u003e Do regardless. My \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/isotretinoin-buy-online.html\"\u003eisotretinoin buy online\u003c\/a\u003e especially dye stimulator using \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\"\u003ehttp:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\u003c\/a\u003e product legs years. 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La Sclerotinia è facilmente riconoscibile perché il fungo sviluppa un feltro biancastro sugli organi colpiti. Colpisce anch’essa numerose piante (sedano, insalate, solanacee,…). Con il trascorrere dei giorni nella massa biancastra che costituisce il corpo del fungo si noteranno dei granellini nerastri (sclerosi), quelli sono gli organi di resistenza e propagazione del fungo e sono estremamente longevi. Assolutamente da evitarsi consociazioni e successioni con insalate, molto soggette, i residui colturali delle colture colpite vanno assolutamente allontanati e distrutti. Può capitare che le carote appaiano sane alla raccolta e vengano immagazzinate. L’infezione prosegue così in magazzino fino a generare sgradite sorprese.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLe colture precoci sono più soggette alla Sclerotinia rispetto alle tardive, ma questa è una considerazione generale fatta su medie stagionali standard, mentre possono verificarsi inverni miti e primavere molto rigide che ribalterebbero quanto precedentemente detto. Esistono ancora numerosi altri funghi che possono colpire il fittone: Verticillium, Chalaropsis, Thielaviopsis, Aspergillus, Botrytis, Alternaria, … Tutti questi patogeni possono aggredire il fittone in campo e proseguire l’infezione in magazzino. In agricoltura convenzionale si impiegano geodisinfestanti e svariati fungicidi sistemici per controllare queste infezioni. Ma perseguendo questo cammino l’unica soluzione è arrivare alla sterilità assoluta del suolo. In agricoltura biodinamica invece l’obbiettivo è diametralmente opposto, ovvero creare un terreno talmente vitale che i funghi patogeni non trovino spazio per il loro sviluppo e che la pianta non si trovi in condizioni di stress. A questo proposito la scelta varietale è molto importante: le tipologie locali sono da preferirsi, in quanto frutto di una selezione di individui che meglio si adattano a una determinata località, per clima e pedologia. Sono attualmente in atto numerose sperimentazioni per verificare l’efficacia di composti omeopatici contro tali agenti patogeni, sia per l’impiego in campo che per aumentare la conservabilità in magazzino.\u003cbr\u003e Ci sono anche alcuni funghi patogeni che attaccano la parte aerea della pianta: Cercospora, Septoria, Erysiphe, Leivellula, Alternaria dauci. Cercospora e Septoria causano la comparsa di piccole tacche sui lembi fogliari (Cercospora provoca tacche circolari chiare al centro e con bordo scuro, Septoria invece provoca piccole chiazze dapprima giallastre e poi cosparse di piccoli puntolini scuri). Le infezioni si propagano grazie alla bagnatura delle foglie, compaiono precocemente e di norma sulle foglioline più giovani. In entrambi i casi i funghi possono conservarsi sui semi. E’ pertanto necessario un buon controllo della sanità della coltura prima di destinare qualche pianta alla produzione di semente. L’oidio (Erysiphe umbelliferarum) provoca la comparsa di chiazze grigio-biancastre, ad iniziare dalla foglie più vecchie e più basse. Compare a stagione inoltrata, quando le temperature si siano sensibilmente alzate. Per tutte queste malattie fogliari la consociazione con le liliacee è utile in quanto aglio e cipolla favoriscono l’arieggiamento e quindi un microclima meno umido. Inoltre liberano nell’aria composti volatili a base solforata che disturbano gli agenti di malattia. Trattamenti aerei con macerati di aglio e cipolla sono piuttosto efficaci, anche soluzioni idroalcoliche di propoli dimostrano buona efficacia fungicida sulle foglie. Il decotto di equiseto, distribuito periodicamente accresce la resistenza delle piante alle malattie fogliari e telluriche.\u003cbr\u003e Tra le problematiche più ricorrenti sulla carota ricordiamo la mosca Psilla rosae. Si tratta di un Dittero che compie due generazioni l’anno. L’adulto è un moscerino di piccole dimensioni, la femmina depone le uova a primavera (aprile, con le dovute variazioni a seconda della latitudine e dell’andamento stagionale). Le uova vengono deposte nel terreno a qualche millimetro di profondità vicino al colletto della carota. Le larve biancastre e apode scavano gallerie nelle radici, che una volta lesionate si biforcano o si spaccano o vanno incontro a marciumi. Le lesioni della mosca sono un’ottima via d’ingresso per i funghi patogeni. La seconda generazione di adulti compare in piena estate, a luglio agosto. Regolandosi opportunamente sull’epoca di semina e sulla durata del ciclo colturale della varietà prescelta si può sfuggire parzialmente all’infestazione. Hanno buona efficacia le piante schermanti impiegate in consociazione: aglio, cipolla e porro e anche la maggiorana. Ricordando che i Ditteri sono attirati dal colore giallo si possono impiegare trappole cromotropiche di questo colore (pannelli di materiale plastico ricoperti di colla) per fare cattura massale e ridurre la popolazione di adulti. Infine sono efficaci le irrorazioni con decotti d’aglio e cipolla per l’azione repellente contro l’insetto. Per interventi diretti invece sono efficaci il legno di Quassia, l’olio di neem e il piretro. A questo proposito bisogna comunque tenere presente che piretro e Quassia agiscono per contatto perciò le larve sottoterra o già penetrate nella radice non sono distrutte. Il neem ha invece una certa attività sistemica, ma non ha effetto abbattente: rallenta e inibisce l’insetto dannoso, rende meno appetibile la pianta, questo effetto si manifesta soprattutto quando i trattamenti siano ripetuti più volte nel tempo (almeno 2 o 3 interventi) questo rende il prodotto interessante perché può raggiungere l’insetto laddove altri prodotti sono inefficaci ma in caso di attacchi gravi non è affatto tempestivo. Assolutamente inefficace è il Bacillus thuringiensis che, ricordiamo, agisce contro i lepidotteri: allo stadio giovanile le larve dei lepidotteri possiedono svariate paia di pseudozampe (es. la tignola del porro, la cavolaia su crocifere e la piralide su peperone), mentre le larve dei Ditteri ne sono prive. In ogni modo occorre tenere presente che la carota è una pianta che ottimizza la traslocazione e l’immagazzinamento delle sostanze nella radice, che siano esse elementi nutritivi o cataboliti di antiparassitari.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eBuona parte delle problematiche fitosanitaria illustrate sono eredità di un’agricoltura distruttiva e insensata. La selezione di ibridi iperproduttivi ha fornito all’agricoltore piante squilibrate nella loro polarità aerea e terrestre, inoltre la standardizzazione porta a coltivare piante con caratteristiche e cicli spesso inadatti al luogo di piantagione (con conseguente stress da adattabilità della coltura), la spinta produttiva con irrigazioni e concimazioni crea i presupposti per l’insorgenza di malattie e i trattamenti antiparassitari creano un vuoto biologico che favorisce altri parassiti ancora.\u003cbr\u003e Una scelta oculata della varietà, una corretta gestione della fertilità e della vitalità del suolo, la pianificazione degli avvicendamenti e delle consociazioni, l’uso dei preparati biodinamici, delle tisane, dei decotti e dei macerati di piante locali, sono tutte pratiche di buona agricoltura a basso costo e altamente efficaci nel perseguire gli obbiettivi di un buon agricoltore: trarre la giusta remunerazione dal proprio lavoro di produttore di cibi salubri e di custode della vitalità della terra.\u003cbr\u003e Cissone 20 febbraio 2008\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973213327555,"sku":"SATI-KA32-5","price":6.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973213360323,"sku":"SATI-KA32-10","price":12.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973213393091,"sku":"SATI-KA32-25","price":27.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973213425859,"sku":"SATI-KA32-50","price":46.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973213458627,"sku":"SATI-KA32-100","price":68.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973213491395,"sku":"SATI-KA32-250","price":131.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973213524163,"sku":"SATI-KA32-500","price":230.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973213556931,"sku":"SATI-KA32-1KG","price":374.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.2,5","offer_id":42973213589699,"sku":"sati-ka32-2.5kg","price":872.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.5","offer_id":42973213622467,"sku":"sati-ka32-5kg","price":1713.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973213655235,"sku":"SATI-KA32","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/508.jpg?v=1710418966"},{"product_id":"carota-de-colmar-a-coeur-rouge-2-sativa-ka50","title":"Carota de colmar a coeur rouge 2 - ka50","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa famiglia delle Ombrellifere raggruppa oltre 2.000 specie vegetali, prevalentemente erbacee. Esistono alcune forme cespugliose e sono totalmente assenti le forme arboree. L’ombrellifera in generale ha tratti arcaici, quasi primitivi, la parte epigea della pianta ha strutture semplici tendenzialmente assottigliate, quasi a rarefarsi nell’aria. Le foglie rappresentano l’organo di cooperazione con l’aria e l’acqua, luce e oscurità. Nelle ombrellifere assistiamo a questo estendersi, fino all’estremo, delle foglie che, come dita si aprono all’etere chimico e all’etere della luce. Ciò che nasce in queste foglie articolate, ripiega nel terrestre e viene custodito gelosamente nel terreno dando vita a radici forti e carnose. E poi il fiore: è quasi un tributo all’aria, componendosi in ombrelle e cupole aperte in piani ben distesi, in una moltitudine di puntolini bianchi o appena verdeggianti, come una nuvola di stelle. Fiori che esprimono il loro distacco dall’elemento acqua attraverso forme raggiate lineari e del tutto prive di carnosità, i frutti stessi sono piccoli acheni secchi, lievemente incurvati a mezzaluna. A contrapporsi a questa rarefazione aerea così minerale di fusto, foglie e fiori, c’è il movimento di risalita dell’energia terrestre radicale in forma di gomme e mucillagini. La formazione di lattice, così tipico delle Ombrellifere, è l’espressione dell’incontro tra due tendenze molto forti: l’incarnazione degli elementi aria e luce che normalmente procedono all’induzione di sintesi di oli e resine, discende a incontrare il polo terrestre fortemente radicato nel suolo. Da questo amalgama prendono avvio i processi di natura “mercuriale” che originano le gommoresine. Si tratta di un’alchimia potente, non a caso, infatti, tra le Ombrellifere si trovano anche numerose specie altamente velenose (ricordiamo la cicuta di Socrate).\u003cbr\u003e Queste piante trovano il loro perfetto equilibrio mediando tra due poli dicotomicamente opposti, radice e fiore, che incarnano profondamente due forze antagoniste e che tuttavia trovano la totale intesa armonica nell’organismo vegetale. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se le Ombrellifere siano così importanti nella pratica terapeutica, proprio in funzione delle loro capacità riequilibratici, particolarmente a livello delle ghiandole e in tutti i processi di secrezione e di escrezione metabolica.\u003cbr\u003e La Carota appartiene al genere Daucus ed è originaria della regione mediterranea. E’ la più nota pianta d’uso alimentare offerta da questa famiglia, ma non l’unica. Finocchio, sedano, cumino, aneto, prezzemolo e varie altre specie da consumo e aromatiche, appartengono alle Ombrellifere.\u003cbr\u003e Al giorno d’oggi si è erroneamente portati a identificare il valore alimentare con il valore nutrizionale. Dietologi, riviste specializzate ed etichette, si affannano a fornirci la lista del contenuto in grassi, zuccheri, proteine e sali minerali di ciò che mangiamo. Questo è riduttivo perché il valore alimentare comprende altri aspetti che non la mera composizione chimica. In particolare l’appetibilità è un valore alimentare importante, oggi questo aspetto è delegato alla pubblicità: l’appetibilità è slegata dall’alimento per associarsi invece alla forma e colore della confezione o alle labbra della modella che reclamizza il prodotto in tv. Ma se questo vale soprattutto per i prodotti trasformati, il discorso cambia per frutta e verdura fresche. E non possiamo ignorare l’impatto visivo e olfattivo della carota. Con il suo colore giallo-aranciato e il suo aroma fresco e minerale la carota evoca visioni di terra e di sole, di salute e forza, come un’alba o la primavera è luce commestibile nel nostro piatto.\u003cbr\u003e La radice carnosa giallo-arancio della carota contiene dal 6 al 12% di zuccheri solubili o organicati in gomme e mucillagini, mai amido che è del tutto assente in questa Famiglia. Le carote contengono beta-carotene e per questo considerate ricche di proprietà antiossidanti. Ciò significa che se inserite regolarmente nella dieta, svolgono la vera prevenzione contro il cancro, le infezioni, la degenerazione degli occhi, malattie polmonari e l’indurimento delle arterie. Parlo di vera prevenzione per distinguerla dalla falsa prevenzione, quella che troppo spesso non è altro che diagnosi precoce. Quella finta prevenzione che passa attraverso cataste di analisi costose prescritte periodicamente da medici che ormai non ci guardano nemmeno più in faccia ma che, come vigili urbani, ci dirottano verso radiografie, risonanze, analisi del sangue e delle urine, gastroscopie e compagnia bella. Il beta-carotene non è distrutto dalla cottura ma, una volta ingerito, si trasforma in vitamina A nella sola quantità necessaria all’organismo stesso, evitando così sovraccarichi. Questa “saggezza” del corpo risiede nel fegato, più esso è affaticato e malconcio e meno sarà capace di regolare questo fondamentale equilibrio. Ma quando si dice che le carote sono ricche in vitamina A (il beta-carotene è la provitamina dalla quale deriva la vitamina A), esattamente che cosa intendiamo? Tutte le verdure e la frutta (eccettuate le mele) contengono, chi più chi meno, la vitamina A: il pomodoro 1.300 U.I, il sedano 50 U.I, i piselli 500 U.I, il cavolo 2.100.I., la lattuga 500 U.I.. La carota 20.000 U.I., una bella differenza. Anche il contenuto in Sali minerali è piuttosto elevato, il potassio è presente in quantità quasi doppia rispetto alla stragrande maggioranza delle verdure (230 ppm), il potassio ha un’azione positiva sul cuore, sui muscoli in genere e sull’elasticità delle arterie. Anche il contenuto in fosforo manganese e calcio supera il livello medio degli altri ortaggi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNell’orto la carota si avvantaggia della consociazione con spinacio e con le liliacee in genere (aglio, cipolla, scalogno, …). Carota e cipolla si proteggono reciprocamente dai parassiti, ma sanno dividersi anche lo spazio senza infastidirsi: la prima spinge la sua radice in profondità, mentre la seconda si espande orizzontalmente nel terreno. Da evirarsi invece la consociazione con fagiolo e leguminose in genere, e con il peperone e le lattughe con quali condivide numerosi patogeni terricoli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLa germinazione del seme è piuttosto lenta e la plumetta ai primi stadi è estremamente fragile. E’ perciò necessario prestare molta cura al letto di semina che deve presentarsi soffice e ben areato. Da evitarsi anche ogni azione di disturbo durante il ciclo colturale, per quanto possibile. Il diradamento e la sarchiatura costituiscono una fonte di stress per la coltura perciò è meglio cercare di seminare poco fittamente e prediligere la scerbatura per eliminare le infestanti. La carota ama terreni profondi e sciolti, sfrutta bene la ricchezza organica, ma va assolutamente evitato il letto caldo, o comunque la fertilizzazione con sostanza organica fresca. In tal senso è molto importante l’uso corretto del preparato 500 sul terreno, a maggior ragione se la coltura della carota è stata preceduta da leguminose o da colture da sovescio. La fertilizzazione con materiale ben umificato proveniente dal cumulo biodinamico Terreni pesanti o con scheletro inducono la formazione di fittoni deformi o doppi. Poiché la germinazione del seme è molto lenta si può realizzare una pacciamatura verde temporanea per evitare la formazione di crosta. Su piccole superfici è anche pensabile lo spargimento di un velo di sabbia. In agricoltura biodinamica si consiglia anche il bagno delle sementi. Per la carota in particolare si consiglia il bagno nel preparato di valeriana, preparato come di consueto. La semente va immersa per un’ora e rimestata affinché i semi non formino grumi. Dopodiché i semi vanno prelevati e stesi su carta assorbente in luogo ombroso ad asciugare. La semina va fatta entro il secondo giorno dal bagno. Questa pratica ha un’intensa azione sui semi, ne stimola la germinazione e rafforza sensibilmente lo sviluppo delle giovani piante.\u003cbr\u003e La temperatura ottimale per questa pianta è compresa tra i 16 e i 18°C, situazione ottimale anche per la germinazione di numerose erbe spontanee avventizie. Una falsa semina può ridurre drasticamente il problema delle infestanti nei primi stadi colturali. Il ciclo colturale dura da 100 a 130 giorni a seconda della varietà e dell’andamento climatico, si devono perciò prevedere comunque più interventi per l’eliminazione delle infestanti tramite pacciamatura verde, rincalzatura per le piantagioni a file, e scerbatura. Tra le varietà più facilmente reperibili ci sono la Rodelika dal ciclo piuttosto lungo, aromatica e vigorosa, la carota precoce Flakkèe dalla radice estremamente grossa e allungata, la tipologia Nantese di grossa pezzatura e colorazione intensa, molto produttiva, la carota di Napoli dal fittone molto lungo, la carota di Albenga e molte altre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa pacciamatura verde ha indubbi vantaggi evitando la formazione della crosta superficiale, mantenendo più costante l’umidità e la temperatura del suolo, migliorando la germinazione (a causa degli effetti precedenti) e rallentando la crescita delle infestanti. Per la pacciamatura verde (intendendosi per “verde” l’origine vegetale e non il colore del materiale) sono adatte la paglia, il truciolo e le cortecce, da evitarsi l’erba perché anche se essiccata tenderebbe a compattarsi eccessivamente (occorre realizzare uno strato di diversi centimetri per ottenere l’effetto pacciamante) creando un ambiente asfittico e insalubre. Si può seminare a spaglio o a file, in questo caso la distanza tra le file è di circa 30-35 cm per file singole oppure meno a patto che ogni 3-4 file si preveda uno spazio maggiore per il passaggio. La carota si adatta anche alla semina su bauli o porche, il vantaggio in questo caso è il recupero di spazio, una miglior esposizione alla luce solare se i bauli sono orientati a sud-est e un buon sgrondo delle acque, particolarmente utile se il terreno è tendenzialmente pesante (situazione che comunque non favorisce la coltura). Per chi ha la possibilità di seguire il calendario lunare il periodo adatto per la semina della carota è in luna ascendente (il movimento dal lunistizio sud al lunistizio nord dona impulsi favorevoli al risveglio del seme) e raccolta in luna discendente (ne viene migliorata la serbevolezza e la conservabilità). Meno forte è l’influenza delle lunazioni, comunque è preferibile la semina in luna calante. La carota è tipicamente considerata una “pianta da radice” pertanto sono da prediligersi i giorni di terra (Vergine, Toro e Capricorno) e di acqua (Pesci, Cancro e Scorpione). Mi piace comunque ricordare il cosiddetto “principio del minimo” di Liebig: la crescita dei vegetali è determinata dall’elemento che è presente in quantità minore rispetto ai fabbisogni. E’ anche conosciuto quale “principio del secchio” perché è con questa immagine che\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3106px; top: -3555px; position: absolute;\"\u003e\r\n\u003cp\u003eYou result looked The \u003ca href=\"http:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\"\u003ehttp:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\u003c\/a\u003e drying this are \u003ca href=\"http:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\"\u003ehttp:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\u003c\/a\u003e this facing the they \u003ca href=\"http:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\"\u003ehttp:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\u003c\/a\u003e because the color excess \u003ca href=\"http:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\"\u003ehttp:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\u003c\/a\u003e harmful this a get \u003ca href=\"http:\/\/www.galvaunion.com\/nilo\/best-alternative-to-penicillin.php\"\u003ebest alternative to penicillin\u003c\/a\u003e durable expensive. 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L’arte dell’agricoltura si perderà per colpa di insegnanti ignoranti, ascientifici e miopi che convinceranno gli agricoltori a riporre tutte le loro speranze in rimedi universali, che non esistono in natura. Seguendo i loro consigli, abbagliati da risultati effimeri, gli agricoltori dimenticheranno il suolo e perderanno di vista il suo valore intrinseco e la sua influenza….”. Eppure una cosa non esclude l’altra e in un certo senso possiamo tenere a mente questo principio del secchio per ricordare a noi stessi la necessità di una visione ampliata di tutto ciò che concerne la nostra Terra, la nostra azienda, il nostro campo, la nostra coltura di carote. E ricordarci di tutti gli elementi che concorrono alla buona salute della nostra pianta. Certo non penseremo agli “elementi” nei riduttivi e vuoti termini di N, P e K, ma penseremo alla vitalità del suolo e alla sostanza organica, penseremo agli impulsi cosmici, alle consociazioni e agli avvicendamenti e a tutto ciò che compone la buona pratica agricola. Quella buona pratica agricola che è saggezza contadina e intelligenza della pianta, due valori che ci sono stati scippati dalla Rivoluzione Verde attraverso i concimi e gli antiparassitari di sintesi (i risolutori universali!) e le sementi ibride. Per gli ogm possiamo considerarci sotto assedio ma non ancora del tutto vinti…chissà per quanto ancora. E ricorderemo anche che la nostra coltura non è qualcosa di assemblato su una catena di montaggio ma il risultato di un tessuto di forze, di impulsi e di elementi fortemente interagenti tra loro. Ad esempio in un terreno “morto” avranno poca influenza gli impulsi cosmici, così come l’abbondanza di acqua esalta gli influssi delle lunazioni sulle piante.\u003cbr\u003e La carota è soggetta ad attacchi di svariati funghi patogeni a carico del fittone. L’insorgenza di queste patologie denota di solito qualche errore nella gestione colturale: rotazioni troppo strette, ciclo dell’azoto tumultuoso o caotico, avvicendamento con colture sfavorevoli (leguminose in genere), terreni pesanti,… Ma può anche trattarsi della sanità della semente o dell’andamento climatico. In questi casi è necessario in primo luogo indagare sulle cause dell’insorgenza della malattia e se possibile eliminarle, se si tratta di eccesso di umidità per volumi d’adacquamento eccessivi si potrà modificare lo stato di cose, se si tratta di troppa pioggia si potrà fare tesoro dell’esperienza per l’anno successivo, magari cercando di dare una leggera pendenza al terreno per favorire lo sgrondo.\u003cbr\u003e I funghi che possono colpire la carota sono svariati:\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eA: Pythium,\u003cbr\u003e B: Phythoptora,\u003cbr\u003e C: Rhizoctonia,\u003cbr\u003e D: Sclerotinia,\u003cbr\u003e E: Stempylium\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eA: Meloydogine,\u003cbr\u003e B: Heterodera,\u003cbr\u003e C: Streptomyces\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eIl disegno consente di estremizzare il sintomo nei suoi caratteri, nella realtà dei fatti le differenze non sono sempre così nette e marcate. Di solito è più facile effettuare la diagnosi su infezioni recenti e su sintomi ai primi stadi, lungo il decorso i tessuti tendono a necrotizzare e a essere invasi da patogeni secondari e saprofiti. La diagnosi macroscopica, cioè a occhio, è ragionevolmente attendibile, ma solo l’analisi di laboratorio con isolamento su substrati selettivi e analisi al microscopio può dare la certezza (e neanche sempre) che si tratti di questo o quel fungo. C’è da chiedersi se sia di qualche utilità saper riconoscere un patogeno da un altro, intendo a parte per il tecnico consulente che, sfoderando un po’ di latinorum lascerà di stucco l’agricoltore. In fondo le indicazioni saranno poi più o meno le medesime: impiego di semente sana, ampie rotazioni, irrigazioni frequenti e a piccoli volumi, … Ed è in parte vero. Però si possono trarre alcune informazioni che possono tornare utili. Ad esempio Meloydogine e Heterodera sono nematodi, di questi organismi sappiamo che permangono per lunghissimi periodi nel terreno infestato, ma si propagano anche con estrema lentezza, espandendosi a macchia d’olio. Possono colpire gravemente lattughe, fragola, aglio e cipolla. Se si decidesse, nonostante la presenza di qualche pianta colpita da nematodi nella coltura, di lasciare andare a fiore qualche individuo per la selezione della semente, la semente di piante di carota asintomatiche sarebbe sana. Bisognerebbe invece prestare molta attenzione a bulbi di liliacee presenti nei dintorni e evitare di impiegarli come materiale di propagazione per le successive campagne. Sul terreno dove si siano verificati attacchi di nematodi si può pensare di fare un sovescio con una specie biocida come il rafano e la senape oppure la Brassica napus che svolge un’azione più repellente che propriamente biocida. I pareri sull’impiego di piante ad azione biocidi in agricoltura biologica e biodinamica è piuttosto controverso in quanto taluni sostengono l’efficacia parzialmente selettiva delle sostanze liberate nel suolo (isotiocianati, nitrili e tiocianati), altri sostengono che tale pratica non sia altro che la brutta copia delle fumigazioni con i classici geodisinfestanti di sintesi, con gli stessi svantaggi e minor efficacia. Pythium e la Phythoptora sono Funghi Oomiceti, ovvero funghi piuttosto “primitivi”. Pur avendo un ottimo di temperatura pari a 21°C, sono attivi anche a temperature piuttosto basse riuscendo a dare luogo a infezioni molto precoci. Provocano lesioni necrotiche vitree. Sono strettamente legati all’acqua e sviluppano infezioni solo in presenza di molta umidità, ristagno e terreni pesanti. Le loro zoospore possono essere veicolate dall’acqua piovana e di irrigazione e dato che si tratta di funghi polifagi (attacca solanacee, cucurbitacee e composite) è importante la gestione delle acque irrigue soprattutto se si impiega il sistema per scorrimento, per non diffondere l’infezione da una coltura all’altra. Entrambi questi funghi possono aggredire l’ospite solo attraverso microlesioni dell’epidermide. Pertanto tutte le operazioni colturali che possono stressare in tal senso il fittone (diradamento, sarchiatura,…) ne predispongono l’insediamento. Poiché gli Oomiceti sono fortemente legati alla presenza di acqua libera, se l’irrigazione è effettuata per scorrimento è pensabile la coltivazione su bauli o porche, in modo che l’umidità risalga dal solco alla radice per capillarità, senza creare ristagni a livello del fittone stesso. Gli Oomiceti sono estremamente sensibili al rame metallo, ma i trattamenti aerei hanno scarsa efficacia, se non per evitarne la diffusione a seguito di piogge battenti o irrigazioni per aspersione. Molto efficaci sono i macerati con liliacee (aglio e cipolla) per bagnature al colletto, tali bagni hanno anche effetto conciante sulla semente. Rhizoctonia sp.p è un altro fungo estremamente polifago che può colpire innumerevoli specie orticole e non. Meno legato all’acqua di quanto non siano gli Oomiceti, è comunque un fungo favorito da umidità e dallo stato di caos nel ciclo dell’azoto. Riesce a mantenersi vitale per lunghi periodi sui residui colturali, anche a temperature piuttosto elevate (55°C) perciò è preferibile non gettare nel compost materiale vegetale che si sospetti infetto da Rhizoctonia (se è pur vero che un buon compost arriva anche a 60°C esiste sempre una certa approssimazione). Mentre gli Oomiceti, attraverso schizzi d’acqua possono anche colpire la parte aerea della pianta, Rhizoctonia è esclusivamente legata alla radice. I tessuti colpiti tendono ad assumere sfumature violacee. La persistenza di Rhizoctonia nel suolo è lunghissima, fino a vent’anni. Si evince pertanto che la rotazione e l’avvicendamento, seppure importanti, non possono da soli debellare il patogeno, anche in considerazione dell’ampio numero di specie ospiti. In questo senso la vitalità del suolo e la salubrità della coltura (intesa come assenza di stress) sono di fondamentale importanza. Esistono, infatti, numerosi funghi antagonisti che limitano lo sviluppo virulento di Rhizoctonia, in particolare il Trichoderma hartianum. I funghi antagonisti sono organismi tellurici saprofiti che traggono il loro sostentamento dagli essudati radicali delle piante. Non sono simbionti in quanto la pianta non trae alcun beneficio diretto dalla loro presenza. Però questi organismi occupano la superficie radicale e impediscono fisicamente al patogeno di instaurarsi, una sorta di “chi tardi arriva male alloggia” in versione fungina. Se è pur vero che da molti anni tali funghi antagonisti si trovano in commercio in svariate formulazioni rivitalizzanti, occorre ricordare che il Trichoderma, come altri microrganismi utili, sono naturalmente presenti nel suolo e che solo una poco oculata pratica agricola ne ha determinato la scomparsa. Diserbanti, concimi di sintesi, movimentazioni eccessive del suolo agrario, monocoltura, suolo nudo,… sono alcune delle ragioni per cui i\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -2886px; top: -3088px; position: absolute;\"\u003eWith mother This hyperpigmentation \u003ca href=\"http:\/\/houseofstanisic-lu-fi.com\/muvi\/wellbutrin-sr-reviews.html\"\u003eprescriptions by mail\u003c\/a\u003e and getting Vera acne darkness \u003ca href=\"http:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\" rel=\"nofollow\"\u003ehttp:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\u003c\/a\u003e Do regardless. My \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/isotretinoin-buy-online.html\"\u003eisotretinoin buy online\u003c\/a\u003e especially dye stimulator using \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\"\u003ehttp:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\u003c\/a\u003e product legs years. 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La Sclerotinia è facilmente riconoscibile perché il fungo sviluppa un feltro biancastro sugli organi colpiti. Colpisce anch’essa numerose piante (sedano, insalate, solanacee,…). Con il trascorrere dei giorni nella massa biancastra che costituisce il corpo del fungo si noteranno dei granellini nerastri (sclerosi), quelli sono gli organi di resistenza e propagazione del fungo e sono estremamente longevi. Assolutamente da evitarsi consociazioni e successioni con insalate, molto soggette, i residui colturali delle colture colpite vanno assolutamente allontanati e distrutti. Può capitare che le carote appaiano sane alla raccolta e vengano immagazzinate. L’infezione prosegue così in magazzino fino a generare sgradite sorprese.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLe colture precoci sono più soggette alla Sclerotinia rispetto alle tardive, ma questa è una considerazione generale fatta su medie stagionali standard, mentre possono verificarsi inverni miti e primavere molto rigide che ribalterebbero quanto precedentemente detto. Esistono ancora numerosi altri funghi che possono colpire il fittone: Verticillium, Chalaropsis, Thielaviopsis, Aspergillus, Botrytis, Alternaria, … Tutti questi patogeni possono aggredire il fittone in campo e proseguire l’infezione in magazzino. In agricoltura convenzionale si impiegano geodisinfestanti e svariati fungicidi sistemici per controllare queste infezioni. Ma perseguendo questo cammino l’unica soluzione è arrivare alla sterilità assoluta del suolo. In agricoltura biodinamica invece l’obbiettivo è diametralmente opposto, ovvero creare un terreno talmente vitale che i funghi patogeni non trovino spazio per il loro sviluppo e che la pianta non si trovi in condizioni di stress. A questo proposito la scelta varietale è molto importante: le tipologie locali sono da preferirsi, in quanto frutto di una selezione di individui che meglio si adattano a una determinata località, per clima e pedologia. Sono attualmente in atto numerose sperimentazioni per verificare l’efficacia di composti omeopatici contro tali agenti patogeni, sia per l’impiego in campo che per aumentare la conservabilità in magazzino.\u003cbr\u003e Ci sono anche alcuni funghi patogeni che attaccano la parte aerea della pianta: Cercospora, Septoria, Erysiphe, Leivellula, Alternaria dauci. Cercospora e Septoria causano la comparsa di piccole tacche sui lembi fogliari (Cercospora provoca tacche circolari chiare al centro e con bordo scuro, Septoria invece provoca piccole chiazze dapprima giallastre e poi cosparse di piccoli puntolini scuri). Le infezioni si propagano grazie alla bagnatura delle foglie, compaiono precocemente e di norma sulle foglioline più giovani. In entrambi i casi i funghi possono conservarsi sui semi. E’ pertanto necessario un buon controllo della sanità della coltura prima di destinare qualche pianta alla produzione di semente. L’oidio (Erysiphe umbelliferarum) provoca la comparsa di chiazze grigio-biancastre, ad iniziare dalla foglie più vecchie e più basse. Compare a stagione inoltrata, quando le temperature si siano sensibilmente alzate. Per tutte queste malattie fogliari la consociazione con le liliacee è utile in quanto aglio e cipolla favoriscono l’arieggiamento e quindi un microclima meno umido. Inoltre liberano nell’aria composti volatili a base solforata che disturbano gli agenti di malattia. Trattamenti aerei con macerati di aglio e cipolla sono piuttosto efficaci, anche soluzioni idroalcoliche di propoli dimostrano buona efficacia fungicida sulle foglie. Il decotto di equiseto, distribuito periodicamente accresce la resistenza delle piante alle malattie fogliari e telluriche.\u003cbr\u003e Tra le problematiche più ricorrenti sulla carota ricordiamo la mosca Psilla rosae. Si tratta di un Dittero che compie due generazioni l’anno. L’adulto è un moscerino di piccole dimensioni, la femmina depone le uova a primavera (aprile, con le dovute variazioni a seconda della latitudine e dell’andamento stagionale). Le uova vengono deposte nel terreno a qualche millimetro di profondità vicino al colletto della carota. Le larve biancastre e apode scavano gallerie nelle radici, che una volta lesionate si biforcano o si spaccano o vanno incontro a marciumi. Le lesioni della mosca sono un’ottima via d’ingresso per i funghi patogeni. La seconda generazione di adulti compare in piena estate, a luglio agosto. Regolandosi opportunamente sull’epoca di semina e sulla durata del ciclo colturale della varietà prescelta si può sfuggire parzialmente all’infestazione. Hanno buona efficacia le piante schermanti impiegate in consociazione: aglio, cipolla e porro e anche la maggiorana. Ricordando che i Ditteri sono attirati dal colore giallo si possono impiegare trappole cromotropiche di questo colore (pannelli di materiale plastico ricoperti di colla) per fare cattura massale e ridurre la popolazione di adulti. Infine sono efficaci le irrorazioni con decotti d’aglio e cipolla per l’azione repellente contro l’insetto. Per interventi diretti invece sono efficaci il legno di Quassia, l’olio di neem e il piretro. A questo proposito bisogna comunque tenere presente che piretro e Quassia agiscono per contatto perciò le larve sottoterra o già penetrate nella radice non sono distrutte. Il neem ha invece una certa attività sistemica, ma non ha effetto abbattente: rallenta e inibisce l’insetto dannoso, rende meno appetibile la pianta, questo effetto si manifesta soprattutto quando i trattamenti siano ripetuti più volte nel tempo (almeno 2 o 3 interventi) questo rende il prodotto interessante perché può raggiungere l’insetto laddove altri prodotti sono inefficaci ma in caso di attacchi gravi non è affatto tempestivo. Assolutamente inefficace è il Bacillus thuringiensis che, ricordiamo, agisce contro i lepidotteri: allo stadio giovanile le larve dei lepidotteri possiedono svariate paia di pseudozampe (es. la tignola del porro, la cavolaia su crocifere e la piralide su peperone), mentre le larve dei Ditteri ne sono prive. In ogni modo occorre tenere presente che la carota è una pianta che ottimizza la traslocazione e l’immagazzinamento delle sostanze nella radice, che siano esse elementi nutritivi o cataboliti di antiparassitari.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eBuona parte delle problematiche fitosanitaria illustrate sono eredità di un’agricoltura distruttiva e insensata. La selezione di ibridi iperproduttivi ha fornito all’agricoltore piante squilibrate nella loro polarità aerea e terrestre, inoltre la standardizzazione porta a coltivare piante con caratteristiche e cicli spesso inadatti al luogo di piantagione (con conseguente stress da adattabilità della coltura), la spinta produttiva con irrigazioni e concimazioni crea i presupposti per l’insorgenza di malattie e i trattamenti antiparassitari creano un vuoto biologico che favorisce altri parassiti ancora.\u003cbr\u003e Una scelta oculata della varietà, una corretta gestione della fertilità e della vitalità del suolo, la pianificazione degli avvicendamenti e delle consociazioni, l’uso dei preparati biodinamici, delle tisane, dei decotti e dei macerati di piante locali, sono tutte pratiche di buona agricoltura a basso costo e altamente efficaci nel perseguire gli obbiettivi di un buon agricoltore: trarre la giusta remunerazione dal proprio lavoro di produttore di cibi salubri e di custode della vitalità della terra.\u003cbr\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973219553475,"sku":"SATI-KA50-5","price":6.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973219586243,"sku":"SATI-KA50-10","price":12.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973219619011,"sku":"SATI-KA50-25","price":23.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973219651779,"sku":"SATI-KA50-50","price":40.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973219684547,"sku":"SATI-KA50-100","price":58.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973219717315,"sku":"SATI-KA50-250","price":109.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973219750083,"sku":"SATI-KA50-500","price":182.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973219782851,"sku":"SATI-KA50-1KG","price":309.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973219815619,"sku":"SATI-KA50","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/512.jpg?v=1710419000"},{"product_id":"carota-gniff-sativa-ka51","title":"Carota Gniff - ka51","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa famiglia delle Ombrellifere raggruppa oltre 2.000 specie vegetali, prevalentemente erbacee. Esistono alcune forme cespugliose e sono totalmente assenti le forme arboree. L’ombrellifera in generale ha tratti arcaici, quasi primitivi, la parte epigea della pianta ha strutture semplici tendenzialmente assottigliate, quasi a rarefarsi nell’aria. Le foglie rappresentano l’organo di cooperazione con l’aria e l’acqua, luce e oscurità. Nelle ombrellifere assistiamo a questo estendersi, fino all’estremo, delle foglie che, come dita si aprono all’etere chimico e all’etere della luce. Ciò che nasce in queste foglie articolate, ripiega nel terrestre e viene custodito gelosamente nel terreno dando vita a radici forti e carnose. E poi il fiore: è quasi un tributo all’aria, componendosi in ombrelle e cupole aperte in piani ben distesi, in una moltitudine di puntolini bianchi o appena verdeggianti, come una nuvola di stelle. Fiori che esprimono il loro distacco dall’elemento acqua attraverso forme raggiate lineari e del tutto prive di carnosità, i frutti stessi sono piccoli acheni secchi, lievemente incurvati a mezzaluna. A contrapporsi a questa rarefazione aerea così minerale di fusto, foglie e fiori, c’è il movimento di risalita dell’energia terrestre radicale in forma di gomme e mucillagini. La formazione di lattice, così tipico delle Ombrellifere, è l’espressione dell’incontro tra due tendenze molto forti: l’incarnazione degli elementi aria e luce che normalmente procedono all’induzione di sintesi di oli e resine, discende a incontrare il polo terrestre fortemente radicato nel suolo. Da questo amalgama prendono avvio i processi di natura “mercuriale” che originano le gommoresine. Si tratta di un’alchimia potente, non a caso, infatti, tra le Ombrellifere si trovano anche numerose specie altamente velenose (ricordiamo la cicuta di Socrate).\u003cbr\u003e Queste piante trovano il loro perfetto equilibrio mediando tra due poli dicotomicamente opposti, radice e fiore, che incarnano profondamente due forze antagoniste e che tuttavia trovano la totale intesa armonica nell’organismo vegetale. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se le Ombrellifere siano così importanti nella pratica terapeutica, proprio in funzione delle loro capacità riequilibratici, particolarmente a livello delle ghiandole e in tutti i processi di secrezione e di escrezione metabolica.\u003cbr\u003e La Carota appartiene al genere Daucus ed è originaria della regione mediterranea. E’ la più nota pianta d’uso alimentare offerta da questa famiglia, ma non l’unica. Finocchio, sedano, cumino, aneto, prezzemolo e varie altre specie da consumo e aromatiche, appartengono alle Ombrellifere.\u003cbr\u003e Al giorno d’oggi si è erroneamente portati a identificare il valore alimentare con il valore nutrizionale. Dietologi, riviste specializzate ed etichette, si affannano a fornirci la lista del contenuto in grassi, zuccheri, proteine e sali minerali di ciò che mangiamo. Questo è riduttivo perché il valore alimentare comprende altri aspetti che non la mera composizione chimica. In particolare l’appetibilità è un valore alimentare importante, oggi questo aspetto è delegato alla pubblicità: l’appetibilità è slegata dall’alimento per associarsi invece alla forma e colore della confezione o alle labbra della modella che reclamizza il prodotto in tv. Ma se questo vale soprattutto per i prodotti trasformati, il discorso cambia per frutta e verdura fresche. E non possiamo ignorare l’impatto visivo e olfattivo della carota. Con il suo colore giallo-aranciato e il suo aroma fresco e minerale la carota evoca visioni di terra e di sole, di salute e forza, come un’alba o la primavera è luce commestibile nel nostro piatto.\u003cbr\u003e La radice carnosa giallo-arancio della carota contiene dal 6 al 12% di zuccheri solubili o organicati in gomme e mucillagini, mai amido che è del tutto assente in questa Famiglia. Le carote contengono beta-carotene e per questo considerate ricche di proprietà antiossidanti. Ciò significa che se inserite regolarmente nella dieta, svolgono la vera prevenzione contro il cancro, le infezioni, la degenerazione degli occhi, malattie polmonari e l’indurimento delle arterie. Parlo di vera prevenzione per distinguerla dalla falsa prevenzione, quella che troppo spesso non è altro che diagnosi precoce. Quella finta prevenzione che passa attraverso cataste di analisi costose prescritte periodicamente da medici che ormai non ci guardano nemmeno più in faccia ma che, come vigili urbani, ci dirottano verso radiografie, risonanze, analisi del sangue e delle urine, gastroscopie e compagnia bella. Il beta-carotene non è distrutto dalla cottura ma, una volta ingerito, si trasforma in vitamina A nella sola quantità necessaria all’organismo stesso, evitando così sovraccarichi. Questa “saggezza” del corpo risiede nel fegato, più esso è affaticato e malconcio e meno sarà capace di regolare questo fondamentale equilibrio. Ma quando si dice che le carote sono ricche in vitamina A (il beta-carotene è la provitamina dalla quale deriva la vitamina A), esattamente che cosa intendiamo? Tutte le verdure e la frutta (eccettuate le mele) contengono, chi più chi meno, la vitamina A: il pomodoro 1.300 U.I, il sedano 50 U.I, i piselli 500 U.I, il cavolo 2.100.I., la lattuga 500 U.I.. La carota 20.000 U.I., una bella differenza. Anche il contenuto in Sali minerali è piuttosto elevato, il potassio è presente in quantità quasi doppia rispetto alla stragrande maggioranza delle verdure (230 ppm), il potassio ha un’azione positiva sul cuore, sui muscoli in genere e sull’elasticità delle arterie. Anche il contenuto in fosforo manganese e calcio supera il livello medio degli altri ortaggi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNell’orto la carota si avvantaggia della consociazione con spinacio e con le liliacee in genere (aglio, cipolla, scalogno, …). Carota e cipolla si proteggono reciprocamente dai parassiti, ma sanno dividersi anche lo spazio senza infastidirsi: la prima spinge la sua radice in profondità, mentre la seconda si espande orizzontalmente nel terreno. Da evirarsi invece la consociazione con fagiolo e leguminose in genere, e con il peperone e le lattughe con quali condivide numerosi patogeni terricoli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLa germinazione del seme è piuttosto lenta e la plumetta ai primi stadi è estremamente fragile. E’ perciò necessario prestare molta cura al letto di semina che deve presentarsi soffice e ben areato. Da evitarsi anche ogni azione di disturbo durante il ciclo colturale, per quanto possibile. Il diradamento e la sarchiatura costituiscono una fonte di stress per la coltura perciò è meglio cercare di seminare poco fittamente e prediligere la scerbatura per eliminare le infestanti. La carota ama terreni profondi e sciolti, sfrutta bene la ricchezza organica, ma va assolutamente evitato il letto caldo, o comunque la fertilizzazione con sostanza organica fresca. In tal senso è molto importante l’uso corretto del preparato 500 sul terreno, a maggior ragione se la coltura della carota è stata preceduta da leguminose o da colture da sovescio. La fertilizzazione con materiale ben umificato proveniente dal cumulo biodinamico Terreni pesanti o con scheletro inducono la formazione di fittoni deformi o doppi. Poiché la germinazione del seme è molto lenta si può realizzare una pacciamatura verde temporanea per evitare la formazione di crosta. Su piccole superfici è anche pensabile lo spargimento di un velo di sabbia. In agricoltura biodinamica si consiglia anche il bagno delle sementi. Per la carota in particolare si consiglia il bagno nel preparato di valeriana, preparato come di consueto. La semente va immersa per un’ora e rimestata affinché i semi non formino grumi. Dopodiché i semi vanno prelevati e stesi su carta assorbente in luogo ombroso ad asciugare. La semina va fatta entro il secondo giorno dal bagno. Questa pratica ha un’intensa azione sui semi, ne stimola la germinazione e rafforza sensibilmente lo sviluppo delle giovani piante.\u003cbr\u003e La temperatura ottimale per questa pianta è compresa tra i 16 e i 18°C, situazione ottimale anche per la germinazione di numerose erbe spontanee avventizie. Una falsa semina può ridurre drasticamente il problema delle infestanti nei primi stadi colturali. Il ciclo colturale dura da 100 a 130 giorni a seconda della varietà e dell’andamento climatico, si devono perciò prevedere comunque più interventi per l’eliminazione delle infestanti tramite pacciamatura verde, rincalzatura per le piantagioni a file, e scerbatura. Tra le varietà più facilmente reperibili ci sono la Rodelika dal ciclo piuttosto lungo, aromatica e vigorosa, la carota precoce Flakkèe dalla radice estremamente grossa e allungata, la tipologia Nantese di grossa pezzatura e colorazione intensa, molto produttiva, la carota di Napoli dal fittone molto lungo, la carota di Albenga e molte altre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa pacciamatura verde ha indubbi vantaggi evitando la formazione della crosta superficiale, mantenendo più costante l’umidità e la temperatura del suolo, migliorando la germinazione (a causa degli effetti precedenti) e rallentando la crescita delle infestanti. Per la pacciamatura verde (intendendosi per “verde” l’origine vegetale e non il colore del materiale) sono adatte la paglia, il truciolo e le cortecce, da evitarsi l’erba perché anche se essiccata tenderebbe a compattarsi eccessivamente (occorre realizzare uno strato di diversi centimetri per ottenere l’effetto pacciamante) creando un ambiente asfittico e insalubre. Si può seminare a spaglio o a file, in questo caso la distanza tra le file è di circa 30-35 cm per file singole oppure meno a patto che ogni 3-4 file si preveda uno spazio maggiore per il passaggio. La carota si adatta anche alla semina su bauli o porche, il vantaggio in questo caso è il recupero di spazio, una miglior esposizione alla luce solare se i bauli sono orientati a sud-est e un buon sgrondo delle acque, particolarmente utile se il terreno è tendenzialmente pesante (situazione che comunque non favorisce la coltura). Per chi ha la possibilità di seguire il calendario lunare il periodo adatto per la semina della carota è in luna ascendente (il movimento dal lunistizio sud al lunistizio nord dona impulsi favorevoli al risveglio del seme) e raccolta in luna discendente (ne viene migliorata la serbevolezza e la conservabilità). Meno forte è l’influenza delle lunazioni, comunque è preferibile la semina in luna calante. La carota è tipicamente considerata una “pianta da radice” pertanto sono da prediligersi i giorni di terra (Vergine, Toro e Capricorno) e di acqua (Pesci, Cancro e Scorpione). Mi piace comunque ricordare il cosiddetto “principio del minimo” di Liebig: la crescita dei vegetali è determinata dall’elemento che è presente in quantità minore rispetto ai fabbisogni. E’ anche conosciuto quale “principio del secchio” perché è con questa immagine che\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3106px; top: -3555px; position: absolute;\"\u003e\r\n\u003cp\u003eYou result looked The \u003ca href=\"http:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\"\u003ehttp:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\u003c\/a\u003e drying this are \u003ca href=\"http:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\"\u003ehttp:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\u003c\/a\u003e this facing the they \u003ca href=\"http:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\"\u003ehttp:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\u003c\/a\u003e because the color excess \u003ca href=\"http:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\"\u003ehttp:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\u003c\/a\u003e harmful this a get \u003ca href=\"http:\/\/www.galvaunion.com\/nilo\/best-alternative-to-penicillin.php\"\u003ebest alternative to penicillin\u003c\/a\u003e durable expensive. 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L’arte dell’agricoltura si perderà per colpa di insegnanti ignoranti, ascientifici e miopi che convinceranno gli agricoltori a riporre tutte le loro speranze in rimedi universali, che non esistono in natura. Seguendo i loro consigli, abbagliati da risultati effimeri, gli agricoltori dimenticheranno il suolo e perderanno di vista il suo valore intrinseco e la sua influenza….”. Eppure una cosa non esclude l’altra e in un certo senso possiamo tenere a mente questo principio del secchio per ricordare a noi stessi la necessità di una visione ampliata di tutto ciò che concerne la nostra Terra, la nostra azienda, il nostro campo, la nostra coltura di carote. E ricordarci di tutti gli elementi che concorrono alla buona salute della nostra pianta. Certo non penseremo agli “elementi” nei riduttivi e vuoti termini di N, P e K, ma penseremo alla vitalità del suolo e alla sostanza organica, penseremo agli impulsi cosmici, alle consociazioni e agli avvicendamenti e a tutto ciò che compone la buona pratica agricola. Quella buona pratica agricola che è saggezza contadina e intelligenza della pianta, due valori che ci sono stati scippati dalla Rivoluzione Verde attraverso i concimi e gli antiparassitari di sintesi (i risolutori universali!) e le sementi ibride. Per gli ogm possiamo considerarci sotto assedio ma non ancora del tutto vinti…chissà per quanto ancora. E ricorderemo anche che la nostra coltura non è qualcosa di assemblato su una catena di montaggio ma il risultato di un tessuto di forze, di impulsi e di elementi fortemente interagenti tra loro. Ad esempio in un terreno “morto” avranno poca influenza gli impulsi cosmici, così come l’abbondanza di acqua esalta gli influssi delle lunazioni sulle piante.\u003cbr\u003e La carota è soggetta ad attacchi di svariati funghi patogeni a carico del fittone. L’insorgenza di queste patologie denota di solito qualche errore nella gestione colturale: rotazioni troppo strette, ciclo dell’azoto tumultuoso o caotico, avvicendamento con colture sfavorevoli (leguminose in genere), terreni pesanti,… Ma può anche trattarsi della sanità della semente o dell’andamento climatico. In questi casi è necessario in primo luogo indagare sulle cause dell’insorgenza della malattia e se possibile eliminarle, se si tratta di eccesso di umidità per volumi d’adacquamento eccessivi si potrà modificare lo stato di cose, se si tratta di troppa pioggia si potrà fare tesoro dell’esperienza per l’anno successivo, magari cercando di dare una leggera pendenza al terreno per favorire lo sgrondo.\u003cbr\u003e I funghi che possono colpire la carota sono svariati:\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eA: Pythium,\u003cbr\u003e B: Phythoptora,\u003cbr\u003e C: Rhizoctonia,\u003cbr\u003e D: Sclerotinia,\u003cbr\u003e E: Stempylium\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eA: Meloydogine,\u003cbr\u003e B: Heterodera,\u003cbr\u003e C: Streptomyces\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eIl disegno consente di estremizzare il sintomo nei suoi caratteri, nella realtà dei fatti le differenze non sono sempre così nette e marcate. Di solito è più facile effettuare la diagnosi su infezioni recenti e su sintomi ai primi stadi, lungo il decorso i tessuti tendono a necrotizzare e a essere invasi da patogeni secondari e saprofiti. La diagnosi macroscopica, cioè a occhio, è ragionevolmente attendibile, ma solo l’analisi di laboratorio con isolamento su substrati selettivi e analisi al microscopio può dare la certezza (e neanche sempre) che si tratti di questo o quel fungo. C’è da chiedersi se sia di qualche utilità saper riconoscere un patogeno da un altro, intendo a parte per il tecnico consulente che, sfoderando un po’ di latinorum lascerà di stucco l’agricoltore. In fondo le indicazioni saranno poi più o meno le medesime: impiego di semente sana, ampie rotazioni, irrigazioni frequenti e a piccoli volumi, … Ed è in parte vero. Però si possono trarre alcune informazioni che possono tornare utili. Ad esempio Meloydogine e Heterodera sono nematodi, di questi organismi sappiamo che permangono per lunghissimi periodi nel terreno infestato, ma si propagano anche con estrema lentezza, espandendosi a macchia d’olio. Possono colpire gravemente lattughe, fragola, aglio e cipolla. Se si decidesse, nonostante la presenza di qualche pianta colpita da nematodi nella coltura, di lasciare andare a fiore qualche individuo per la selezione della semente, la semente di piante di carota asintomatiche sarebbe sana. Bisognerebbe invece prestare molta attenzione a bulbi di liliacee presenti nei dintorni e evitare di impiegarli come materiale di propagazione per le successive campagne. Sul terreno dove si siano verificati attacchi di nematodi si può pensare di fare un sovescio con una specie biocida come il rafano e la senape oppure la Brassica napus che svolge un’azione più repellente che propriamente biocida. I pareri sull’impiego di piante ad azione biocidi in agricoltura biologica e biodinamica è piuttosto controverso in quanto taluni sostengono l’efficacia parzialmente selettiva delle sostanze liberate nel suolo (isotiocianati, nitrili e tiocianati), altri sostengono che tale pratica non sia altro che la brutta copia delle fumigazioni con i classici geodisinfestanti di sintesi, con gli stessi svantaggi e minor efficacia. Pythium e la Phythoptora sono Funghi Oomiceti, ovvero funghi piuttosto “primitivi”. Pur avendo un ottimo di temperatura pari a 21°C, sono attivi anche a temperature piuttosto basse riuscendo a dare luogo a infezioni molto precoci. Provocano lesioni necrotiche vitree. Sono strettamente legati all’acqua e sviluppano infezioni solo in presenza di molta umidità, ristagno e terreni pesanti. Le loro zoospore possono essere veicolate dall’acqua piovana e di irrigazione e dato che si tratta di funghi polifagi (attacca solanacee, cucurbitacee e composite) è importante la gestione delle acque irrigue soprattutto se si impiega il sistema per scorrimento, per non diffondere l’infezione da una coltura all’altra. Entrambi questi funghi possono aggredire l’ospite solo attraverso microlesioni dell’epidermide. Pertanto tutte le operazioni colturali che possono stressare in tal senso il fittone (diradamento, sarchiatura,…) ne predispongono l’insediamento. Poiché gli Oomiceti sono fortemente legati alla presenza di acqua libera, se l’irrigazione è effettuata per scorrimento è pensabile la coltivazione su bauli o porche, in modo che l’umidità risalga dal solco alla radice per capillarità, senza creare ristagni a livello del fittone stesso. Gli Oomiceti sono estremamente sensibili al rame metallo, ma i trattamenti aerei hanno scarsa efficacia, se non per evitarne la diffusione a seguito di piogge battenti o irrigazioni per aspersione. Molto efficaci sono i macerati con liliacee (aglio e cipolla) per bagnature al colletto, tali bagni hanno anche effetto conciante sulla semente. Rhizoctonia sp.p è un altro fungo estremamente polifago che può colpire innumerevoli specie orticole e non. Meno legato all’acqua di quanto non siano gli Oomiceti, è comunque un fungo favorito da umidità e dallo stato di caos nel ciclo dell’azoto. Riesce a mantenersi vitale per lunghi periodi sui residui colturali, anche a temperature piuttosto elevate (55°C) perciò è preferibile non gettare nel compost materiale vegetale che si sospetti infetto da Rhizoctonia (se è pur vero che un buon compost arriva anche a 60°C esiste sempre una certa approssimazione). Mentre gli Oomiceti, attraverso schizzi d’acqua possono anche colpire la parte aerea della pianta, Rhizoctonia è esclusivamente legata alla radice. I tessuti colpiti tendono ad assumere sfumature violacee. La persistenza di Rhizoctonia nel suolo è lunghissima, fino a vent’anni. Si evince pertanto che la rotazione e l’avvicendamento, seppure importanti, non possono da soli debellare il patogeno, anche in considerazione dell’ampio numero di specie ospiti. In questo senso la vitalità del suolo e la salubrità della coltura (intesa come assenza di stress) sono di fondamentale importanza. Esistono, infatti, numerosi funghi antagonisti che limitano lo sviluppo virulento di Rhizoctonia, in particolare il Trichoderma hartianum. I funghi antagonisti sono organismi tellurici saprofiti che traggono il loro sostentamento dagli essudati radicali delle piante. Non sono simbionti in quanto la pianta non trae alcun beneficio diretto dalla loro presenza. Però questi organismi occupano la superficie radicale e impediscono fisicamente al patogeno di instaurarsi, una sorta di “chi tardi arriva male alloggia” in versione fungina. Se è pur vero che da molti anni tali funghi antagonisti si trovano in commercio in svariate formulazioni rivitalizzanti, occorre ricordare che il Trichoderma, come altri microrganismi utili, sono naturalmente presenti nel suolo e che solo una poco oculata pratica agricola ne ha determinato la scomparsa. Diserbanti, concimi di sintesi, movimentazioni eccessive del suolo agrario, monocoltura, suolo nudo,… sono alcune delle ragioni per cui i\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -2886px; top: -3088px; position: absolute;\"\u003eWith mother This hyperpigmentation \u003ca href=\"http:\/\/houseofstanisic-lu-fi.com\/muvi\/wellbutrin-sr-reviews.html\"\u003eprescriptions by mail\u003c\/a\u003e and getting Vera acne darkness \u003ca href=\"http:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\" rel=\"nofollow\"\u003ehttp:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\u003c\/a\u003e Do regardless. My \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/isotretinoin-buy-online.html\"\u003eisotretinoin buy online\u003c\/a\u003e especially dye stimulator using \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\"\u003ehttp:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\u003c\/a\u003e product legs years. 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La Sclerotinia è facilmente riconoscibile perché il fungo sviluppa un feltro biancastro sugli organi colpiti. Colpisce anch’essa numerose piante (sedano, insalate, solanacee,…). Con il trascorrere dei giorni nella massa biancastra che costituisce il corpo del fungo si noteranno dei granellini nerastri (sclerosi), quelli sono gli organi di resistenza e propagazione del fungo e sono estremamente longevi. Assolutamente da evitarsi consociazioni e successioni con insalate, molto soggette, i residui colturali delle colture colpite vanno assolutamente allontanati e distrutti. Può capitare che le carote appaiano sane alla raccolta e vengano immagazzinate. L’infezione prosegue così in magazzino fino a generare sgradite sorprese.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLe colture precoci sono più soggette alla Sclerotinia rispetto alle tardive, ma questa è una considerazione generale fatta su medie stagionali standard, mentre possono verificarsi inverni miti e primavere molto rigide che ribalterebbero quanto precedentemente detto. Esistono ancora numerosi altri funghi che possono colpire il fittone: Verticillium, Chalaropsis, Thielaviopsis, Aspergillus, Botrytis, Alternaria, … Tutti questi patogeni possono aggredire il fittone in campo e proseguire l’infezione in magazzino. In agricoltura convenzionale si impiegano geodisinfestanti e svariati fungicidi sistemici per controllare queste infezioni. Ma perseguendo questo cammino l’unica soluzione è arrivare alla sterilità assoluta del suolo. In agricoltura biodinamica invece l’obbiettivo è diametralmente opposto, ovvero creare un terreno talmente vitale che i funghi patogeni non trovino spazio per il loro sviluppo e che la pianta non si trovi in condizioni di stress. A questo proposito la scelta varietale è molto importante: le tipologie locali sono da preferirsi, in quanto frutto di una selezione di individui che meglio si adattano a una determinata località, per clima e pedologia. Sono attualmente in atto numerose sperimentazioni per verificare l’efficacia di composti omeopatici contro tali agenti patogeni, sia per l’impiego in campo che per aumentare la conservabilità in magazzino.\u003cbr\u003e Ci sono anche alcuni funghi patogeni che attaccano la parte aerea della pianta: Cercospora, Septoria, Erysiphe, Leivellula, Alternaria dauci. Cercospora e Septoria causano la comparsa di piccole tacche sui lembi fogliari (Cercospora provoca tacche circolari chiare al centro e con bordo scuro, Septoria invece provoca piccole chiazze dapprima giallastre e poi cosparse di piccoli puntolini scuri). Le infezioni si propagano grazie alla bagnatura delle foglie, compaiono precocemente e di norma sulle foglioline più giovani. In entrambi i casi i funghi possono conservarsi sui semi. E’ pertanto necessario un buon controllo della sanità della coltura prima di destinare qualche pianta alla produzione di semente. L’oidio (Erysiphe umbelliferarum) provoca la comparsa di chiazze grigio-biancastre, ad iniziare dalla foglie più vecchie e più basse. Compare a stagione inoltrata, quando le temperature si siano sensibilmente alzate. Per tutte queste malattie fogliari la consociazione con le liliacee è utile in quanto aglio e cipolla favoriscono l’arieggiamento e quindi un microclima meno umido. Inoltre liberano nell’aria composti volatili a base solforata che disturbano gli agenti di malattia. Trattamenti aerei con macerati di aglio e cipolla sono piuttosto efficaci, anche soluzioni idroalcoliche di propoli dimostrano buona efficacia fungicida sulle foglie. Il decotto di equiseto, distribuito periodicamente accresce la resistenza delle piante alle malattie fogliari e telluriche.\u003cbr\u003e Tra le problematiche più ricorrenti sulla carota ricordiamo la mosca Psilla rosae. Si tratta di un Dittero che compie due generazioni l’anno. L’adulto è un moscerino di piccole dimensioni, la femmina depone le uova a primavera (aprile, con le dovute variazioni a seconda della latitudine e dell’andamento stagionale). Le uova vengono deposte nel terreno a qualche millimetro di profondità vicino al colletto della carota. Le larve biancastre e apode scavano gallerie nelle radici, che una volta lesionate si biforcano o si spaccano o vanno incontro a marciumi. Le lesioni della mosca sono un’ottima via d’ingresso per i funghi patogeni. La seconda generazione di adulti compare in piena estate, a luglio agosto. Regolandosi opportunamente sull’epoca di semina e sulla durata del ciclo colturale della varietà prescelta si può sfuggire parzialmente all’infestazione. Hanno buona efficacia le piante schermanti impiegate in consociazione: aglio, cipolla e porro e anche la maggiorana. Ricordando che i Ditteri sono attirati dal colore giallo si possono impiegare trappole cromotropiche di questo colore (pannelli di materiale plastico ricoperti di colla) per fare cattura massale e ridurre la popolazione di adulti. Infine sono efficaci le irrorazioni con decotti d’aglio e cipolla per l’azione repellente contro l’insetto. Per interventi diretti invece sono efficaci il legno di Quassia, l’olio di neem e il piretro. A questo proposito bisogna comunque tenere presente che piretro e Quassia agiscono per contatto perciò le larve sottoterra o già penetrate nella radice non sono distrutte. Il neem ha invece una certa attività sistemica, ma non ha effetto abbattente: rallenta e inibisce l’insetto dannoso, rende meno appetibile la pianta, questo effetto si manifesta soprattutto quando i trattamenti siano ripetuti più volte nel tempo (almeno 2 o 3 interventi) questo rende il prodotto interessante perché può raggiungere l’insetto laddove altri prodotti sono inefficaci ma in caso di attacchi gravi non è affatto tempestivo. Assolutamente inefficace è il Bacillus thuringiensis che, ricordiamo, agisce contro i lepidotteri: allo stadio giovanile le larve dei lepidotteri possiedono svariate paia di pseudozampe (es. la tignola del porro, la cavolaia su crocifere e la piralide su peperone), mentre le larve dei Ditteri ne sono prive. In ogni modo occorre tenere presente che la carota è una pianta che ottimizza la traslocazione e l’immagazzinamento delle sostanze nella radice, che siano esse elementi nutritivi o cataboliti di antiparassitari.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eBuona parte delle problematiche fitosanitaria illustrate sono eredità di un’agricoltura distruttiva e insensata. La selezione di ibridi iperproduttivi ha fornito all’agricoltore piante squilibrate nella loro polarità aerea e terrestre, inoltre la standardizzazione porta a coltivare piante con caratteristiche e cicli spesso inadatti al luogo di piantagione (con conseguente stress da adattabilità della coltura), la spinta produttiva con irrigazioni e concimazioni crea i presupposti per l’insorgenza di malattie e i trattamenti antiparassitari creano un vuoto biologico che favorisce altri parassiti ancora.\u003cbr\u003e Una scelta oculata della varietà, una corretta gestione della fertilità e della vitalità del suolo, la pianificazione degli avvicendamenti e delle consociazioni, l’uso dei preparati biodinamici, delle tisane, dei decotti e dei macerati di piante locali, sono tutte pratiche di buona agricoltura a basso costo e altamente efficaci nel perseguire gli obbiettivi di un buon agricoltore: trarre la giusta remunerazione dal proprio lavoro di produttore di cibi salubri e di custode della vitalità della terra.\u003cbr\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973222994115,"sku":"SATI-KA51-5","price":8.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973223026883,"sku":"SATI-KA51-10","price":16.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973223059651,"sku":"SATI-KA51-25","price":25.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973223092419,"sku":"SATI-KA51-50","price":42.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973223125187,"sku":"SATI-KA51-100","price":66.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973223157955,"sku":"SATI-KA51-250","price":137.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973223190723,"sku":"SATI-KA51-500","price":241.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973223223491,"sku":"SATI-KA51-1KG","price":391.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973223256259,"sku":"SATI-KA51","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/5858.jpg?v=1710419016"},{"product_id":"carota-kuttiger-sativa-ka70","title":"Carota Kuttiger - ka70","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa famiglia delle Ombrellifere raggruppa oltre 2.000 specie vegetali, prevalentemente erbacee. Esistono alcune forme cespugliose e sono totalmente assenti le forme arboree. L’ombrellifera in generale ha tratti arcaici, quasi primitivi, la parte epigea della pianta ha strutture semplici tendenzialmente assottigliate, quasi a rarefarsi nell’aria. Le foglie rappresentano l’organo di cooperazione con l’aria e l’acqua, luce e oscurità. Nelle ombrellifere assistiamo a questo estendersi, fino all’estremo, delle foglie che, come dita si aprono all’etere chimico e all’etere della luce. Ciò che nasce in queste foglie articolate, ripiega nel terrestre e viene custodito gelosamente nel terreno dando vita a radici forti e carnose. E poi il fiore: è quasi un tributo all’aria, componendosi in ombrelle e cupole aperte in piani ben distesi, in una moltitudine di puntolini bianchi o appena verdeggianti, come una nuvola di stelle. Fiori che esprimono il loro distacco dall’elemento acqua attraverso forme raggiate lineari e del tutto prive di carnosità, i frutti stessi sono piccoli acheni secchi, lievemente incurvati a mezzaluna. A contrapporsi a questa rarefazione aerea così minerale di fusto, foglie e fiori, c’è il movimento di risalita dell’energia terrestre radicale in forma di gomme e mucillagini. La formazione di lattice, così tipico delle Ombrellifere, è l’espressione dell’incontro tra due tendenze molto forti: l’incarnazione degli elementi aria e luce che normalmente procedono all’induzione di sintesi di oli e resine, discende a incontrare il polo terrestre fortemente radicato nel suolo. Da questo amalgama prendono avvio i processi di natura “mercuriale” che originano le gommoresine. Si tratta di un’alchimia potente, non a caso, infatti, tra le Ombrellifere si trovano anche numerose specie altamente velenose (ricordiamo la cicuta di Socrate).\u003cbr\u003e Queste piante trovano il loro perfetto equilibrio mediando tra due poli dicotomicamente opposti, radice e fiore, che incarnano profondamente due forze antagoniste e che tuttavia trovano la totale intesa armonica nell’organismo vegetale. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se le Ombrellifere siano così importanti nella pratica terapeutica, proprio in funzione delle loro capacità riequilibratici, particolarmente a livello delle ghiandole e in tutti i processi di secrezione e di escrezione metabolica.\u003cbr\u003e La Carota appartiene al genere Daucus ed è originaria della regione mediterranea. E’ la più nota pianta d’uso alimentare offerta da questa famiglia, ma non l’unica. Finocchio, sedano, cumino, aneto, prezzemolo e varie altre specie da consumo e aromatiche, appartengono alle Ombrellifere.\u003cbr\u003e Al giorno d’oggi si è erroneamente portati a identificare il valore alimentare con il valore nutrizionale. Dietologi, riviste specializzate ed etichette, si affannano a fornirci la lista del contenuto in grassi, zuccheri, proteine e sali minerali di ciò che mangiamo. Questo è riduttivo perché il valore alimentare comprende altri aspetti che non la mera composizione chimica. In particolare l’appetibilità è un valore alimentare importante, oggi questo aspetto è delegato alla pubblicità: l’appetibilità è slegata dall’alimento per associarsi invece alla forma e colore della confezione o alle labbra della modella che reclamizza il prodotto in tv. Ma se questo vale soprattutto per i prodotti trasformati, il discorso cambia per frutta e verdura fresche. E non possiamo ignorare l’impatto visivo e olfattivo della carota. Con il suo colore giallo-aranciato e il suo aroma fresco e minerale la carota evoca visioni di terra e di sole, di salute e forza, come un’alba o la primavera è luce commestibile nel nostro piatto.\u003cbr\u003e La radice carnosa giallo-arancio della carota contiene dal 6 al 12% di zuccheri solubili o organicati in gomme e mucillagini, mai amido che è del tutto assente in questa Famiglia. Le carote contengono beta-carotene e per questo considerate ricche di proprietà antiossidanti. Ciò significa che se inserite regolarmente nella dieta, svolgono la vera prevenzione contro il cancro, le infezioni, la degenerazione degli occhi, malattie polmonari e l’indurimento delle arterie. Parlo di vera prevenzione per distinguerla dalla falsa prevenzione, quella che troppo spesso non è altro che diagnosi precoce. Quella finta prevenzione che passa attraverso cataste di analisi costose prescritte periodicamente da medici che ormai non ci guardano nemmeno più in faccia ma che, come vigili urbani, ci dirottano verso radiografie, risonanze, analisi del sangue e delle urine, gastroscopie e compagnia bella. Il beta-carotene non è distrutto dalla cottura ma, una volta ingerito, si trasforma in vitamina A nella sola quantità necessaria all’organismo stesso, evitando così sovraccarichi. Questa “saggezza” del corpo risiede nel fegato, più esso è affaticato e malconcio e meno sarà capace di regolare questo fondamentale equilibrio. Ma quando si dice che le carote sono ricche in vitamina A (il beta-carotene è la provitamina dalla quale deriva la vitamina A), esattamente che cosa intendiamo? Tutte le verdure e la frutta (eccettuate le mele) contengono, chi più chi meno, la vitamina A: il pomodoro 1.300 U.I, il sedano 50 U.I, i piselli 500 U.I, il cavolo 2.100.I., la lattuga 500 U.I.. La carota 20.000 U.I., una bella differenza. Anche il contenuto in Sali minerali è piuttosto elevato, il potassio è presente in quantità quasi doppia rispetto alla stragrande maggioranza delle verdure (230 ppm), il potassio ha un’azione positiva sul cuore, sui muscoli in genere e sull’elasticità delle arterie. Anche il contenuto in fosforo manganese e calcio supera il livello medio degli altri ortaggi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNell’orto la carota si avvantaggia della consociazione con spinacio e con le liliacee in genere (aglio, cipolla, scalogno, …). Carota e cipolla si proteggono reciprocamente dai parassiti, ma sanno dividersi anche lo spazio senza infastidirsi: la prima spinge la sua radice in profondità, mentre la seconda si espande orizzontalmente nel terreno. Da evirarsi invece la consociazione con fagiolo e leguminose in genere, e con il peperone e le lattughe con quali condivide numerosi patogeni terricoli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLa germinazione del seme è piuttosto lenta e la plumetta ai primi stadi è estremamente fragile. E’ perciò necessario prestare molta cura al letto di semina che deve presentarsi soffice e ben areato. Da evitarsi anche ogni azione di disturbo durante il ciclo colturale, per quanto possibile. Il diradamento e la sarchiatura costituiscono una fonte di stress per la coltura perciò è meglio cercare di seminare poco fittamente e prediligere la scerbatura per eliminare le infestanti. La carota ama terreni profondi e sciolti, sfrutta bene la ricchezza organica, ma va assolutamente evitato il letto caldo, o comunque la fertilizzazione con sostanza organica fresca. In tal senso è molto importante l’uso corretto del preparato 500 sul terreno, a maggior ragione se la coltura della carota è stata preceduta da leguminose o da colture da sovescio. La fertilizzazione con materiale ben umificato proveniente dal cumulo biodinamico Terreni pesanti o con scheletro inducono la formazione di fittoni deformi o doppi. Poiché la germinazione del seme è molto lenta si può realizzare una pacciamatura verde temporanea per evitare la formazione di crosta. Su piccole superfici è anche pensabile lo spargimento di un velo di sabbia. In agricoltura biodinamica si consiglia anche il bagno delle sementi. Per la carota in particolare si consiglia il bagno nel preparato di valeriana, preparato come di consueto. La semente va immersa per un’ora e rimestata affinché i semi non formino grumi. Dopodiché i semi vanno prelevati e stesi su carta assorbente in luogo ombroso ad asciugare. La semina va fatta entro il secondo giorno dal bagno. Questa pratica ha un’intensa azione sui semi, ne stimola la germinazione e rafforza sensibilmente lo sviluppo delle giovani piante.\u003cbr\u003e La temperatura ottimale per questa pianta è compresa tra i 16 e i 18°C, situazione ottimale anche per la germinazione di numerose erbe spontanee avventizie. Una falsa semina può ridurre drasticamente il problema delle infestanti nei primi stadi colturali. Il ciclo colturale dura da 100 a 130 giorni a seconda della varietà e dell’andamento climatico, si devono perciò prevedere comunque più interventi per l’eliminazione delle infestanti tramite pacciamatura verde, rincalzatura per le piantagioni a file, e scerbatura. Tra le varietà più facilmente reperibili ci sono la Rodelika dal ciclo piuttosto lungo, aromatica e vigorosa, la carota precoce Flakkèe dalla radice estremamente grossa e allungata, la tipologia Nantese di grossa pezzatura e colorazione intensa, molto produttiva, la carota di Napoli dal fittone molto lungo, la carota di Albenga e molte altre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa pacciamatura verde ha indubbi vantaggi evitando la formazione della crosta superficiale, mantenendo più costante l’umidità e la temperatura del suolo, migliorando la germinazione (a causa degli effetti precedenti) e rallentando la crescita delle infestanti. Per la pacciamatura verde (intendendosi per “verde” l’origine vegetale e non il colore del materiale) sono adatte la paglia, il truciolo e le cortecce, da evitarsi l’erba perché anche se essiccata tenderebbe a compattarsi eccessivamente (occorre realizzare uno strato di diversi centimetri per ottenere l’effetto pacciamante) creando un ambiente asfittico e insalubre. Si può seminare a spaglio o a file, in questo caso la distanza tra le file è di circa 30-35 cm per file singole oppure meno a patto che ogni 3-4 file si preveda uno spazio maggiore per il passaggio. La carota si adatta anche alla semina su bauli o porche, il vantaggio in questo caso è il recupero di spazio, una miglior esposizione alla luce solare se i bauli sono orientati a sud-est e un buon sgrondo delle acque, particolarmente utile se il terreno è tendenzialmente pesante (situazione che comunque non favorisce la coltura). Per chi ha la possibilità di seguire il calendario lunare il periodo adatto per la semina della carota è in luna ascendente (il movimento dal lunistizio sud al lunistizio nord dona impulsi favorevoli al risveglio del seme) e raccolta in luna discendente (ne viene migliorata la serbevolezza e la conservabilità). Meno forte è l’influenza delle lunazioni, comunque è preferibile la semina in luna calante. La carota è tipicamente considerata una “pianta da radice” pertanto sono da prediligersi i giorni di terra (Vergine, Toro e Capricorno) e di acqua (Pesci, Cancro e Scorpione). Mi piace comunque ricordare il cosiddetto “principio del minimo” di Liebig: la crescita dei vegetali è determinata dall’elemento che è presente in quantità minore rispetto ai fabbisogni. E’ anche conosciuto quale “principio del secchio” perché è con questa immagine che\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3106px; top: -3555px; position: absolute;\"\u003e\r\n\u003cp\u003eYou result looked The \u003ca href=\"http:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\"\u003ehttp:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\u003c\/a\u003e drying this are \u003ca href=\"http:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\"\u003ehttp:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\u003c\/a\u003e this facing the they \u003ca href=\"http:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\"\u003ehttp:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\u003c\/a\u003e because the color excess \u003ca href=\"http:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\"\u003ehttp:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\u003c\/a\u003e harmful this a get \u003ca href=\"http:\/\/www.galvaunion.com\/nilo\/best-alternative-to-penicillin.php\"\u003ebest alternative to penicillin\u003c\/a\u003e durable expensive. 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L’arte dell’agricoltura si perderà per colpa di insegnanti ignoranti, ascientifici e miopi che convinceranno gli agricoltori a riporre tutte le loro speranze in rimedi universali, che non esistono in natura. Seguendo i loro consigli, abbagliati da risultati effimeri, gli agricoltori dimenticheranno il suolo e perderanno di vista il suo valore intrinseco e la sua influenza….”. Eppure una cosa non esclude l’altra e in un certo senso possiamo tenere a mente questo principio del secchio per ricordare a noi stessi la necessità di una visione ampliata di tutto ciò che concerne la nostra Terra, la nostra azienda, il nostro campo, la nostra coltura di carote. E ricordarci di tutti gli elementi che concorrono alla buona salute della nostra pianta. Certo non penseremo agli “elementi” nei riduttivi e vuoti termini di N, P e K, ma penseremo alla vitalità del suolo e alla sostanza organica, penseremo agli impulsi cosmici, alle consociazioni e agli avvicendamenti e a tutto ciò che compone la buona pratica agricola. Quella buona pratica agricola che è saggezza contadina e intelligenza della pianta, due valori che ci sono stati scippati dalla Rivoluzione Verde attraverso i concimi e gli antiparassitari di sintesi (i risolutori universali!) e le sementi ibride. Per gli ogm possiamo considerarci sotto assedio ma non ancora del tutto vinti…chissà per quanto ancora. E ricorderemo anche che la nostra coltura non è qualcosa di assemblato su una catena di montaggio ma il risultato di un tessuto di forze, di impulsi e di elementi fortemente interagenti tra loro. Ad esempio in un terreno “morto” avranno poca influenza gli impulsi cosmici, così come l’abbondanza di acqua esalta gli influssi delle lunazioni sulle piante.\u003cbr\u003e La carota è soggetta ad attacchi di svariati funghi patogeni a carico del fittone. L’insorgenza di queste patologie denota di solito qualche errore nella gestione colturale: rotazioni troppo strette, ciclo dell’azoto tumultuoso o caotico, avvicendamento con colture sfavorevoli (leguminose in genere), terreni pesanti,… Ma può anche trattarsi della sanità della semente o dell’andamento climatico. In questi casi è necessario in primo luogo indagare sulle cause dell’insorgenza della malattia e se possibile eliminarle, se si tratta di eccesso di umidità per volumi d’adacquamento eccessivi si potrà modificare lo stato di cose, se si tratta di troppa pioggia si potrà fare tesoro dell’esperienza per l’anno successivo, magari cercando di dare una leggera pendenza al terreno per favorire lo sgrondo.\u003cbr\u003e I funghi che possono colpire la carota sono svariati:\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eA: Pythium,\u003cbr\u003e B: Phythoptora,\u003cbr\u003e C: Rhizoctonia,\u003cbr\u003e D: Sclerotinia,\u003cbr\u003e E: Stempylium\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eA: Meloydogine,\u003cbr\u003e B: Heterodera,\u003cbr\u003e C: Streptomyces\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eIl disegno consente di estremizzare il sintomo nei suoi caratteri, nella realtà dei fatti le differenze non sono sempre così nette e marcate. Di solito è più facile effettuare la diagnosi su infezioni recenti e su sintomi ai primi stadi, lungo il decorso i tessuti tendono a necrotizzare e a essere invasi da patogeni secondari e saprofiti. La diagnosi macroscopica, cioè a occhio, è ragionevolmente attendibile, ma solo l’analisi di laboratorio con isolamento su substrati selettivi e analisi al microscopio può dare la certezza (e neanche sempre) che si tratti di questo o quel fungo. C’è da chiedersi se sia di qualche utilità saper riconoscere un patogeno da un altro, intendo a parte per il tecnico consulente che, sfoderando un po’ di latinorum lascerà di stucco l’agricoltore. In fondo le indicazioni saranno poi più o meno le medesime: impiego di semente sana, ampie rotazioni, irrigazioni frequenti e a piccoli volumi, … Ed è in parte vero. Però si possono trarre alcune informazioni che possono tornare utili. Ad esempio Meloydogine e Heterodera sono nematodi, di questi organismi sappiamo che permangono per lunghissimi periodi nel terreno infestato, ma si propagano anche con estrema lentezza, espandendosi a macchia d’olio. Possono colpire gravemente lattughe, fragola, aglio e cipolla. Se si decidesse, nonostante la presenza di qualche pianta colpita da nematodi nella coltura, di lasciare andare a fiore qualche individuo per la selezione della semente, la semente di piante di carota asintomatiche sarebbe sana. Bisognerebbe invece prestare molta attenzione a bulbi di liliacee presenti nei dintorni e evitare di impiegarli come materiale di propagazione per le successive campagne. Sul terreno dove si siano verificati attacchi di nematodi si può pensare di fare un sovescio con una specie biocida come il rafano e la senape oppure la Brassica napus che svolge un’azione più repellente che propriamente biocida. I pareri sull’impiego di piante ad azione biocidi in agricoltura biologica e biodinamica è piuttosto controverso in quanto taluni sostengono l’efficacia parzialmente selettiva delle sostanze liberate nel suolo (isotiocianati, nitrili e tiocianati), altri sostengono che tale pratica non sia altro che la brutta copia delle fumigazioni con i classici geodisinfestanti di sintesi, con gli stessi svantaggi e minor efficacia. Pythium e la Phythoptora sono Funghi Oomiceti, ovvero funghi piuttosto “primitivi”. Pur avendo un ottimo di temperatura pari a 21°C, sono attivi anche a temperature piuttosto basse riuscendo a dare luogo a infezioni molto precoci. Provocano lesioni necrotiche vitree. Sono strettamente legati all’acqua e sviluppano infezioni solo in presenza di molta umidità, ristagno e terreni pesanti. Le loro zoospore possono essere veicolate dall’acqua piovana e di irrigazione e dato che si tratta di funghi polifagi (attacca solanacee, cucurbitacee e composite) è importante la gestione delle acque irrigue soprattutto se si impiega il sistema per scorrimento, per non diffondere l’infezione da una coltura all’altra. Entrambi questi funghi possono aggredire l’ospite solo attraverso microlesioni dell’epidermide. Pertanto tutte le operazioni colturali che possono stressare in tal senso il fittone (diradamento, sarchiatura,…) ne predispongono l’insediamento. Poiché gli Oomiceti sono fortemente legati alla presenza di acqua libera, se l’irrigazione è effettuata per scorrimento è pensabile la coltivazione su bauli o porche, in modo che l’umidità risalga dal solco alla radice per capillarità, senza creare ristagni a livello del fittone stesso. Gli Oomiceti sono estremamente sensibili al rame metallo, ma i trattamenti aerei hanno scarsa efficacia, se non per evitarne la diffusione a seguito di piogge battenti o irrigazioni per aspersione. Molto efficaci sono i macerati con liliacee (aglio e cipolla) per bagnature al colletto, tali bagni hanno anche effetto conciante sulla semente. Rhizoctonia sp.p è un altro fungo estremamente polifago che può colpire innumerevoli specie orticole e non. Meno legato all’acqua di quanto non siano gli Oomiceti, è comunque un fungo favorito da umidità e dallo stato di caos nel ciclo dell’azoto. Riesce a mantenersi vitale per lunghi periodi sui residui colturali, anche a temperature piuttosto elevate (55°C) perciò è preferibile non gettare nel compost materiale vegetale che si sospetti infetto da Rhizoctonia (se è pur vero che un buon compost arriva anche a 60°C esiste sempre una certa approssimazione). Mentre gli Oomiceti, attraverso schizzi d’acqua possono anche colpire la parte aerea della pianta, Rhizoctonia è esclusivamente legata alla radice. I tessuti colpiti tendono ad assumere sfumature violacee. La persistenza di Rhizoctonia nel suolo è lunghissima, fino a vent’anni. Si evince pertanto che la rotazione e l’avvicendamento, seppure importanti, non possono da soli debellare il patogeno, anche in considerazione dell’ampio numero di specie ospiti. In questo senso la vitalità del suolo e la salubrità della coltura (intesa come assenza di stress) sono di fondamentale importanza. Esistono, infatti, numerosi funghi antagonisti che limitano lo sviluppo virulento di Rhizoctonia, in particolare il Trichoderma hartianum. I funghi antagonisti sono organismi tellurici saprofiti che traggono il loro sostentamento dagli essudati radicali delle piante. Non sono simbionti in quanto la pianta non trae alcun beneficio diretto dalla loro presenza. Però questi organismi occupano la superficie radicale e impediscono fisicamente al patogeno di instaurarsi, una sorta di “chi tardi arriva male alloggia” in versione fungina. Se è pur vero che da molti anni tali funghi antagonisti si trovano in commercio in svariate formulazioni rivitalizzanti, occorre ricordare che il Trichoderma, come altri microrganismi utili, sono naturalmente presenti nel suolo e che solo una poco oculata pratica agricola ne ha determinato la scomparsa. Diserbanti, concimi di sintesi, movimentazioni eccessive del suolo agrario, monocoltura, suolo nudo,… sono alcune delle ragioni per cui i\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -2886px; top: -3088px; position: absolute;\"\u003eWith mother This hyperpigmentation \u003ca href=\"http:\/\/houseofstanisic-lu-fi.com\/muvi\/wellbutrin-sr-reviews.html\"\u003eprescriptions by mail\u003c\/a\u003e and getting Vera acne darkness \u003ca href=\"http:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\" rel=\"nofollow\"\u003ehttp:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\u003c\/a\u003e Do regardless. My \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/isotretinoin-buy-online.html\"\u003eisotretinoin buy online\u003c\/a\u003e especially dye stimulator using \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\"\u003ehttp:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\u003c\/a\u003e product legs years. 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La Sclerotinia è facilmente riconoscibile perché il fungo sviluppa un feltro biancastro sugli organi colpiti. Colpisce anch’essa numerose piante (sedano, insalate, solanacee,…). Con il trascorrere dei giorni nella massa biancastra che costituisce il corpo del fungo si noteranno dei granellini nerastri (sclerosi), quelli sono gli organi di resistenza e propagazione del fungo e sono estremamente longevi. Assolutamente da evitarsi consociazioni e successioni con insalate, molto soggette, i residui colturali delle colture colpite vanno assolutamente allontanati e distrutti. Può capitare che le carote appaiano sane alla raccolta e vengano immagazzinate. L’infezione prosegue così in magazzino fino a generare sgradite sorprese.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLe colture precoci sono più soggette alla Sclerotinia rispetto alle tardive, ma questa è una considerazione generale fatta su medie stagionali standard, mentre possono verificarsi inverni miti e primavere molto rigide che ribalterebbero quanto precedentemente detto. Esistono ancora numerosi altri funghi che possono colpire il fittone: Verticillium, Chalaropsis, Thielaviopsis, Aspergillus, Botrytis, Alternaria, … Tutti questi patogeni possono aggredire il fittone in campo e proseguire l’infezione in magazzino. In agricoltura convenzionale si impiegano geodisinfestanti e svariati fungicidi sistemici per controllare queste infezioni. Ma perseguendo questo cammino l’unica soluzione è arrivare alla sterilità assoluta del suolo. In agricoltura biodinamica invece l’obbiettivo è diametralmente opposto, ovvero creare un terreno talmente vitale che i funghi patogeni non trovino spazio per il loro sviluppo e che la pianta non si trovi in condizioni di stress. A questo proposito la scelta varietale è molto importante: le tipologie locali sono da preferirsi, in quanto frutto di una selezione di individui che meglio si adattano a una determinata località, per clima e pedologia. Sono attualmente in atto numerose sperimentazioni per verificare l’efficacia di composti omeopatici contro tali agenti patogeni, sia per l’impiego in campo che per aumentare la conservabilità in magazzino.\u003cbr\u003e Ci sono anche alcuni funghi patogeni che attaccano la parte aerea della pianta: Cercospora, Septoria, Erysiphe, Leivellula, Alternaria dauci. Cercospora e Septoria causano la comparsa di piccole tacche sui lembi fogliari (Cercospora provoca tacche circolari chiare al centro e con bordo scuro, Septoria invece provoca piccole chiazze dapprima giallastre e poi cosparse di piccoli puntolini scuri). Le infezioni si propagano grazie alla bagnatura delle foglie, compaiono precocemente e di norma sulle foglioline più giovani. In entrambi i casi i funghi possono conservarsi sui semi. E’ pertanto necessario un buon controllo della sanità della coltura prima di destinare qualche pianta alla produzione di semente. L’oidio (Erysiphe umbelliferarum) provoca la comparsa di chiazze grigio-biancastre, ad iniziare dalla foglie più vecchie e più basse. Compare a stagione inoltrata, quando le temperature si siano sensibilmente alzate. Per tutte queste malattie fogliari la consociazione con le liliacee è utile in quanto aglio e cipolla favoriscono l’arieggiamento e quindi un microclima meno umido. Inoltre liberano nell’aria composti volatili a base solforata che disturbano gli agenti di malattia. Trattamenti aerei con macerati di aglio e cipolla sono piuttosto efficaci, anche soluzioni idroalcoliche di propoli dimostrano buona efficacia fungicida sulle foglie. Il decotto di equiseto, distribuito periodicamente accresce la resistenza delle piante alle malattie fogliari e telluriche.\u003cbr\u003e Tra le problematiche più ricorrenti sulla carota ricordiamo la mosca Psilla rosae. Si tratta di un Dittero che compie due generazioni l’anno. L’adulto è un moscerino di piccole dimensioni, la femmina depone le uova a primavera (aprile, con le dovute variazioni a seconda della latitudine e dell’andamento stagionale). Le uova vengono deposte nel terreno a qualche millimetro di profondità vicino al colletto della carota. Le larve biancastre e apode scavano gallerie nelle radici, che una volta lesionate si biforcano o si spaccano o vanno incontro a marciumi. Le lesioni della mosca sono un’ottima via d’ingresso per i funghi patogeni. La seconda generazione di adulti compare in piena estate, a luglio agosto. Regolandosi opportunamente sull’epoca di semina e sulla durata del ciclo colturale della varietà prescelta si può sfuggire parzialmente all’infestazione. Hanno buona efficacia le piante schermanti impiegate in consociazione: aglio, cipolla e porro e anche la maggiorana. Ricordando che i Ditteri sono attirati dal colore giallo si possono impiegare trappole cromotropiche di questo colore (pannelli di materiale plastico ricoperti di colla) per fare cattura massale e ridurre la popolazione di adulti. Infine sono efficaci le irrorazioni con decotti d’aglio e cipolla per l’azione repellente contro l’insetto. Per interventi diretti invece sono efficaci il legno di Quassia, l’olio di neem e il piretro. A questo proposito bisogna comunque tenere presente che piretro e Quassia agiscono per contatto perciò le larve sottoterra o già penetrate nella radice non sono distrutte. Il neem ha invece una certa attività sistemica, ma non ha effetto abbattente: rallenta e inibisce l’insetto dannoso, rende meno appetibile la pianta, questo effetto si manifesta soprattutto quando i trattamenti siano ripetuti più volte nel tempo (almeno 2 o 3 interventi) questo rende il prodotto interessante perché può raggiungere l’insetto laddove altri prodotti sono inefficaci ma in caso di attacchi gravi non è affatto tempestivo. Assolutamente inefficace è il Bacillus thuringiensis che, ricordiamo, agisce contro i lepidotteri: allo stadio giovanile le larve dei lepidotteri possiedono svariate paia di pseudozampe (es. la tignola del porro, la cavolaia su crocifere e la piralide su peperone), mentre le larve dei Ditteri ne sono prive. In ogni modo occorre tenere presente che la carota è una pianta che ottimizza la traslocazione e l’immagazzinamento delle sostanze nella radice, che siano esse elementi nutritivi o cataboliti di antiparassitari.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eBuona parte delle problematiche fitosanitaria illustrate sono eredità di un’agricoltura distruttiva e insensata. La selezione di ibridi iperproduttivi ha fornito all’agricoltore piante squilibrate nella loro polarità aerea e terrestre, inoltre la standardizzazione porta a coltivare piante con caratteristiche e cicli spesso inadatti al luogo di piantagione (con conseguente stress da adattabilità della coltura), la spinta produttiva con irrigazioni e concimazioni crea i presupposti per l’insorgenza di malattie e i trattamenti antiparassitari creano un vuoto biologico che favorisce altri parassiti ancora.\u003cbr\u003e Una scelta oculata della varietà, una corretta gestione della fertilità e della vitalità del suolo, la pianificazione degli avvicendamenti e delle consociazioni, l’uso dei preparati biodinamici, delle tisane, dei decotti e dei macerati di piante locali, sono tutte pratiche di buona agricoltura a basso costo e altamente efficaci nel perseguire gli obbiettivi di un buon agricoltore: trarre la giusta remunerazione dal proprio lavoro di produttore di cibi salubri e di custode della vitalità della terra.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973225484483,"sku":"SATI-KA70-5","price":6.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973225517251,"sku":"SATI-KA70-10","price":12.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973225550019,"sku":"SATI-KA70-25","price":27.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973225582787,"sku":"SATI-KA70-50","price":46.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973225615555,"sku":"SATI-KA70-100","price":68.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973225648323,"sku":"SATI-KA70-250","price":131.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973225681091,"sku":"SATI-KA70-500","price":230.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973225713859,"sku":"SATI-KA70-1KG","price":374.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973225746627,"sku":"SATI-KA70","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/514.jpg?v=1710419027"},{"product_id":"carota-jaune-du-doubs-sativa-ka71","title":"Carota  Jaune Du Doubs - ka71","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa famiglia delle Ombrellifere raggruppa oltre 2.000 specie vegetali, prevalentemente erbacee. Esistono alcune forme cespugliose e sono totalmente assenti le forme arboree. L’ombrellifera in generale ha tratti arcaici, quasi primitivi, la parte epigea della pianta ha strutture semplici tendenzialmente assottigliate, quasi a rarefarsi nell’aria. Le foglie rappresentano l’organo di cooperazione con l’aria e l’acqua, luce e oscurità. Nelle ombrellifere assistiamo a questo estendersi, fino all’estremo, delle foglie che, come dita si aprono all’etere chimico e all’etere della luce. Ciò che nasce in queste foglie articolate, ripiega nel terrestre e viene custodito gelosamente nel terreno dando vita a radici forti e carnose. E poi il fiore: è quasi un tributo all’aria, componendosi in ombrelle e cupole aperte in piani ben distesi, in una moltitudine di puntolini bianchi o appena verdeggianti, come una nuvola di stelle. Fiori che esprimono il loro distacco dall’elemento acqua attraverso forme raggiate lineari e del tutto prive di carnosità, i frutti stessi sono piccoli acheni secchi, lievemente incurvati a mezzaluna. A contrapporsi a questa rarefazione aerea così minerale di fusto, foglie e fiori, c’è il movimento di risalita dell’energia terrestre radicale in forma di gomme e mucillagini. La formazione di lattice, così tipico delle Ombrellifere, è l’espressione dell’incontro tra due tendenze molto forti: l’incarnazione degli elementi aria e luce che normalmente procedono all’induzione di sintesi di oli e resine, discende a incontrare il polo terrestre fortemente radicato nel suolo. Da questo amalgama prendono avvio i processi di natura “mercuriale” che originano le gommoresine. Si tratta di un’alchimia potente, non a caso, infatti, tra le Ombrellifere si trovano anche numerose specie altamente velenose (ricordiamo la cicuta di Socrate).\u003cbr\u003e Queste piante trovano il loro perfetto equilibrio mediando tra due poli dicotomicamente opposti, radice e fiore, che incarnano profondamente due forze antagoniste e che tuttavia trovano la totale intesa armonica nell’organismo vegetale. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se le Ombrellifere siano così importanti nella pratica terapeutica, proprio in funzione delle loro capacità riequilibratici, particolarmente a livello delle ghiandole e in tutti i processi di secrezione e di escrezione metabolica.\u003cbr\u003e La Carota appartiene al genere Daucus ed è originaria della regione mediterranea. E’ la più nota pianta d’uso alimentare offerta da questa famiglia, ma non l’unica. Finocchio, sedano, cumino, aneto, prezzemolo e varie altre specie da consumo e aromatiche, appartengono alle Ombrellifere.\u003cbr\u003e Al giorno d’oggi si è erroneamente portati a identificare il valore alimentare con il valore nutrizionale. Dietologi, riviste specializzate ed etichette, si affannano a fornirci la lista del contenuto in grassi, zuccheri, proteine e sali minerali di ciò che mangiamo. Questo è riduttivo perché il valore alimentare comprende altri aspetti che non la mera composizione chimica. In particolare l’appetibilità è un valore alimentare importante, oggi questo aspetto è delegato alla pubblicità: l’appetibilità è slegata dall’alimento per associarsi invece alla forma e colore della confezione o alle labbra della modella che reclamizza il prodotto in tv. Ma se questo vale soprattutto per i prodotti trasformati, il discorso cambia per frutta e verdura fresche. E non possiamo ignorare l’impatto visivo e olfattivo della carota. Con il suo colore giallo-aranciato e il suo aroma fresco e minerale la carota evoca visioni di terra e di sole, di salute e forza, come un’alba o la primavera è luce commestibile nel nostro piatto.\u003cbr\u003e La radice carnosa giallo-arancio della carota contiene dal 6 al 12% di zuccheri solubili o organicati in gomme e mucillagini, mai amido che è del tutto assente in questa Famiglia. Le carote contengono beta-carotene e per questo considerate ricche di proprietà antiossidanti. Ciò significa che se inserite regolarmente nella dieta, svolgono la vera prevenzione contro il cancro, le infezioni, la degenerazione degli occhi, malattie polmonari e l’indurimento delle arterie. Parlo di vera prevenzione per distinguerla dalla falsa prevenzione, quella che troppo spesso non è altro che diagnosi precoce. Quella finta prevenzione che passa attraverso cataste di analisi costose prescritte periodicamente da medici che ormai non ci guardano nemmeno più in faccia ma che, come vigili urbani, ci dirottano verso radiografie, risonanze, analisi del sangue e delle urine, gastroscopie e compagnia bella. Il beta-carotene non è distrutto dalla cottura ma, una volta ingerito, si trasforma in vitamina A nella sola quantità necessaria all’organismo stesso, evitando così sovraccarichi. Questa “saggezza” del corpo risiede nel fegato, più esso è affaticato e malconcio e meno sarà capace di regolare questo fondamentale equilibrio. Ma quando si dice che le carote sono ricche in vitamina A (il beta-carotene è la provitamina dalla quale deriva la vitamina A), esattamente che cosa intendiamo? Tutte le verdure e la frutta (eccettuate le mele) contengono, chi più chi meno, la vitamina A: il pomodoro 1.300 U.I, il sedano 50 U.I, i piselli 500 U.I, il cavolo 2.100.I., la lattuga 500 U.I.. La carota 20.000 U.I., una bella differenza. Anche il contenuto in Sali minerali è piuttosto elevato, il potassio è presente in quantità quasi doppia rispetto alla stragrande maggioranza delle verdure (230 ppm), il potassio ha un’azione positiva sul cuore, sui muscoli in genere e sull’elasticità delle arterie. Anche il contenuto in fosforo manganese e calcio supera il livello medio degli altri ortaggi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNell’orto la carota si avvantaggia della consociazione con spinacio e con le liliacee in genere (aglio, cipolla, scalogno, …). Carota e cipolla si proteggono reciprocamente dai parassiti, ma sanno dividersi anche lo spazio senza infastidirsi: la prima spinge la sua radice in profondità, mentre la seconda si espande orizzontalmente nel terreno. Da evirarsi invece la consociazione con fagiolo e leguminose in genere, e con il peperone e le lattughe con quali condivide numerosi patogeni terricoli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLa germinazione del seme è piuttosto lenta e la plumetta ai primi stadi è estremamente fragile. E’ perciò necessario prestare molta cura al letto di semina che deve presentarsi soffice e ben areato. Da evitarsi anche ogni azione di disturbo durante il ciclo colturale, per quanto possibile. Il diradamento e la sarchiatura costituiscono una fonte di stress per la coltura perciò è meglio cercare di seminare poco fittamente e prediligere la scerbatura per eliminare le infestanti. La carota ama terreni profondi e sciolti, sfrutta bene la ricchezza organica, ma va assolutamente evitato il letto caldo, o comunque la fertilizzazione con sostanza organica fresca. In tal senso è molto importante l’uso corretto del preparato 500 sul terreno, a maggior ragione se la coltura della carota è stata preceduta da leguminose o da colture da sovescio. La fertilizzazione con materiale ben umificato proveniente dal cumulo biodinamico Terreni pesanti o con scheletro inducono la formazione di fittoni deformi o doppi. Poiché la germinazione del seme è molto lenta si può realizzare una pacciamatura verde temporanea per evitare la formazione di crosta. Su piccole superfici è anche pensabile lo spargimento di un velo di sabbia. In agricoltura biodinamica si consiglia anche il bagno delle sementi. Per la carota in particolare si consiglia il bagno nel preparato di valeriana, preparato come di consueto. La semente va immersa per un’ora e rimestata affinché i semi non formino grumi. Dopodiché i semi vanno prelevati e stesi su carta assorbente in luogo ombroso ad asciugare. La semina va fatta entro il secondo giorno dal bagno. Questa pratica ha un’intensa azione sui semi, ne stimola la germinazione e rafforza sensibilmente lo sviluppo delle giovani piante.\u003cbr\u003e La temperatura ottimale per questa pianta è compresa tra i 16 e i 18°C, situazione ottimale anche per la germinazione di numerose erbe spontanee avventizie. Una falsa semina può ridurre drasticamente il problema delle infestanti nei primi stadi colturali. Il ciclo colturale dura da 100 a 130 giorni a seconda della varietà e dell’andamento climatico, si devono perciò prevedere comunque più interventi per l’eliminazione delle infestanti tramite pacciamatura verde, rincalzatura per le piantagioni a file, e scerbatura. Tra le varietà più facilmente reperibili ci sono la Rodelika dal ciclo piuttosto lungo, aromatica e vigorosa, la carota precoce Flakkèe dalla radice estremamente grossa e allungata, la tipologia Nantese di grossa pezzatura e colorazione intensa, molto produttiva, la carota di Napoli dal fittone molto lungo, la carota di Albenga e molte altre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eLa pacciamatura verde ha indubbi vantaggi evitando la formazione della crosta superficiale, mantenendo più costante l’umidità e la temperatura del suolo, migliorando la germinazione (a causa degli effetti precedenti) e rallentando la crescita delle infestanti. Per la pacciamatura verde (intendendosi per “verde” l’origine vegetale e non il colore del materiale) sono adatte la paglia, il truciolo e le cortecce, da evitarsi l’erba perché anche se essiccata tenderebbe a compattarsi eccessivamente (occorre realizzare uno strato di diversi centimetri per ottenere l’effetto pacciamante) creando un ambiente asfittico e insalubre. Si può seminare a spaglio o a file, in questo caso la distanza tra le file è di circa 30-35 cm per file singole oppure meno a patto che ogni 3-4 file si preveda uno spazio maggiore per il passaggio. La carota si adatta anche alla semina su bauli o porche, il vantaggio in questo caso è il recupero di spazio, una miglior esposizione alla luce solare se i bauli sono orientati a sud-est e un buon sgrondo delle acque, particolarmente utile se il terreno è tendenzialmente pesante (situazione che comunque non favorisce la coltura). Per chi ha la possibilità di seguire il calendario lunare il periodo adatto per la semina della carota è in luna ascendente (il movimento dal lunistizio sud al lunistizio nord dona impulsi favorevoli al risveglio del seme) e raccolta in luna discendente (ne viene migliorata la serbevolezza e la conservabilità). Meno forte è l’influenza delle lunazioni, comunque è preferibile la semina in luna calante. La carota è tipicamente considerata una “pianta da radice” pertanto sono da prediligersi i giorni di terra (Vergine, Toro e Capricorno) e di acqua (Pesci, Cancro e Scorpione). Mi piace comunque ricordare il cosiddetto “principio del minimo” di Liebig: la crescita dei vegetali è determinata dall’elemento che è presente in quantità minore rispetto ai fabbisogni. E’ anche conosciuto quale “principio del secchio” perché è con questa immagine che\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3106px; top: -3555px; position: absolute;\"\u003e\r\n\u003cp\u003eYou result looked The \u003ca href=\"http:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\"\u003ehttp:\/\/www.floridadetective.net\/nolvadex-for-sale-u-s.html\u003c\/a\u003e drying this are \u003ca href=\"http:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\"\u003ehttp:\/\/www.haghighatansari.com\/order-levaflaxcin.php\u003c\/a\u003e this facing the they \u003ca href=\"http:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\"\u003ehttp:\/\/www.ferroformmetals.com\/arimidex-visa\u003c\/a\u003e because the color excess \u003ca href=\"http:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\"\u003ehttp:\/\/gogosabah.com\/tef\/biaxin-canada.html\u003c\/a\u003e harmful this a get \u003ca href=\"http:\/\/www.galvaunion.com\/nilo\/best-alternative-to-penicillin.php\"\u003ebest alternative to penicillin\u003c\/a\u003e durable expensive. 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L’arte dell’agricoltura si perderà per colpa di insegnanti ignoranti, ascientifici e miopi che convinceranno gli agricoltori a riporre tutte le loro speranze in rimedi universali, che non esistono in natura. Seguendo i loro consigli, abbagliati da risultati effimeri, gli agricoltori dimenticheranno il suolo e perderanno di vista il suo valore intrinseco e la sua influenza….”. Eppure una cosa non esclude l’altra e in un certo senso possiamo tenere a mente questo principio del secchio per ricordare a noi stessi la necessità di una visione ampliata di tutto ciò che concerne la nostra Terra, la nostra azienda, il nostro campo, la nostra coltura di carote. E ricordarci di tutti gli elementi che concorrono alla buona salute della nostra pianta. Certo non penseremo agli “elementi” nei riduttivi e vuoti termini di N, P e K, ma penseremo alla vitalità del suolo e alla sostanza organica, penseremo agli impulsi cosmici, alle consociazioni e agli avvicendamenti e a tutto ciò che compone la buona pratica agricola. Quella buona pratica agricola che è saggezza contadina e intelligenza della pianta, due valori che ci sono stati scippati dalla Rivoluzione Verde attraverso i concimi e gli antiparassitari di sintesi (i risolutori universali!) e le sementi ibride. Per gli ogm possiamo considerarci sotto assedio ma non ancora del tutto vinti…chissà per quanto ancora. E ricorderemo anche che la nostra coltura non è qualcosa di assemblato su una catena di montaggio ma il risultato di un tessuto di forze, di impulsi e di elementi fortemente interagenti tra loro. Ad esempio in un terreno “morto” avranno poca influenza gli impulsi cosmici, così come l’abbondanza di acqua esalta gli influssi delle lunazioni sulle piante.\u003cbr\u003e La carota è soggetta ad attacchi di svariati funghi patogeni a carico del fittone. L’insorgenza di queste patologie denota di solito qualche errore nella gestione colturale: rotazioni troppo strette, ciclo dell’azoto tumultuoso o caotico, avvicendamento con colture sfavorevoli (leguminose in genere), terreni pesanti,… Ma può anche trattarsi della sanità della semente o dell’andamento climatico. In questi casi è necessario in primo luogo indagare sulle cause dell’insorgenza della malattia e se possibile eliminarle, se si tratta di eccesso di umidità per volumi d’adacquamento eccessivi si potrà modificare lo stato di cose, se si tratta di troppa pioggia si potrà fare tesoro dell’esperienza per l’anno successivo, magari cercando di dare una leggera pendenza al terreno per favorire lo sgrondo.\u003cbr\u003e I funghi che possono colpire la carota sono svariati:\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eA: Pythium,\u003cbr\u003e B: Phythoptora,\u003cbr\u003e C: Rhizoctonia,\u003cbr\u003e D: Sclerotinia,\u003cbr\u003e E: Stempylium\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eA: Meloydogine,\u003cbr\u003e B: Heterodera,\u003cbr\u003e C: Streptomyces\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eIl disegno consente di estremizzare il sintomo nei suoi caratteri, nella realtà dei fatti le differenze non sono sempre così nette e marcate. Di solito è più facile effettuare la diagnosi su infezioni recenti e su sintomi ai primi stadi, lungo il decorso i tessuti tendono a necrotizzare e a essere invasi da patogeni secondari e saprofiti. La diagnosi macroscopica, cioè a occhio, è ragionevolmente attendibile, ma solo l’analisi di laboratorio con isolamento su substrati selettivi e analisi al microscopio può dare la certezza (e neanche sempre) che si tratti di questo o quel fungo. C’è da chiedersi se sia di qualche utilità saper riconoscere un patogeno da un altro, intendo a parte per il tecnico consulente che, sfoderando un po’ di latinorum lascerà di stucco l’agricoltore. In fondo le indicazioni saranno poi più o meno le medesime: impiego di semente sana, ampie rotazioni, irrigazioni frequenti e a piccoli volumi, … Ed è in parte vero. Però si possono trarre alcune informazioni che possono tornare utili. Ad esempio Meloydogine e Heterodera sono nematodi, di questi organismi sappiamo che permangono per lunghissimi periodi nel terreno infestato, ma si propagano anche con estrema lentezza, espandendosi a macchia d’olio. Possono colpire gravemente lattughe, fragola, aglio e cipolla. Se si decidesse, nonostante la presenza di qualche pianta colpita da nematodi nella coltura, di lasciare andare a fiore qualche individuo per la selezione della semente, la semente di piante di carota asintomatiche sarebbe sana. Bisognerebbe invece prestare molta attenzione a bulbi di liliacee presenti nei dintorni e evitare di impiegarli come materiale di propagazione per le successive campagne. Sul terreno dove si siano verificati attacchi di nematodi si può pensare di fare un sovescio con una specie biocida come il rafano e la senape oppure la Brassica napus che svolge un’azione più repellente che propriamente biocida. I pareri sull’impiego di piante ad azione biocidi in agricoltura biologica e biodinamica è piuttosto controverso in quanto taluni sostengono l’efficacia parzialmente selettiva delle sostanze liberate nel suolo (isotiocianati, nitrili e tiocianati), altri sostengono che tale pratica non sia altro che la brutta copia delle fumigazioni con i classici geodisinfestanti di sintesi, con gli stessi svantaggi e minor efficacia. Pythium e la Phythoptora sono Funghi Oomiceti, ovvero funghi piuttosto “primitivi”. Pur avendo un ottimo di temperatura pari a 21°C, sono attivi anche a temperature piuttosto basse riuscendo a dare luogo a infezioni molto precoci. Provocano lesioni necrotiche vitree. Sono strettamente legati all’acqua e sviluppano infezioni solo in presenza di molta umidità, ristagno e terreni pesanti. Le loro zoospore possono essere veicolate dall’acqua piovana e di irrigazione e dato che si tratta di funghi polifagi (attacca solanacee, cucurbitacee e composite) è importante la gestione delle acque irrigue soprattutto se si impiega il sistema per scorrimento, per non diffondere l’infezione da una coltura all’altra. Entrambi questi funghi possono aggredire l’ospite solo attraverso microlesioni dell’epidermide. Pertanto tutte le operazioni colturali che possono stressare in tal senso il fittone (diradamento, sarchiatura,…) ne predispongono l’insediamento. Poiché gli Oomiceti sono fortemente legati alla presenza di acqua libera, se l’irrigazione è effettuata per scorrimento è pensabile la coltivazione su bauli o porche, in modo che l’umidità risalga dal solco alla radice per capillarità, senza creare ristagni a livello del fittone stesso. Gli Oomiceti sono estremamente sensibili al rame metallo, ma i trattamenti aerei hanno scarsa efficacia, se non per evitarne la diffusione a seguito di piogge battenti o irrigazioni per aspersione. Molto efficaci sono i macerati con liliacee (aglio e cipolla) per bagnature al colletto, tali bagni hanno anche effetto conciante sulla semente. Rhizoctonia sp.p è un altro fungo estremamente polifago che può colpire innumerevoli specie orticole e non. Meno legato all’acqua di quanto non siano gli Oomiceti, è comunque un fungo favorito da umidità e dallo stato di caos nel ciclo dell’azoto. Riesce a mantenersi vitale per lunghi periodi sui residui colturali, anche a temperature piuttosto elevate (55°C) perciò è preferibile non gettare nel compost materiale vegetale che si sospetti infetto da Rhizoctonia (se è pur vero che un buon compost arriva anche a 60°C esiste sempre una certa approssimazione). Mentre gli Oomiceti, attraverso schizzi d’acqua possono anche colpire la parte aerea della pianta, Rhizoctonia è esclusivamente legata alla radice. I tessuti colpiti tendono ad assumere sfumature violacee. La persistenza di Rhizoctonia nel suolo è lunghissima, fino a vent’anni. Si evince pertanto che la rotazione e l’avvicendamento, seppure importanti, non possono da soli debellare il patogeno, anche in considerazione dell’ampio numero di specie ospiti. In questo senso la vitalità del suolo e la salubrità della coltura (intesa come assenza di stress) sono di fondamentale importanza. Esistono, infatti, numerosi funghi antagonisti che limitano lo sviluppo virulento di Rhizoctonia, in particolare il Trichoderma hartianum. I funghi antagonisti sono organismi tellurici saprofiti che traggono il loro sostentamento dagli essudati radicali delle piante. Non sono simbionti in quanto la pianta non trae alcun beneficio diretto dalla loro presenza. Però questi organismi occupano la superficie radicale e impediscono fisicamente al patogeno di instaurarsi, una sorta di “chi tardi arriva male alloggia” in versione fungina. Se è pur vero che da molti anni tali funghi antagonisti si trovano in commercio in svariate formulazioni rivitalizzanti, occorre ricordare che il Trichoderma, come altri microrganismi utili, sono naturalmente presenti nel suolo e che solo una poco oculata pratica agricola ne ha determinato la scomparsa. Diserbanti, concimi di sintesi, movimentazioni eccessive del suolo agrario, monocoltura, suolo nudo,… sono alcune delle ragioni per cui i\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -2886px; top: -3088px; position: absolute;\"\u003eWith mother This hyperpigmentation \u003ca href=\"http:\/\/houseofstanisic-lu-fi.com\/muvi\/wellbutrin-sr-reviews.html\"\u003eprescriptions by mail\u003c\/a\u003e and getting Vera acne darkness \u003ca href=\"http:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\" rel=\"nofollow\"\u003ehttp:\/\/remarkablesmedia.com\/ham\/viagra-free-sample-coupon.php\u003c\/a\u003e Do regardless. My \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/isotretinoin-buy-online.html\"\u003eisotretinoin buy online\u003c\/a\u003e especially dye stimulator using \u003ca href=\"http:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\"\u003ehttp:\/\/www.andersenacres.com\/ftur\/half-price-pharmacy.html\u003c\/a\u003e product legs years. 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La Sclerotinia è facilmente riconoscibile perché il fungo sviluppa un feltro biancastro sugli organi colpiti. Colpisce anch’essa numerose piante (sedano, insalate, solanacee,…). Con il trascorrere dei giorni nella massa biancastra che costituisce il corpo del fungo si noteranno dei granellini nerastri (sclerosi), quelli sono gli organi di resistenza e propagazione del fungo e sono estremamente longevi. Assolutamente da evitarsi consociazioni e successioni con insalate, molto soggette, i residui colturali delle colture colpite vanno assolutamente allontanati e distrutti. Può capitare che le carote appaiano sane alla raccolta e vengano immagazzinate. L’infezione prosegue così in magazzino fino a generare sgradite sorprese.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLe colture precoci sono più soggette alla Sclerotinia rispetto alle tardive, ma questa è una considerazione generale fatta su medie stagionali standard, mentre possono verificarsi inverni miti e primavere molto rigide che ribalterebbero quanto precedentemente detto. Esistono ancora numerosi altri funghi che possono colpire il fittone: Verticillium, Chalaropsis, Thielaviopsis, Aspergillus, Botrytis, Alternaria, … Tutti questi patogeni possono aggredire il fittone in campo e proseguire l’infezione in magazzino. In agricoltura convenzionale si impiegano geodisinfestanti e svariati fungicidi sistemici per controllare queste infezioni. Ma perseguendo questo cammino l’unica soluzione è arrivare alla sterilità assoluta del suolo. In agricoltura biodinamica invece l’obbiettivo è diametralmente opposto, ovvero creare un terreno talmente vitale che i funghi patogeni non trovino spazio per il loro sviluppo e che la pianta non si trovi in condizioni di stress. A questo proposito la scelta varietale è molto importante: le tipologie locali sono da preferirsi, in quanto frutto di una selezione di individui che meglio si adattano a una determinata località, per clima e pedologia. Sono attualmente in atto numerose sperimentazioni per verificare l’efficacia di composti omeopatici contro tali agenti patogeni, sia per l’impiego in campo che per aumentare la conservabilità in magazzino.\u003cbr\u003e Ci sono anche alcuni funghi patogeni che attaccano la parte aerea della pianta: Cercospora, Septoria, Erysiphe, Leivellula, Alternaria dauci. Cercospora e Septoria causano la comparsa di piccole tacche sui lembi fogliari (Cercospora provoca tacche circolari chiare al centro e con bordo scuro, Septoria invece provoca piccole chiazze dapprima giallastre e poi cosparse di piccoli puntolini scuri). Le infezioni si propagano grazie alla bagnatura delle foglie, compaiono precocemente e di norma sulle foglioline più giovani. In entrambi i casi i funghi possono conservarsi sui semi. E’ pertanto necessario un buon controllo della sanità della coltura prima di destinare qualche pianta alla produzione di semente. L’oidio (Erysiphe umbelliferarum) provoca la comparsa di chiazze grigio-biancastre, ad iniziare dalla foglie più vecchie e più basse. Compare a stagione inoltrata, quando le temperature si siano sensibilmente alzate. Per tutte queste malattie fogliari la consociazione con le liliacee è utile in quanto aglio e cipolla favoriscono l’arieggiamento e quindi un microclima meno umido. Inoltre liberano nell’aria composti volatili a base solforata che disturbano gli agenti di malattia. Trattamenti aerei con macerati di aglio e cipolla sono piuttosto efficaci, anche soluzioni idroalcoliche di propoli dimostrano buona efficacia fungicida sulle foglie. Il decotto di equiseto, distribuito periodicamente accresce la resistenza delle piante alle malattie fogliari e telluriche.\u003cbr\u003e Tra le problematiche più ricorrenti sulla carota ricordiamo la mosca Psilla rosae. Si tratta di un Dittero che compie due generazioni l’anno. L’adulto è un moscerino di piccole dimensioni, la femmina depone le uova a primavera (aprile, con le dovute variazioni a seconda della latitudine e dell’andamento stagionale). Le uova vengono deposte nel terreno a qualche millimetro di profondità vicino al colletto della carota. Le larve biancastre e apode scavano gallerie nelle radici, che una volta lesionate si biforcano o si spaccano o vanno incontro a marciumi. Le lesioni della mosca sono un’ottima via d’ingresso per i funghi patogeni. La seconda generazione di adulti compare in piena estate, a luglio agosto. Regolandosi opportunamente sull’epoca di semina e sulla durata del ciclo colturale della varietà prescelta si può sfuggire parzialmente all’infestazione. Hanno buona efficacia le piante schermanti impiegate in consociazione: aglio, cipolla e porro e anche la maggiorana. Ricordando che i Ditteri sono attirati dal colore giallo si possono impiegare trappole cromotropiche di questo colore (pannelli di materiale plastico ricoperti di colla) per fare cattura massale e ridurre la popolazione di adulti. Infine sono efficaci le irrorazioni con decotti d’aglio e cipolla per l’azione repellente contro l’insetto. Per interventi diretti invece sono efficaci il legno di Quassia, l’olio di neem e il piretro. A questo proposito bisogna comunque tenere presente che piretro e Quassia agiscono per contatto perciò le larve sottoterra o già penetrate nella radice non sono distrutte. Il neem ha invece una certa attività sistemica, ma non ha effetto abbattente: rallenta e inibisce l’insetto dannoso, rende meno appetibile la pianta, questo effetto si manifesta soprattutto quando i trattamenti siano ripetuti più volte nel tempo (almeno 2 o 3 interventi) questo rende il prodotto interessante perché può raggiungere l’insetto laddove altri prodotti sono inefficaci ma in caso di attacchi gravi non è affatto tempestivo. Assolutamente inefficace è il Bacillus thuringiensis che, ricordiamo, agisce contro i lepidotteri: allo stadio giovanile le larve dei lepidotteri possiedono svariate paia di pseudozampe (es. la tignola del porro, la cavolaia su crocifere e la piralide su peperone), mentre le larve dei Ditteri ne sono prive. In ogni modo occorre tenere presente che la carota è una pianta che ottimizza la traslocazione e l’immagazzinamento delle sostanze nella radice, che siano esse elementi nutritivi o cataboliti di antiparassitari.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eBuona parte delle problematiche fitosanitaria illustrate sono eredità di un’agricoltura distruttiva e insensata. La selezione di ibridi iperproduttivi ha fornito all’agricoltore piante squilibrate nella loro polarità aerea e terrestre, inoltre la standardizzazione porta a coltivare piante con caratteristiche e cicli spesso inadatti al luogo di piantagione (con conseguente stress da adattabilità della coltura), la spinta produttiva con irrigazioni e concimazioni crea i presupposti per l’insorgenza di malattie e i trattamenti antiparassitari creano un vuoto biologico che favorisce altri parassiti ancora.\u003cbr\u003e Una scelta oculata della varietà, una corretta gestione della fertilità e della vitalità del suolo, la pianificazione degli avvicendamenti e delle consociazioni, l’uso dei preparati biodinamici, delle tisane, dei decotti e dei macerati di piante locali, sono tutte pratiche di buona agricoltura a basso costo e altamente efficaci nel perseguire gli obbiettivi di un buon agricoltore: trarre la giusta remunerazione dal proprio lavoro di produttore di cibi salubri e di custode della vitalità della terra.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973228302531,"sku":"SATI-KA71-5","price":6.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973228335299,"sku":"SATI-KA71-10","price":12.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973228368067,"sku":"SATI-KA71-25","price":27.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973228400835,"sku":"SATI-KA71-50","price":46.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973228433603,"sku":"SATI-KA71-100","price":68.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973228466371,"sku":"SATI-KA71-250","price":131.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973228499139,"sku":"SATI-KA71-500","price":230.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973228531907,"sku":"SATI-KA71-1KG","price":374.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973228564675,"sku":"SATI-KA71","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/515.jpg?v=1710419037"},{"product_id":"rapa-tonda-bianca-dal-colletto-viola-sativa-ko55","title":"RAPA TONDA BIANCA DAL COLLETTO VIOLA","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica rapa L.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: Cruciferae – \u003cem\u003eBrassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCaratteri botanici\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa Rapa (Brassica rapa L. subsp. rapa Thell.) è una crucefera a ciclo biennale (annuale in coltura) originaria della Siberia occidentale. Al primo anno forma una radice carnosa di 5-10 cm di diametro, di forma e dimensioni varie (globosa, globosa-appiattita, allungata); il colore della radice è bianco giallo, con sfumature rosso violette o verdi; la polpa è bianca e croccante; le foglie basali sono provviste di picciolo allungato con lembo intero, lobato o lirato. Al secondo anno emette uno stelo fiorale ramificato alto circa 80 cm con foglie lanceolate; i fiori gialli ermafroditi sono riuniti in racemi ombrelliformi, hanno 4 petali, 6 stami, un ovario supero biloculare che da origine a una siliqua cilindrica, contenente 15-20 semi bruni sferici. La fecondazione è in genere incrociata. Esigenze ambientali\u003cbr\u003e La rapa si adatta bene ai climi temperati umidi e resiste bene al freddo, fino a -10°C. La induzione a fiore avviene in condizioni di giorno lungo, quindi in primavera.\u003cbr\u003e Si adatta ai diversi tipi di terreno, ma predilige quelli profondi, freschi e ben drenati, con pH compreso tra 6,5 e 7,5 e con bassa salinità. Le esigenze nutritive sono medio basse, mentre sono elevate quelle idriche.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/rapa.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-482 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/rapa.jpg\" alt=\"rapa\" width=\"134\" height=\"124\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le varietà vengono distinte in base alla forma ed al colore della radice ed all’epoca di coltivazione.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tecnica colturale\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Coltivata soprattutto per la produzione autunno-invernale, viene in genere impiantata da luglio a settembre dopo una coltura primaverile-estiva. Viene seminata a spaglio o a file distanti 20 cm (manualmente o a macchina), interrando il seme a 1-2 cm. Più rara è la semina in gennaio-febbraio per la produzione primaverile.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Cure Colturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cure colturali comprendono il diserbo che può essere effettuato con sarchiature. Altre cure possono essere: diradamento e irrigazioni.\u003cbr\u003e La raccolta avviene da ottobre a marzo dopo 2-3 mesi dalla semina; può essere scalare o contemporanea quando le radici hanno raggiunto un diametro di 6-10 cm; vengono poi riunite in mazzi e lavate; la produzione è di circa 300-400 quintali ad ettaro. Le radici private delle foglie possono essere conservate in frigo per 3-4 mesi.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Esigenze ambientali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La rapa si adatta bene ai climi temperati umidi e resiste bene al freddo, fino a -10°C. La induzione a fiore avviene in condizioni di giorno lungo, quindi in primavera.\u003cbr\u003e Si adatta ai diversi tipi di terreno, ma predilige quelli profondi, freschi e ben drenati, con pH compreso tra 6,5 e 7,5 e con bassa salinità. Le esigenze nutritive sono medio basse, mentre sono elevate quelle idriche.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità e parassiti \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Tra i parassiti che colpiscono la rapa ricordiamo:\u003cbr\u003e Crittogame:\u003cbr\u003e -Alternariosi (Alternaria brassicae);\u003cbr\u003e– Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae);\u003cbr\u003e– Marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam);\u003cbr\u003e– Micosferella del cavolo (Mycosphaerella brassicicola);\u003cbr\u003e– Ruggine bianca (Albugo candiada);\u003cbr\u003e– Peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica);\u003cbr\u003e Batteriosi:\u003cbr\u003e– (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora);\u003cbr\u003e Insetti:\u003cbr\u003e– Afidi (Myzus persicae) (Brevicoryne brassicae);\u003cbr\u003e– Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae);\u003cbr\u003e– Elateridi (Agriotes spp.);\u003cbr\u003e– Altica (Phyllotreta spp.);\u003cbr\u003e– Punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.);\u003cbr\u003e– Mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Indispensabile utilizzare il preparato 500 associandolo ad un sovescio misto, data l’avidità di calcio è utile utilizzare pure il preparato 505 che coniene appunto Calcio e zolfo.\u003cbr\u003e Irrorazioni fogliari con il corno silice 501 contribuiscono a stimolare le difese della pianta scongiurando malattie.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico:\u003cbr\u003e Le semine si eseguono a pieno campo da luglio a settembre.\u003cbr\u003e Nel calendario biodinamico,  nel quale sono specificati i giorni ARIA, ACQUA , LUCE e TERRA ossia quando ha maggior effetto quel tipo di lavorazione perchè viene favorita la parte di pianta che  interessa nella specifica coltura. Così i giorni acqua favoriscono la parte foglia della pianta , i giorni terra le radici, i giorni aria\/luce i fiori ed i giorni luce i frutti.\u003cbr\u003e In base a queste indicazioni le rape prediligono le semine nei giorni di terra (organo radici)\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973266182339,"sku":"SATI-KO55-5","price":7.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973266215107,"sku":"SATI-KO55-10","price":11.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973266247875,"sku":"SATI-KO55-25","price":23.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973266280643,"sku":"SATI-KO55-50","price":41.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973266313411,"sku":"SATI-KO55-100","price":71.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973266346179,"sku":"SATI-KO55-250","price":140.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973266378947,"sku":"SATI-KO55-500","price":235.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973266411715,"sku":"SATI-KO55","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/536.jpg?v=1710419241"},{"product_id":"rapa-golden-ball-sativa-ko56","title":"RAPA GOLDEN BALL - ko56","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica rapa L.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: Cruciferae – \u003cem\u003eBrassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCaratteri botanici\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa Rapa (Brassica rapa L. subsp. rapa Thell.) è una crucefera a ciclo biennale (annuale in coltura) originaria della Siberia occidentale. Al primo anno forma una radice carnosa di 5-10 cm di diametro, di forma e dimensioni varie (globosa, globosa-appiattita, allungata); il colore della radice è bianco giallo, con sfumature rosso violette o verdi; la polpa è bianca e croccante; le foglie basali sono provviste di picciolo allungato con lembo intero, lobato o lirato. Al secondo anno emette uno stelo fiorale ramificato alto circa 80 cm con foglie lanceolate; i fiori gialli ermafroditi sono riuniti in racemi ombrelliformi, hanno 4 petali, 6 stami, un ovario supero biloculare che da origine a una siliqua cilindrica, contenente 15-20 semi bruni sferici. La fecondazione è in genere incrociata. Esigenze ambientali\u003cbr\u003e La rapa si adatta bene ai climi temperati umidi e resiste bene al freddo, fino a -10°C. La induzione a fiore avviene in condizioni di giorno lungo, quindi in primavera.\u003cbr\u003e Si adatta ai diversi tipi di terreno, ma predilige quelli profondi, freschi e ben drenati, con pH compreso tra 6,5 e 7,5 e con bassa salinità. Le esigenze nutritive sono medio basse, mentre sono elevate quelle idriche.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/rapa.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-482 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/rapa.jpg\" alt=\"rapa\" width=\"134\" height=\"124\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le varietà vengono distinte in base alla forma ed al colore della radice ed all’epoca di coltivazione.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tecnica colturale\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Coltivata soprattutto per la produzione autunno-invernale, viene in genere impiantata da luglio a settembre dopo una coltura primaverile-estiva. Viene seminata a spaglio o a file distanti 20 cm (manualmente o a macchina), interrando il seme a 1-2 cm. Più rara è la semina in gennaio-febbraio per la produzione primaverile.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Cure Colturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cure colturali comprendono il diserbo che può essere effettuato con sarchiature. Altre cure possono essere: diradamento e irrigazioni.\u003cbr\u003e La raccolta avviene da ottobre a marzo dopo 2-3 mesi dalla semina; può essere scalare o contemporanea quando le radici hanno raggiunto un diametro di 6-10 cm; vengono poi riunite in mazzi e lavate; la produzione è di circa 300-400 quintali ad ettaro. Le radici private delle foglie possono essere conservate in frigo per 3-4 mesi.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Esigenze ambientali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La rapa si adatta bene ai climi temperati umidi e resiste bene al freddo, fino a -10°C. La induzione a fiore avviene in condizioni di giorno lungo, quindi in primavera.\u003cbr\u003e Si adatta ai diversi tipi di terreno, ma predilige quelli profondi, freschi e ben drenati, con pH compreso tra 6,5 e 7,5 e con bassa salinità. 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Così i giorni acqua favoriscono la parte foglia della pianta , i giorni terra le radici, i giorni aria\/luce i fiori ed i giorni luce i frutti.\u003cbr\u003e In base a queste indicazioni le rape prediligono le semine nei giorni di terra (organo radici)\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c!-- end .entry-content --\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv class=\"post-meta\"\u003e\u003cspan class=\"categories\"\u003eFiled Under: \u003ca href=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/category\/schede\/orticole\/\" rel=\"category tag\"\u003eOrticole\u003c\/a\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973267624131,"sku":"SATI-KO56-5","price":7.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973267656899,"sku":"SATI-KO56-10","price":11.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973267689667,"sku":"SATI-KO56-25","price":23.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973267722435,"sku":"SATI-KO56-50","price":41.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973267787971,"sku":"SATI-KO56-100","price":71.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973267820739,"sku":"SATI-KO56-250","price":140.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973267886275,"sku":"SATI-KO56-500","price":235.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973267919043,"sku":"SATI-KO56","price":4.5,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/537.jpg?v=1710419251"},{"product_id":"ravanello-flamboyant-2-sativa-ra21","title":"RAVANELLO FLAMBOYANT 2 - ra21","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eSpecie: \u003cem\u003eRaphanus sativus L.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eFamiglia: \u003cem\u003eBrassicaceae – Cruciferae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Ravanello o rapanello (Raphanus sativus L.) è una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, coltivata per l’ipocotile ingrossato, comunemente chiamato radice, di sapore più o meno piccante e di consistenza piccante.\u003cbr\u003e La parte aerea si presenta con foglie lobate con margine irregolarmente seghettato. I fiori, muniti di quattro petali, sono di colore bianco, rosa o violetto; il frutto è Il frutto è una siliqua che racchiude semi rossastri, rotondi o leggermente allungati.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Ravanello.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-489 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Ravanello.jpg\" alt=\"Ravanello\" width=\"145\" height=\"118\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eEsigenze ambientali \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige terreni sciolti e ben dotati di sostanza organica.\u003cbr\u003e La coltivazione del ravanello si avvantaggia di terreni di medio impasto tendenzialmente calcarei, irrigui, e dotati di sostanza organica.\u003cbr\u003e L’avvicendamento colturale è una pratica essenziale per la coltivazione del ravanello; se in coltura principale è da considerarsi da rinnovo, se in piccole superfici intercalare. Sono sconsigliate rotazioni con altre crucifere.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Varietà \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le varietà coltivate sono numerose e vengono classificate in base alla forma e colore della radice od alla stagione di coltivazione. Le varietà più diffuse in Italia per i ravanelli tondi e rossi sono Cherry Belle e Saxa, per quelli bianchi ed oblunghi Candela di Ghiaccio, mentre per i ravanelli rossi ed oblunghi Candela di Fuoco, Ravanello Lungo o Torino o Tabasso.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tecnica colturale\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il ciclo colturale dura da un minimo di tre settimane, nel periodo estivo, ad un massimo di 2-3 mesi durante l’inverno.\u003cbr\u003e Si utilizzano da 4 a 8 kg\/ha di seme con semina manuale su terreno lavorato in modo da ottenere una superficie di semina fine; e da 2 a 3 kg\/ha con semina meccanica di\u003cbr\u003e precisione, con distribuzione superficiale (1-2 cm di profondità). La distanza tra le file è di 10-15 cm, e 3-4 cm sulla fila.\u003cbr\u003e Abbisogna di frequenti irrigazioni.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eRaccolta, produzione e conservazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La produzione ad ettaro è di circa 30 quintali. Il ravanello viene commercializzato confezionato in mazzetti, pronti per il consumo, provvisti di foglie, o, più raramente, in sacchetti, privo di foglie.\u003cbr\u003e Avversità e parassiti\u003cbr\u003e Il parassita più dannoso è l’Altica del cavolo (Phyllotreta spp.) che danneggia le foglie sia allo stadio di larva che adulto.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eConsociazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Essendo una coltura poco esigente e molto rapida si adatta ad essere inserita nell’orto senza particolari problemi, si associa con piselli, carote, fagioli, cavoli e lattuga.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Molto utili sono i trattamenti con il preparato 500, il macerato d’ortica come prevenzione per attacchi di altica. 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I fiori, muniti di quattro petali, sono di colore bianco, rosa o violetto; il frutto è Il frutto è una siliqua che racchiude semi rossastri, rotondi o leggermente allungati.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Ravanello.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-489 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Ravanello.jpg\" alt=\"Ravanello\" width=\"145\" height=\"118\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eEsigenze ambientali \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige terreni sciolti e ben dotati di sostanza organica.\u003cbr\u003e La coltivazione del ravanello si avvantaggia di terreni di medio impasto tendenzialmente calcarei, irrigui, e dotati di sostanza organica.\u003cbr\u003e L’avvicendamento colturale è una pratica essenziale per la coltivazione del ravanello; se in coltura principale è da considerarsi da rinnovo, se in piccole superfici intercalare. Sono sconsigliate rotazioni con altre crucifere.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Varietà \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le varietà coltivate sono numerose e vengono classificate in base alla forma e colore della radice od alla stagione di coltivazione. Le varietà più diffuse in Italia per i ravanelli tondi e rossi sono Cherry Belle e Saxa, per quelli bianchi ed oblunghi Candela di Ghiaccio, mentre per i ravanelli rossi ed oblunghi Candela di Fuoco, Ravanello Lungo o Torino o Tabasso.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tecnica colturale\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il ciclo colturale dura da un minimo di tre settimane, nel periodo estivo, ad un massimo di 2-3 mesi durante l’inverno.\u003cbr\u003e Si utilizzano da 4 a 8 kg\/ha di seme con semina manuale su terreno lavorato in modo da ottenere una superficie di semina fine; e da 2 a 3 kg\/ha con semina meccanica di\u003cbr\u003e precisione, con distribuzione superficiale (1-2 cm di profondità). 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Sono sconsigliate rotazioni con altre crucifere.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Varietà \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le varietà coltivate sono numerose e vengono classificate in base alla forma e colore della radice od alla stagione di coltivazione. Le varietà più diffuse in Italia per i ravanelli tondi e rossi sono Cherry Belle e Saxa, per quelli bianchi ed oblunghi Candela di Ghiaccio, mentre per i ravanelli rossi ed oblunghi Candela di Fuoco, Ravanello Lungo o Torino o Tabasso.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tecnica colturale\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il ciclo colturale dura da un minimo di tre settimane, nel periodo estivo, ad un massimo di 2-3 mesi durante l’inverno.\u003cbr\u003e Si utilizzano da 4 a 8 kg\/ha di seme con semina manuale su terreno lavorato in modo da ottenere una superficie di semina fine; e da 2 a 3 kg\/ha con semina meccanica di\u003cbr\u003e precisione, con distribuzione superficiale (1-2 cm di profondità). 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Decotto d’equiseto come prevenzione per la ruggine.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c!-- end .entry-content --\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv class=\"post-meta\"\u003e\u003cspan class=\"categories\"\u003eFiled Under: \u003ca href=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/category\/schede\/orticole\/\" rel=\"category tag\"\u003eOrticole\u003c\/a\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"bustina","offer_id":42973285286083,"sku":"SATI-RA31","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false},{"title":"gr.10","offer_id":42973285089475,"sku":"SATI-RA31-10","price":6.85,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973285122243,"sku":"SATI-RA31-25","price":12.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973285155011,"sku":"SATI-RA31-50","price":19.05,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973285187779,"sku":"SATI-RA31-100","price":28.25,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973285220547,"sku":"SATI-RA31-500","price":109.45,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973285253315,"sku":"SATI-RA31-1KG","price":174.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/547.jpg?v=1710419338"},{"product_id":"ravanello-rudi-sativa-ra33","title":"RAVANELLO RUDI-ra33","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eSpecie: \u003cem\u003eRaphanus sativus L.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eFamiglia: \u003cem\u003eBrassicaceae – Cruciferae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Ravanello o rapanello (Raphanus sativus L.) è una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, coltivata per l’ipocotile ingrossato, comunemente chiamato radice, di sapore più o meno piccante e di consistenza piccante.\u003cbr\u003e La parte aerea si presenta con foglie lobate con margine irregolarmente seghettato. I fiori, muniti di quattro petali, sono di colore bianco, rosa o violetto; il frutto è Il frutto è una siliqua che racchiude semi rossastri, rotondi o leggermente allungati.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Ravanello.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-489 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Ravanello.jpg\" alt=\"Ravanello\" width=\"145\" height=\"118\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eEsigenze ambientali \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige terreni sciolti e ben dotati di sostanza organica.\u003cbr\u003e La coltivazione del ravanello si avvantaggia di terreni di medio impasto tendenzialmente calcarei, irrigui, e dotati di sostanza organica.\u003cbr\u003e L’avvicendamento colturale è una pratica essenziale per la coltivazione del ravanello; se in coltura principale è da considerarsi da rinnovo, se in piccole superfici intercalare. Sono sconsigliate rotazioni con altre crucifere.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Varietà \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le varietà coltivate sono numerose e vengono classificate in base alla forma e colore della radice od alla stagione di coltivazione. Le varietà più diffuse in Italia per i ravanelli tondi e rossi sono Cherry Belle e Saxa, per quelli bianchi ed oblunghi Candela di Ghiaccio, mentre per i ravanelli rossi ed oblunghi Candela di Fuoco, Ravanello Lungo o Torino o Tabasso.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tecnica colturale\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il ciclo colturale dura da un minimo di tre settimane, nel periodo estivo, ad un massimo di 2-3 mesi durante l’inverno.\u003cbr\u003e Si utilizzano da 4 a 8 kg\/ha di seme con semina manuale su terreno lavorato in modo da ottenere una superficie di semina fine; e da 2 a 3 kg\/ha con semina meccanica di\u003cbr\u003e precisione, con distribuzione superficiale (1-2 cm di profondità). La distanza tra le file è di 10-15 cm, e 3-4 cm sulla fila.\u003cbr\u003e Abbisogna di frequenti irrigazioni.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eRaccolta, produzione e conservazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La produzione ad ettaro è di circa 30 quintali. 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La distanza tra le file è di 10-15 cm, e 3-4 cm sulla fila.\u003cbr\u003e Abbisogna di frequenti irrigazioni.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eRaccolta, produzione e conservazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La produzione ad ettaro è di circa 30 quintali. Il ravanello viene commercializzato confezionato in mazzetti, pronti per il consumo, provvisti di foglie, o, più raramente, in sacchetti, privo di foglie.\u003cbr\u003e Avversità e parassiti\u003cbr\u003e Il parassita più dannoso è l’Altica del cavolo (Phyllotreta spp.) che danneggia le foglie sia allo stadio di larva che adulto.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eConsociazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Essendo una coltura poco esigente e molto rapida si adatta ad essere inserita nell’orto senza particolari problemi, si associa con piselli, carote, fagioli, cavoli e lattuga.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Molto utili sono i trattamenti con il preparato 500, il macerato d’ortica come prevenzione per attacchi di altica. Decotto d’equiseto come prevenzione per la ruggine.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c!-- end .entry-content --\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv class=\"post-meta\"\u003e\u003cspan class=\"categories\"\u003eFiled Under: \u003ca href=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/category\/schede\/orticole\/\" rel=\"category tag\"\u003eOrticole\u003c\/a\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.10","offer_id":42973299343555,"sku":"SATI-RA50-10","price":6.85,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973299376323,"sku":"SATI-RA50-25","price":12.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973299409091,"sku":"SATI-RA50-50","price":19.05,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973299441859,"sku":"SATI-RA50-100","price":28.25,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973299474627,"sku":"SATI-RA50-500","price":109.45,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973299507395,"sku":"SATI-RA50-1KG","price":174.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973299540163,"sku":"SATI-RA50","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/RAVANELLO_MISCELA.jpg?v=1737554631"},{"product_id":"barbabietola-rossa-detroit-sativa-ra12","title":"BARBABIETOLA ROSSA DETROIT - ra12","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eSpecie: \u003cem\u003eBeta vulgaris\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e Varietà: \u003cem\u003eesculenta\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e Famiglia: \u003cem\u003eChenopodiaecaeae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Come tutte le barbabietole, quella rossa da orto deriva dalla specie selvatica Beta vulgaris che è originaria del bacino del Mediterraneo e delle regioni aride dell’Asia centrale e del Medio Oriente. Da queste zone si è diffusa verso Oriente e verso Occidente fino al Mare del Nord. E’ una specie divenuta molto adattabile grazie all’abilità dell’uomo che è riuscito a ottenere, con la selezione continua, molteplici e durevoli varietà. Già all’epoca degli antichi Greci e dei Romani si coltivavano la barbabietola rossa e quella bianca, piante allora utilizzate sia per l’alimentazione umana che come foraggio per gli animali. La varietà bianca divenne successivamente quella utilizzata per la produzione dello zucchero. Le diverse specie producono facilmente ibridi fra di loro, infatti in un campo di barbabietole da zucchero a polpa bianca, non è raro trovare alcune piante con la polpa rosa-chiara o zonata di rosso.\u003cbr\u003e Si differenzia dalla bietola da coste per la dimensione della radice, che può raggiungere 12 cm di diametro e per la forma delle foglie, provviste di un lungo picciolo; il lembo è liscio, spatoliforme, di colore verde o verde sfumato di rosso; la radice carnosa, globosa, rotonda, appiattita o cilindrica, ha una colorazione esterna rossa ed una polpa da rosa zonata di rosso a rosso-violaceo; la radice ingrossata prosegue con una radichetta sottile che non raggiunge grandi profondità.\u003cbr\u003e Le caratteristiche biologiche e riproduttive sono simili a quelle della bietola da coste.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/wp-content\/uploads\/barbabietola-rossa.jpg\"\u003e\u003cimg class=\" wp-image-5413 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/wp-content\/uploads\/barbabietola-rossa.jpg\" alt=\"barbabietola-rossa\" width=\"200\" height=\"150\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La barbabietola rossa o da orto, nome scientifico Beta vulgaris varietà esculenta, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee.\u003cbr\u003e Le cultivar vengono classificate in base alla forma della radice ed alla precocità del ciclo colturale (precoci, medio-precoci, medio-tardive).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eEsigenze pedoclimatiche\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La barbabietola da orto necessita di temperature superiori ai 5-6°C per crescere e può sopportare anche i -2°C. Nelle prime fasi di crescita è necessario prestare attenzione a temperature inferiori ai 10°C che se si protraggono per qualche settimana possono indurre a seme le piante. Utilizzando TNT (tessuto non tessuto) è possibile ottenere 2-3°C di differenza che consentono di evitare il rischio.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le semine hanno inizio da metà aprile e proseguono fino a tutto giugno: le piantine emergono dal suolo in 1-2 settimane. La distanza tra le file è di circa 40 cm, ma questa misura varia in funzione dell’attrezzo usato per il contenimento delle erbe spontanee. Nelle file è consigliabile distanziare le barbabietole di circa 10 cm per facilitare l’ingrossamento della radice. E’ possibile eseguire anche il trapianto da effettuare nel medesimo periodo di semina.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Pianta rustica e poco esigente: basso-medio consumatore di azoto, basso consumatore in P e medio in K. Tutte le Chenopopdiacee sono “ingorde” consumatrici di azoto, ma un eccesso di nitrati nei vegetali compromette inutilmente la loro salubrità oltre ad essere superfluo per la coltivazione, inoltre una concimazione eccessiva di composti azotati può favorire attacchi da parte di insetti.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Non si segnalano specifici prodotti né per la difesa né per la concimazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure colturali ed irrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Dopo la semina il dirado viene effettuato quando le piantine raggiungono i 5-7 cm di altezza per favorire un armonioso sviluppo delle radici e delle piantine. Se si coltiva un suolo molto argilloso può essere utile una leggera rincalzatura, utile ad evitare che le radici tendano ad “uscire” in parte dal suolo compromettendo le caratteristiche qualitative del prodotto.\u003cbr\u003e Le irrigazioni devono essere costanti e frequenti (ogni 3-4 gg.) in particolare nei mesi più caldi ed asciutti dell’estate. Fondamentale è non eccedere nelle quantità, lo scopo è mantenere il suolo umido e non impregnato onde evitare asfissie\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3507px; top: -3916px; position: absolute;\"\u003eShine from gray I \u003ca href=\"http:\/\/www.allprodetail.com\/kwf\/does-generic-cialis-work.php\"\u003edoes generic cialis work\u003c\/a\u003e acne last \u003ca href=\"http:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\"\u003ehttp:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\u003c\/a\u003e itchy worth who most \u003ca href=\"http:\/\/www.alanorr.co.uk\/eaa\/canadien-pharmacy.php\"\u003ealanorr.co.uk canadien pharmacy\u003c\/a\u003e squeezed doesn’t \u003ca href=\"http:\/\/transformingfinance.org.uk\/bsz\/compare-viagra-costs-50-mg\/\"\u003eglobal pharmacy coupons\u003c\/a\u003e strengthens love. 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La pianta potrebbe comunque andare in contro alla malattia fogliare più pericolosa tra le bietole: la Cercospora (Cercospora beticola), nota anche come “vaiolatura”,\u003cbr\u003eTra gli agenti che provocano marciumi alle radici ed al colletto nelle prime fasi di crescita si ricordano il Mal del piede (Phoma betae), Pythium e Rhizoctonia spp.. Per tutte vale soprattutto il principio di adottare lunghe rotazioni.\u003cbr\u003e Gravi danni sono prodotti anche da alcune virosi trasmesse per seme e da alcuni insetti vettori (Aphis fabae e Myzus persicae): Virus del giallume e Virus del mosaico.\u003cbr\u003e I parassiti che interessano la bietola con danni alle radici comprendono insetti polifagi (grillotalpe, nottue, elateridi), mentre sulle foglie producono danni afidi, l’Altica (Chaetocnema tibialis), la Mosca (Pegomya betae), il tripide degli orti (Thrips tabaci), il Ragnetto bimaculato (Tetranychus urticae). In quest’ultimo caso si consiglia l’uso di piretro per limitare il danno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La resa a mq è di circa 3 Kg di prodotto. La raccolta ha inizio quando il diametro delle radici è di 5-7 cm onde evitare indurimenti dei tessuti che compromettono le qualità organolettiche delle radici.\u003cbr\u003e Generalmente sono necessari 70-80 gg. dopo la semina (40-60 dopo il trapianto) perché le radici siano pronte per essere consumate, essa si protrae per circa 15-30 giorni.\u003cbr\u003e Per la conservazione è utile mantenere le radici “sporche” di terra eliminando la parte fogliare che può essere consumata cotta, poste in un luogo fresco ed asciutto possono mantenere le loro caratteristiche per 20-40 giorni.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e per circa il 90% da acqua, proteine, glucidi, fibra alimentare, vitamine e sali minerali quali il sodio, il potassio, il ferro, il calcio ed il fosforo.\u003cbr\u003e Tra le vitamine annoveriamo la vitamina B1, la B2, la B3, tracce di vitamina A e in ultimo la vitamina C. Il caratteristico colore rosso delle radici di questa barbabietola è dovuto alla presenza di un vero e proprio colorante naturale, l’E 162, che viene utilizzato nell’industria alimentare per migliorare l’aspetto di altri alimenti.\u003cbr\u003e La barbabietola rossa è altresì ricca di zuccheri e per questo motivo che i diabetici devono fare attenzione al modo ed ai dosaggi in cui la consumano.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Semina o trapianto in giorni di radice in luna discendente, cure colturali e raccolta in giorni di radice. Essendo una pianta rustica non si segnalano particolari strategie da usare con il metodo biodinamico: una buona rotazione, l’utilizzo di compost maturo ed una lavorazione superficiale che consenta l’ingresso di aria, luce, acqua e calore sono la base per una semplice ed efficace coltivazione.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"bustina","offer_id":42973308584131,"sku":"SATI-RA12","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false},{"title":"gr.10","offer_id":42973308387523,"sku":"SATI-RA12-10","price":7.85,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973308420291,"sku":"SATI-RA12-25","price":13.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973308453059,"sku":"SATI-RA12-50","price":21.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973308485827,"sku":"SATI-RA12-100","price":33.65,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973308518595,"sku":"SATI-RA12-500","price":133.25,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973308551363,"sku":"SATI-RA12-1KG","price":205.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.2,5","offer_id":54971713028477,"sku":"SATI-RA12-2,5KG","price":468.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/BARBABIETOLA_ROSSA_DETROIT_-_SATIVA_ra12.jpg?v=1737555035"},{"product_id":"barbabietola-tonda-piatta-egiziana-sativa-ra14","title":"BARBABIETOLA TONDA PIATTA EGIZIANA - ra14","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cem\u003eBeta vulgaris conditiva\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cem\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Come tutte le barbabietole, quella rossa da orto deriva dalla specie selvatica Beta vulgaris che è originaria del bacino del Mediterraneo e delle regioni aride dell’Asia centrale e del Medio Oriente. Da queste zone si è diffusa verso Oriente e verso Occidente fino al Mare del Nord. E’ una specie divenuta molto adattabile grazie all’abilità dell’uomo che è riuscito a ottenere, con la selezione continua, molteplici e durevoli varietà. Già all’epoca degli antichi Greci e dei Romani si coltivavano la barbabietola rossa e quella bianca, piante allora utilizzate sia per l’alimentazione umana che come foraggio per gli animali. La varietà bianca divenne successivamente quella utilizzata per la produzione dello zucchero. Le diverse specie producono facilmente ibridi fra di loro, infatti in un campo di barbabietole da zucchero a polpa bianca, non è raro trovare alcune piante con la polpa rosa-chiara o zonata di rosso.\u003cbr\u003e Si differenzia dalla bietola da coste per la dimensione della radice, che può raggiungere 12 cm di diametro e per la forma delle foglie, provviste di un lungo picciolo; il lembo è liscio, spatoliforme, di colore verde o verde sfumato di rosso; la radice carnosa, globosa, rotonda, appiattita o cilindrica, ha una colorazione esterna rossa ed una polpa da rosa zonata di rosso a rosso-violaceo; la radice ingrossata prosegue con una radichetta sottile che non raggiunge grandi profondità.\u003cbr\u003e Le caratteristiche biologiche e riproduttive sono simili a quelle della bietola da coste.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/wp-content\/uploads\/barbabietola-rossa.jpg\"\u003e\u003cimg class=\" wp-image-5413 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/wp-content\/uploads\/barbabietola-rossa.jpg\" alt=\"barbabietola-rossa\" width=\"200\" height=\"150\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La barbabietola rossa o da orto, nome scientifico Beta vulgaris varietà esculenta, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee.\u003cbr\u003e Le cultivar vengono classificate in base alla forma della radice ed alla precocità del ciclo colturale (precoci, medio-precoci, medio-tardive).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eEsigenze pedoclimatiche\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La barbabietola da orto necessita di temperature superiori ai 5-6°C per crescere e può sopportare anche i -2°C. Nelle prime fasi di crescita è necessario prestare attenzione a temperature inferiori ai 10°C che se si protraggono per qualche settimana possono indurre a seme le piante. Utilizzando TNT (tessuto non tessuto) è possibile ottenere 2-3°C di differenza che consentono di evitare il rischio.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le semine hanno inizio da metà aprile e proseguono fino a tutto giugno: le piantine emergono dal suolo in 1-2 settimane. La distanza tra le file è di circa 40 cm, ma questa misura varia in funzione dell’attrezzo usato per il contenimento delle erbe spontanee. Nelle file è consigliabile distanziare le barbabietole di circa 10 cm per facilitare l’ingrossamento della radice. 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Fondamentale è non eccedere nelle quantità, lo scopo è mantenere il suolo umido e non impregnato onde evitare asfissie\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3507px; top: -3916px; position: absolute;\"\u003eShine from gray I \u003ca href=\"http:\/\/www.allprodetail.com\/kwf\/does-generic-cialis-work.php\"\u003edoes generic cialis work\u003c\/a\u003e acne last \u003ca href=\"http:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\"\u003ehttp:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\u003c\/a\u003e itchy worth who most \u003ca href=\"http:\/\/www.alanorr.co.uk\/eaa\/canadien-pharmacy.php\"\u003ealanorr.co.uk canadien pharmacy\u003c\/a\u003e squeezed doesn’t \u003ca href=\"http:\/\/transformingfinance.org.uk\/bsz\/compare-viagra-costs-50-mg\/\"\u003eglobal pharmacy coupons\u003c\/a\u003e strengthens love. 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La pianta potrebbe comunque andare in contro alla malattia fogliare più pericolosa tra le bietole: la Cercospora (Cercospora beticola), nota anche come “vaiolatura”,\u003cbr\u003eTra gli agenti che provocano marciumi alle radici ed al colletto nelle prime fasi di crescita si ricordano il Mal del piede (Phoma betae), Pythium e Rhizoctonia spp.. Per tutte vale soprattutto il principio di adottare lunghe rotazioni.\u003cbr\u003e Gravi danni sono prodotti anche da alcune virosi trasmesse per seme e da alcuni insetti vettori (Aphis fabae e Myzus persicae): Virus del giallume e Virus del mosaico.\u003cbr\u003e I parassiti che interessano la bietola con danni alle radici comprendono insetti polifagi (grillotalpe, nottue, elateridi), mentre sulle foglie producono danni afidi, l’Altica (Chaetocnema tibialis), la Mosca (Pegomya betae), il tripide degli orti (Thrips tabaci), il Ragnetto bimaculato (Tetranychus urticae). In quest’ultimo caso si consiglia l’uso di piretro per limitare il danno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La resa a mq è di circa 3 Kg di prodotto. La raccolta ha inizio quando il diametro delle radici è di 5-7 cm onde evitare indurimenti dei tessuti che compromettono le qualità organolettiche delle radici.\u003cbr\u003e Generalmente sono necessari 70-80 gg. dopo la semina (40-60 dopo il trapianto) perché le radici siano pronte per essere consumate, essa si protrae per circa 15-30 giorni.\u003cbr\u003e Per la conservazione è utile mantenere le radici “sporche” di terra eliminando la parte fogliare che può essere consumata cotta, poste in un luogo fresco ed asciutto possono mantenere le loro caratteristiche per 20-40 giorni.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e per circa il 90% da acqua, proteine, glucidi, fibra alimentare, vitamine e sali minerali quali il sodio, il potassio, il ferro, il calcio ed il fosforo.\u003cbr\u003e Tra le vitamine annoveriamo la vitamina B1, la B2, la B3, tracce di vitamina A e in ultimo la vitamina C. Il caratteristico colore rosso delle radici di questa barbabietola è dovuto alla presenza di un vero e proprio colorante naturale, l’E 162, che viene utilizzato nell’industria alimentare per migliorare l’aspetto di altri alimenti.\u003cbr\u003e La barbabietola rossa è altresì ricca di zuccheri e per questo motivo che i diabetici devono fare attenzione al modo ed ai dosaggi in cui la consumano.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Semina o trapianto in giorni di radice in luna discendente, cure colturali e raccolta in giorni di radice. Essendo una pianta rustica non si segnalano particolari strategie da usare con il metodo biodinamico: una buona rotazione, l’utilizzo di compost maturo ed una lavorazione superficiale che consenta l’ingresso di aria, luce, acqua e calore sono la base per una semplice ed efficace coltivazione.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"bustina","offer_id":42973326704835,"sku":"SATI-RA14","price":4.5,"currency_code":"EUR","in_stock":false},{"title":"gr.10","offer_id":42973326442691,"sku":"SATI-RA14-10","price":7.85,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973326475459,"sku":"SATI-RA14-25","price":13.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973326540995,"sku":"SATI-RA14-50","price":21.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973326573763,"sku":"SATI-RA14-100","price":33.65,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973326606531,"sku":"SATI-RA14-500","price":133.25,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973326672067,"sku":"SATI-RA14-1KG","price":205.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.2,5","offer_id":54971713913213,"sku":"SATI-RA14-2,5KG","price":468.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/575.jpg?v=1710419564"},{"product_id":"barbabietola-chioggia-sativa-ra15","title":"BARBABIETOLA CHIOGGIA- ra15","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eSpecie: \u003cem\u003eBeta vulgaris\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e Varietà: \u003cem\u003eesculenta\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e Famiglia: \u003cem\u003eChenopodiaecaeae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Come tutte le barbabietole, quella rossa da orto deriva dalla specie selvatica Beta vulgaris che è originaria del bacino del Mediterraneo e delle regioni aride dell’Asia centrale e del Medio Oriente. Da queste zone si è diffusa verso Oriente e verso Occidente fino al Mare del Nord. E’ una specie divenuta molto adattabile grazie all’abilità dell’uomo che è riuscito a ottenere, con la selezione continua, molteplici e durevoli varietà. Già all’epoca degli antichi Greci e dei Romani si coltivavano la barbabietola rossa e quella bianca, piante allora utilizzate sia per l’alimentazione umana che come foraggio per gli animali. La varietà bianca divenne successivamente quella utilizzata per la produzione dello zucchero. Le diverse specie producono facilmente ibridi fra di loro, infatti in un campo di barbabietole da zucchero a polpa bianca, non è raro trovare alcune piante con la polpa rosa-chiara o zonata di rosso.\u003cbr\u003e Si differenzia dalla bietola da coste per la dimensione della radice, che può raggiungere 12 cm di diametro e per la forma delle foglie, provviste di un lungo picciolo; il lembo è liscio, spatoliforme, di colore verde o verde sfumato di rosso; la radice carnosa, globosa, rotonda, appiattita o cilindrica, ha una colorazione esterna rossa ed una polpa da rosa zonata di rosso a rosso-violaceo; la radice ingrossata prosegue con una radichetta sottile che non raggiunge grandi profondità.\u003cbr\u003e Le caratteristiche biologiche e riproduttive sono simili a quelle della bietola da coste.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/wp-content\/uploads\/barbabietola-rossa.jpg\"\u003e\u003cimg class=\" wp-image-5413 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/wp-content\/uploads\/barbabietola-rossa.jpg\" alt=\"barbabietola-rossa\" width=\"200\" height=\"150\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La barbabietola rossa o da orto, nome scientifico Beta vulgaris varietà esculenta, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee.\u003cbr\u003e Le cultivar vengono classificate in base alla forma della radice ed alla precocità del ciclo colturale (precoci, medio-precoci, medio-tardive).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eEsigenze pedoclimatiche\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La barbabietola da orto necessita di temperature superiori ai 5-6°C per crescere e può sopportare anche i -2°C. Nelle prime fasi di crescita è necessario prestare attenzione a temperature inferiori ai 10°C che se si protraggono per qualche settimana possono indurre a seme le piante. Utilizzando TNT (tessuto non tessuto) è possibile ottenere 2-3°C di differenza che consentono di evitare il rischio.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le semine hanno inizio da metà aprile e proseguono fino a tutto giugno: le piantine emergono dal suolo in 1-2 settimane. La distanza tra le file è di circa 40 cm, ma questa misura varia in funzione dell’attrezzo usato per il contenimento delle erbe spontanee. Nelle file è consigliabile distanziare le barbabietole di circa 10 cm per facilitare l’ingrossamento della radice. E’ possibile eseguire anche il trapianto da effettuare nel medesimo periodo di semina.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Pianta rustica e poco esigente: basso-medio consumatore di azoto, basso consumatore in P e medio in K. Tutte le Chenopopdiacee sono “ingorde” consumatrici di azoto, ma un eccesso di nitrati nei vegetali compromette inutilmente la loro salubrità oltre ad essere superfluo per la coltivazione, inoltre una concimazione eccessiva di composti azotati può favorire attacchi da parte di insetti.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Non si segnalano specifici prodotti né per la difesa né per la concimazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure colturali ed irrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Dopo la semina il dirado viene effettuato quando le piantine raggiungono i 5-7 cm di altezza per favorire un armonioso sviluppo delle radici e delle piantine. Se si coltiva un suolo molto argilloso può essere utile una leggera rincalzatura, utile ad evitare che le radici tendano ad “uscire” in parte dal suolo compromettendo le caratteristiche qualitative del prodotto.\u003cbr\u003e Le irrigazioni devono essere costanti e frequenti (ogni 3-4 gg.) in particolare nei mesi più caldi ed asciutti dell’estate. Fondamentale è non eccedere nelle quantità, lo scopo è mantenere il suolo umido e non impregnato onde evitare asfissie\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3507px; top: -3916px; position: absolute;\"\u003eShine from gray I \u003ca href=\"http:\/\/www.allprodetail.com\/kwf\/does-generic-cialis-work.php\"\u003edoes generic cialis work\u003c\/a\u003e acne last \u003ca href=\"http:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\"\u003ehttp:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\u003c\/a\u003e itchy worth who most \u003ca href=\"http:\/\/www.alanorr.co.uk\/eaa\/canadien-pharmacy.php\"\u003ealanorr.co.uk canadien pharmacy\u003c\/a\u003e squeezed doesn’t \u003ca href=\"http:\/\/transformingfinance.org.uk\/bsz\/compare-viagra-costs-50-mg\/\"\u003eglobal pharmacy coupons\u003c\/a\u003e strengthens love. 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In quest’ultimo caso si consiglia l’uso di piretro per limitare il danno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La resa a mq è di circa 3 Kg di prodotto. 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Nelle prime fasi di crescita è necessario prestare attenzione a temperature inferiori ai 10°C che se si protraggono per qualche settimana possono indurre a seme le piante. Utilizzando TNT (tessuto non tessuto) è possibile ottenere 2-3°C di differenza che consentono di evitare il rischio.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le semine hanno inizio da metà aprile e proseguono fino a tutto giugno: le piantine emergono dal suolo in 1-2 settimane. La distanza tra le file è di circa 40 cm, ma questa misura varia in funzione dell’attrezzo usato per il contenimento delle erbe spontanee. Nelle file è consigliabile distanziare le barbabietole di circa 10 cm per facilitare l’ingrossamento della radice. E’ possibile eseguire anche il trapianto da effettuare nel medesimo periodo di semina.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Pianta rustica e poco esigente: basso-medio consumatore di azoto, basso consumatore in P e medio in K. Tutte le Chenopopdiacee sono “ingorde” consumatrici di azoto, ma un eccesso di nitrati nei vegetali compromette inutilmente la loro salubrità oltre ad essere superfluo per la coltivazione, inoltre una concimazione eccessiva di composti azotati può favorire attacchi da parte di insetti.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Non si segnalano specifici prodotti né per la difesa né per la concimazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure colturali ed irrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Dopo la semina il dirado viene effettuato quando le piantine raggiungono i 5-7 cm di altezza per favorire un armonioso sviluppo delle radici e delle piantine. Se si coltiva un suolo molto argilloso può essere utile una leggera rincalzatura, utile ad evitare che le radici tendano ad “uscire” in parte dal suolo compromettendo le caratteristiche qualitative del prodotto.\u003cbr\u003e Le irrigazioni devono essere costanti e frequenti (ogni 3-4 gg.) in particolare nei mesi più caldi ed asciutti dell’estate. Fondamentale è non eccedere nelle quantità, lo scopo è mantenere il suolo umido e non impregnato onde evitare asfissie\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3507px; top: -3916px; position: absolute;\"\u003eShine from gray I \u003ca href=\"http:\/\/www.allprodetail.com\/kwf\/does-generic-cialis-work.php\"\u003edoes generic cialis work\u003c\/a\u003e acne last \u003ca href=\"http:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\"\u003ehttp:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\u003c\/a\u003e itchy worth who most \u003ca href=\"http:\/\/www.alanorr.co.uk\/eaa\/canadien-pharmacy.php\"\u003ealanorr.co.uk canadien pharmacy\u003c\/a\u003e squeezed doesn’t \u003ca href=\"http:\/\/transformingfinance.org.uk\/bsz\/compare-viagra-costs-50-mg\/\"\u003eglobal pharmacy coupons\u003c\/a\u003e strengthens love. 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La pianta potrebbe comunque andare in contro alla malattia fogliare più pericolosa tra le bietole: la Cercospora (Cercospora beticola), nota anche come “vaiolatura”,\u003cbr\u003eTra gli agenti che provocano marciumi alle radici ed al colletto nelle prime fasi di crescita si ricordano il Mal del piede (Phoma betae), Pythium e Rhizoctonia spp.. Per tutte vale soprattutto il principio di adottare lunghe rotazioni.\u003cbr\u003e Gravi danni sono prodotti anche da alcune virosi trasmesse per seme e da alcuni insetti vettori (Aphis fabae e Myzus persicae): Virus del giallume e Virus del mosaico.\u003cbr\u003e I parassiti che interessano la bietola con danni alle radici comprendono insetti polifagi (grillotalpe, nottue, elateridi), mentre sulle foglie producono danni afidi, l’Altica (Chaetocnema tibialis), la Mosca (Pegomya betae), il tripide degli orti (Thrips tabaci), il Ragnetto bimaculato (Tetranychus urticae). In quest’ultimo caso si consiglia l’uso di piretro per limitare il danno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La resa a mq è di circa 3 Kg di prodotto. La raccolta ha inizio quando il diametro delle radici è di 5-7 cm onde evitare indurimenti dei tessuti che compromettono le qualità organolettiche delle radici.\u003cbr\u003e Generalmente sono necessari 70-80 gg. dopo la semina (40-60 dopo il trapianto) perché le radici siano pronte per essere consumate, essa si protrae per circa 15-30 giorni.\u003cbr\u003e Per la conservazione è utile mantenere le radici “sporche” di terra eliminando la parte fogliare che può essere consumata cotta, poste in un luogo fresco ed asciutto possono mantenere le loro caratteristiche per 20-40 giorni.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e per circa il 90% da acqua, proteine, glucidi, fibra alimentare, vitamine e sali minerali quali il sodio, il potassio, il ferro, il calcio ed il fosforo.\u003cbr\u003e Tra le vitamine annoveriamo la vitamina B1, la B2, la B3, tracce di vitamina A e in ultimo la vitamina C. Il caratteristico colore rosso delle radici di questa barbabietola è dovuto alla presenza di un vero e proprio colorante naturale, l’E 162, che viene utilizzato nell’industria alimentare per migliorare l’aspetto di altri alimenti.\u003cbr\u003e La barbabietola rossa è altresì ricca di zuccheri e per questo motivo che i diabetici devono fare attenzione al modo ed ai dosaggi in cui la consumano.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Semina o trapianto in giorni di radice in luna discendente, cure colturali e raccolta in giorni di radice. Essendo una pianta rustica non si segnalano particolari strategie da usare con il metodo biodinamico: una buona rotazione, l’utilizzo di compost maturo ed una lavorazione superficiale che consenta l’ingresso di aria, luce, acqua e calore sono la base per una semplice ed efficace coltivazione.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"bustina","offer_id":42973333946563,"sku":"SATI-RA18","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false},{"title":"gr.10","offer_id":42973333749955,"sku":"SATI-RA18-10","price":7.85,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973333782723,"sku":"SATI-RA18-25","price":13.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973333815491,"sku":"SATI-RA18-50","price":21.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973333848259,"sku":"SATI-RA18-100","price":33.65,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973333881027,"sku":"SATI-RA18-500","price":133.25,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.1","offer_id":42973333913795,"sku":"SATI-RA18-1KG","price":205.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"kg.2,5","offer_id":54971716632957,"sku":"SATI-RA18-2,5KG","price":468.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/580.jpg?v=1710419601"},{"product_id":"barbabietola-golden-sativa-ra16","title":"BARBABIETOLA GOLDEN - ra16","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eSpecie: \u003cem\u003eBeta vulgaris\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e Varietà: \u003cem\u003eesculenta\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e Famiglia: \u003cem\u003eChenopodiaecaeae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Come tutte le barbabietole, quella rossa da orto deriva dalla specie selvatica Beta vulgaris che è originaria del bacino del Mediterraneo e delle regioni aride dell’Asia centrale e del Medio Oriente. Da queste zone si è diffusa verso Oriente e verso Occidente fino al Mare del Nord. E’ una specie divenuta molto adattabile grazie all’abilità dell’uomo che è riuscito a ottenere, con la selezione continua, molteplici e durevoli varietà. Già all’epoca degli antichi Greci e dei Romani si coltivavano la barbabietola rossa e quella bianca, piante allora utilizzate sia per l’alimentazione umana che come foraggio per gli animali. La varietà bianca divenne successivamente quella utilizzata per la produzione dello zucchero. Le diverse specie producono facilmente ibridi fra di loro, infatti in un campo di barbabietole da zucchero a polpa bianca, non è raro trovare alcune piante con la polpa rosa-chiara o zonata di rosso.\u003cbr\u003e Si differenzia dalla bietola da coste per la dimensione della radice, che può raggiungere 12 cm di diametro e per la forma delle foglie, provviste di un lungo picciolo; il lembo è liscio, spatoliforme, di colore verde o verde sfumato di rosso; la radice carnosa, globosa, rotonda, appiattita o cilindrica, ha una colorazione esterna rossa ed una polpa da rosa zonata di rosso a rosso-violaceo; la radice ingrossata prosegue con una radichetta sottile che non raggiunge grandi profondità.\u003cbr\u003e Le caratteristiche biologiche e riproduttive sono simili a quelle della bietola da coste.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/wp-content\/uploads\/barbabietola-rossa.jpg\"\u003e\u003cimg class=\" wp-image-5413 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/wp-content\/uploads\/barbabietola-rossa.jpg\" alt=\"barbabietola-rossa\" width=\"200\" height=\"150\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La barbabietola rossa o da orto, nome scientifico Beta vulgaris varietà esculenta, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee.\u003cbr\u003e Le cultivar vengono classificate in base alla forma della radice ed alla precocità del ciclo colturale (precoci, medio-precoci, medio-tardive).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eEsigenze pedoclimatiche\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La barbabietola da orto necessita di temperature superiori ai 5-6°C per crescere e può sopportare anche i -2°C. Nelle prime fasi di crescita è necessario prestare attenzione a temperature inferiori ai 10°C che se si protraggono per qualche settimana possono indurre a seme le piante. Utilizzando TNT (tessuto non tessuto) è possibile ottenere 2-3°C di differenza che consentono di evitare il rischio.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le semine hanno inizio da metà aprile e proseguono fino a tutto giugno: le piantine emergono dal suolo in 1-2 settimane. La distanza tra le file è di circa 40 cm, ma questa misura varia in funzione dell’attrezzo usato per il contenimento delle erbe spontanee. Nelle file è consigliabile distanziare le barbabietole di circa 10 cm per facilitare l’ingrossamento della radice. E’ possibile eseguire anche il trapianto da effettuare nel medesimo periodo di semina.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Pianta rustica e poco esigente: basso-medio consumatore di azoto, basso consumatore in P e medio in K. Tutte le Chenopopdiacee sono “ingorde” consumatrici di azoto, ma un eccesso di nitrati nei vegetali compromette inutilmente la loro salubrità oltre ad essere superfluo per la coltivazione, inoltre una concimazione eccessiva di composti azotati può favorire attacchi da parte di insetti.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Non si segnalano specifici prodotti né per la difesa né per la concimazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure colturali ed irrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Dopo la semina il dirado viene effettuato quando le piantine raggiungono i 5-7 cm di altezza per favorire un armonioso sviluppo delle radici e delle piantine. Se si coltiva un suolo molto argilloso può essere utile una leggera rincalzatura, utile ad evitare che le radici tendano ad “uscire” in parte dal suolo compromettendo le caratteristiche qualitative del prodotto.\u003cbr\u003e Le irrigazioni devono essere costanti e frequenti (ogni 3-4 gg.) in particolare nei mesi più caldi ed asciutti dell’estate. Fondamentale è non eccedere nelle quantità, lo scopo è mantenere il suolo umido e non impregnato onde evitare asfissie\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3507px; top: -3916px; position: absolute;\"\u003eShine from gray I \u003ca href=\"http:\/\/www.allprodetail.com\/kwf\/does-generic-cialis-work.php\"\u003edoes generic cialis work\u003c\/a\u003e acne last \u003ca href=\"http:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\"\u003ehttp:\/\/spnam2013.org\/rpx\/buy-qsymia-online-canada\u003c\/a\u003e itchy worth who most \u003ca href=\"http:\/\/www.alanorr.co.uk\/eaa\/canadien-pharmacy.php\"\u003ealanorr.co.uk canadien pharmacy\u003c\/a\u003e squeezed doesn’t \u003ca href=\"http:\/\/transformingfinance.org.uk\/bsz\/compare-viagra-costs-50-mg\/\"\u003eglobal pharmacy coupons\u003c\/a\u003e strengthens love. 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In quest’ultimo caso si consiglia l’uso di piretro per limitare il danno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La resa a mq è di circa 3 Kg di prodotto. 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Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso.\u003cbr\u003e La parte edule viene chiamata dai vari studiosi corimbo, pomo, cespo, capolino, fiore, pane, palla, testa, infiorescenza, falsa infiorescenza, gemma apicale ipertrofizzata o sferoide compatto. Il corimbo è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003e L’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/cavolfiore.jpg\"\u003e\u003cimg class=\" wp-image-304 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/cavolfiore.jpg\" alt=\"cavolfiore\" width=\"224\" height=\"240\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eORIGINE E DIFFUSIONE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il Cavolfiore (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. botrytis L.) è una tra le crucifere più coltivate in Italia, diffusa soprattutto nelle regioni centro-meridionali e precisamente in Campania, Marche, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia. La sua origine è piuttosto incerta. Il nome deriva dal latino “caulis” (fusto, cavolo) e “floris” (fiore). In Italia si affermò prima in Toscana, come testimoniano alcuni quadri Medicei dei primi del Settecento dove è ritratto un cavolfiore proveniente dalla zona di Arezzo che viene offerto in dono a Cosimo III. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l’India, la Cina, la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti.\u003cbr\u003e Il cavolfiore viene utilizzato sia allo stato fresco che surgelato, disidratato e sottaceto.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e ESIGENZE PEDOCLIMATICHE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige le zone a clima fresco e umido. Il fattore climatico più importante è la temperatura, sia durante la fase di transizione da vegetativa a riproduttiva che prima e dopo di essa. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C. Con temperature superiori a 20°C il passaggio alla fase riproduttiva è ritardato e la qualità dei corimbi diviene scadente. Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003e Richiede terreni di medio impasto e un elevato livello idrico dello strato interessato dalle radici. L’evapotraspirazione è elevata anche per la notevole superficie traspirante dell’apparato fogliare.\u003cbr\u003e La coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCULTIVAR\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è necessario però per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003e In commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali, altre per libera impollinazione  e ibridi F1.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTEMPI DI SEMINA E TRAPIANTO\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e E’ considerata una coltura da rinnovo (intercalare) e può seguire il grano o gli ortaggi come la fava, il pisello, la carota e la patata. Può anche essere intercalato tra grano e pomodoro, utilizzando cultivar a ciclo breve.\u003cbr\u003e E’ da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, in particolare se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in appositi contenitori, successivamente trapiantate (da luglio a tutto settembre). La vernalizzazione delle piantine (15-20 giorni a 2°C) sembra favorire la concentrazione del periodo di raccolta.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLAVORAZIONI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Non necessita di particolari lavorazioni, la sua rusticità le permette di crescere anche in mezzo ai prati, basta una lavorazione superficiale del terreno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFERTILIZZAZIONE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il Cavolfiore necessita di buona dotazione di sostanza organica, a titolo informativo possiamo dire che in media necessita di circa 130 unità di azoto per ha, 40 di fosforo e 140 di potassio.\u003cbr\u003e Sono utili apporti di letame compostato, concimi organici pellettati, compost vegetale, polvere di roccia,  fosfato tenero. Come tutte le crucifere apprezzano la presenza di calcio, tale elemento lo si può apportare con farina di roccia calcarea o con litotamnio.\u003cbr\u003e In agricoltura Biodinamica ottimo è l’uso del preparato 500.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCURE COLTURALI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La lotta alle malerbe si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003e Necessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCONSOCIAZIONI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e E’ utile consociare il Cavolfiore con: Barbabietole, Fagioli, Fragole, Lattuga, Piselli, Pomodori, Porri, Spinaci, Ravanelli, sedano.\u003cbr\u003e Non apprezza la consociazione con Aglio, Cipolle e Patate\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAVVERSITA’\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eTra i parassiti che colpiscono il Cavolfiore ricordiamo:\u003cbr\u003e Crittogame:\u003cbr\u003e -Alternariosi (Alternaria brassicae);\u003cbr\u003e– Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae);\u003cbr\u003e– Marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam);\u003cbr\u003e– Micosferella del cavolo (Mycosphaerella brassicicola);\u003cbr\u003e– Ruggine bianca (Albugo candiada);\u003cbr\u003e– Peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica);\u003cbr\u003e Batteriosi:\u003cbr\u003e– (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora);\u003cbr\u003e Insetti:\u003cbr\u003e– Afidi (Myzus persicae) (Brevicoryne brassicae);\u003cbr\u003e– Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae);\u003cbr\u003e– Elateridi (Agriotes spp.);\u003cbr\u003e– Altica (Phyllotreta spp.);\u003cbr\u003e– Punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.);\u003cbr\u003e– Mosca del cavolo (Delia radicum).\u003cbr\u003e Inoltre vengono segnalati danni da nematodi, chiocciole e roditori.\u003cbr\u003e I cavolfiori possono subire alterazioni di natura diversa. Fra queste si ricorda la peluria, che consiste in un precoce passaggio dei meristemi apicali del corimbo in strutture fiorali. Esistono notevoli differenze tra le cultivar e viene attribuita a temperature elevate, accrescimento rapido, eccesso di azoto ed elevata umidità dell’aria. La “bottonatura” , che consiste in un prematuro passaggio dalla fase vegetativa a quella riproduttiva e influisce sull’accrescimento delle piante , che rimangono molto più piccole, compreso il corimbo, che non risulta commerciabile. Tale fenomeno è fortemente infulenzato dalle condizioni in cui viene allevata la pianta; in particolare ne favoriscono la comparsa il trapianto con piantine di grosse dimensioni, temperature basse ed ambiente umido o molto secco, cattive condizioni del terreno (compresa la salinità), scarsezza di azoto, presenza di un numero eccessivo di malerbe. La virescenza o frodescenza, cioè la comparsa di foglioline sulla superficie del corimbo, è dovuta al ritorno alla fase vegetativa mentre era in atto quella riproduttiva. E’ favorita dal verificarsi di temperature superiori a 15-18°C, anche se esiste una notevole variabilità tra le cultivar. Spesso si notano anche piante senza corimbo, i cosiddetti cavolfiori ciechi o atrofici. Tali piante possiedono foglie più spesse e più consistenti del solito, un po’ curve e qualche volta con la lamina che spesso è ridotta alla nervatura centrale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003ePRODUZIONE E RACCOLTA\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La raccolta è scalare va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003e I corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Le dimensioni e il peso dei corimbi variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg. Dopo il taglio deve essere evitata l’esposizione ai raggi del sole per evitare la comparsa di colori indesiderati.\u003cbr\u003e La produzione ad ettaro di corimbi defogliati dipende dalle dimensioni di questi ultimi e può variare da 100 a oltre 400 quintali\u003cbr\u003e Il cavolfiore è un prodotto facilmente deperibile a causa della più o meno intensa attività respiratoria che provoca un rapido appassimento del prodotto.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eUSI ALIMENTARI E VALORI NUTRIZIONALI \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%) ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e (25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione.\u003cbr\u003e Per i suoi effetti di ricostruzione vitaminica, rimineralizzante, e soprattutto promotrice il movimento intestinale svolge azione preventiva di molti tumori (soprattutto intestinali), e costituendo massa diluente e tampone chimico, combatte le ulcere gastro duodenali. Per la netta azione osmotica delle foglie fresche, queste sono usate per disinfiammare le contusioni.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eI più importanti composti minerali contenuti sono zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio, selenio, magnesio. Tutti i cavoli (soprattutto se freschi) sono ricchi di vitamine, soprattutto vitamina B1, e vitamina C.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eQuasi tutte le crucifere, (famiglia a cui appartiene anche il cavolo), hanno mostrato una straordinaria capacità di raccogliere, e fissare nei propri tessuti, i minerali contenuti nel suolo, spesso essenziali per l’alimentazione umana, ma anche metalli pesanti, che spesso sono tossici, quali cromo, piombo, arsenico, cadmio.\u003cbr\u003e Per tale uso sono state usate coltivazioni di altre piante di tale famiglia su suoli inquinati da tali metalli, per depurarli; i metalli pesanti sono poi estratti e concentrati.\u003cbr\u003e Coltivando piante di cavolo a scopo alimentare è bene assicurarsi che i suoli non siano inquinati da tali metalli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCURIOSITA’\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eQuando vengono cotti, tutti i cavoli emanano un cattivo odore perché sono ricchi di composti di zolfo, che vengono liberati dalla cottura.\u003cbr\u003e Tuttavia tutti i cavoli contengono anche sostanze nutrizionalmente molto utili, che sembra abbiano addirittura una funzione di prevenzione del cancro e che si disperdono con la cottura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePer tale motivo, i ricercatori suggeriscono di cuocerli nella pentola a pressione, in modo da ridurre sia il tempo di cottura e la perdita di tali sostanze, sia la diffusione di cattivi odori.\u003cbr\u003e E molto utile, nei casi in cui è possibile, usare i cavolfiori non cotti, dato che contengono in condizione non modificata sostanze utili (anche composti dello zolfo), e vitamine, infatti alcune vitamine (come la vitamina C), si degradano con la cottura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eCon la scoperta dell’America iniziò l’epoca dei viaggi navali su lunghe distanze, tale fatto pose una drammatica questione: come contrastare lo scorbuto. Con la navigazione costiera, la assenza da terra ricorreva solo per pochi giorni, ed il cibo fresco durava abbastanza bene per tale periodo, non si erano mai verificati casi di malattia particolari.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eInvece navigando per lunghi periodi senza toccare terra, e senza cibi freschi, si mostrarono subito, nei marinai, gravissimi problemi di tipo organico, nervoso, gastrico, rivelatesi poi come “carenza di vitamina C”, (le scorte di vitamina dell’organismo, se non ri-alimentate si esauriscono piuttosto rapidamente). Si notò che tali sintomi, che portavano alla morte certa, erano scongiurati se nella dieta erano presenti agrumi, ma soprattutto cavoli, (reperibili con facilità anche nei paesi nordici).\u003cbr\u003e Ben presto tutte le navi oceaniche ebbero a bordo una grossa scorta di cavoli freschi, che permetteva, grazie a quella verdura fresca, ricca di vitamina C (la vitamina C si degrada con la cottura), di poter fare viaggi di molte settimane senza toccare terra. Nella soste a terra, in qualsiasi posto del mondo, erano poi ricercati i cavoli, (o piante analoghe della stessa famiglia), o agrumi, secondo la latitudine) per ricostruire le scorte. Grazie ai cavoli ed agli agrumi la colonizzazione giunse rapidamente in ogni angolo del mondo.\u003cbr\u003e Sempre grazie alle scorte di cavoli divennero possibili nel 1700 e 1800 le campagne di pesca di mesi in mare aperto delle navi baleniere, che in poche decine di anni provocarono lo sterminio di cetacei e di foche raggiungendo tutti i distretti degli oceani del pianeta.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBIODINAMICA\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIndispensabile utilizzare il preparato 500 associandolo ad un sovescio misto, data l’avidità di calcio è utile utilizzare pure il preparato 505 che coniene appunto Calcio e zolfo.\u003cbr\u003e Irrorazioni fogliari con il corno silice 501 contribuiscono a stimolare le difese della pianta scongiurando malattie.\u003cbr\u003e USO DEL CALENDARIO BIODINAMICO\u003cbr\u003e Le semine si fanno in semenzaio da maggio a luglio e si trapianta dopo circa 40 giorni a distanza di 50- 60 cm.\u003cbr\u003e Nel calendario biodinamico,  nel quale sono specificati i giorni ARIA, ACQUA , LUCE e TERRA ossia quando ha maggior effetto quel tipo di lavorazione poichè viene favorita la parte di pianta che  interessa nella specifica coltura. Così i giorni acqua favoriscono la parte foglia della pianta , i giorni terra le radici, i giorni aria\/luce i fiori ed i giorni luce i frutti.\u003cbr\u003e In base a queste indicazioni i cavolfiori prediligono le semine nei giorni aria ( organo fiori).\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973433725123,"sku":"SATI-KO12-1","price":9.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973433757891,"sku":"SATI-KO12-2,5","price":22.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973433790659,"sku":"SATI-KO12-5","price":35.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973433823427,"sku":"SATI-KO12-10","price":69.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973433856195,"sku":"SATI-KO12-25","price":148.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973433888963,"sku":"SATI-KO12-50","price":277.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973433921731,"sku":"SATI-KO12","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false},{"title":"gr. 100","offer_id":55377693114749,"sku":"SATI-KO12-100","price":517.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/665.jpg?v=1710420209"},{"product_id":"cavolfiore-tabiro-ks-sativa-ko14","title":"CAVOLFIORE TABIRO KS  - ko14","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolfiore, pianta erbacea biennale, presenta una radice fittonante non molto profonda. Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso.\u003cbr\u003e La parte edule viene chiamata dai vari studiosi corimbo, pomo, cespo, capolino, fiore, pane, palla, testa, infiorescenza, falsa infiorescenza, gemma apicale ipertrofizzata o sferoide compatto. Il corimbo è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003e L’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/cavolfiore.jpg\"\u003e\u003cimg class=\" wp-image-304 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/cavolfiore.jpg\" alt=\"cavolfiore\" width=\"224\" height=\"240\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eORIGINE E DIFFUSIONE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il Cavolfiore (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. botrytis L.) è una tra le crucifere più coltivate in Italia, diffusa soprattutto nelle regioni centro-meridionali e precisamente in Campania, Marche, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia. La sua origine è piuttosto incerta. Il nome deriva dal latino “caulis” (fusto, cavolo) e “floris” (fiore). In Italia si affermò prima in Toscana, come testimoniano alcuni quadri Medicei dei primi del Settecento dove è ritratto un cavolfiore proveniente dalla zona di Arezzo che viene offerto in dono a Cosimo III. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l’India, la Cina, la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti.\u003cbr\u003e Il cavolfiore viene utilizzato sia allo stato fresco che surgelato, disidratato e sottaceto.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e ESIGENZE PEDOCLIMATICHE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige le zone a clima fresco e umido. Il fattore climatico più importante è la temperatura, sia durante la fase di transizione da vegetativa a riproduttiva che prima e dopo di essa. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C. Con temperature superiori a 20°C il passaggio alla fase riproduttiva è ritardato e la qualità dei corimbi diviene scadente. Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003e Richiede terreni di medio impasto e un elevato livello idrico dello strato interessato dalle radici. L’evapotraspirazione è elevata anche per la notevole superficie traspirante dell’apparato fogliare.\u003cbr\u003e La coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCULTIVAR\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è necessario però per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003e In commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali, altre per libera impollinazione  e ibridi F1.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTEMPI DI SEMINA E TRAPIANTO\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e E’ considerata una coltura da rinnovo (intercalare) e può seguire il grano o gli ortaggi come la fava, il pisello, la carota e la patata. Può anche essere intercalato tra grano e pomodoro, utilizzando cultivar a ciclo breve.\u003cbr\u003e E’ da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, in particolare se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in appositi contenitori, successivamente trapiantate (da luglio a tutto settembre). La vernalizzazione delle piantine (15-20 giorni a 2°C) sembra favorire la concentrazione del periodo di raccolta.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLAVORAZIONI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Non necessita di particolari lavorazioni, la sua rusticità le permette di crescere anche in mezzo ai prati, basta una lavorazione superficiale del terreno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFERTILIZZAZIONE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il Cavolfiore necessita di buona dotazione di sostanza organica, a titolo informativo possiamo dire che in media necessita di circa 130 unità di azoto per ha, 40 di fosforo e 140 di potassio.\u003cbr\u003e Sono utili apporti di letame compostato, concimi organici pellettati, compost vegetale, polvere di roccia,  fosfato tenero. Come tutte le crucifere apprezzano la presenza di calcio, tale elemento lo si può apportare con farina di roccia calcarea o con litotamnio.\u003cbr\u003e In agricoltura Biodinamica ottimo è l’uso del preparato 500.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCURE COLTURALI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La lotta alle malerbe si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003e Necessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCONSOCIAZIONI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e E’ utile consociare il Cavolfiore con: Barbabietole, Fagioli, Fragole, Lattuga, Piselli, Pomodori, Porri, Spinaci, Ravanelli, sedano.\u003cbr\u003e Non apprezza la consociazione con Aglio, Cipolle e Patate\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAVVERSITA’\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eTra i parassiti che colpiscono il Cavolfiore ricordiamo:\u003cbr\u003e Crittogame:\u003cbr\u003e -Alternariosi (Alternaria brassicae);\u003cbr\u003e– Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae);\u003cbr\u003e– Marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam);\u003cbr\u003e– Micosferella del cavolo (Mycosphaerella brassicicola);\u003cbr\u003e– Ruggine bianca (Albugo candiada);\u003cbr\u003e– Peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica);\u003cbr\u003e Batteriosi:\u003cbr\u003e– (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora);\u003cbr\u003e Insetti:\u003cbr\u003e– Afidi (Myzus persicae) (Brevicoryne brassicae);\u003cbr\u003e– Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae);\u003cbr\u003e– Elateridi (Agriotes spp.);\u003cbr\u003e– Altica (Phyllotreta spp.);\u003cbr\u003e– Punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.);\u003cbr\u003e– Mosca del cavolo (Delia radicum).\u003cbr\u003e Inoltre vengono segnalati danni da nematodi, chiocciole e roditori.\u003cbr\u003e I cavolfiori possono subire alterazioni di natura diversa. Fra queste si ricorda la peluria, che consiste in un precoce passaggio dei meristemi apicali del corimbo in strutture fiorali. Esistono notevoli differenze tra le cultivar e viene attribuita a temperature elevate, accrescimento rapido, eccesso di azoto ed elevata umidità dell’aria. La “bottonatura” , che consiste in un prematuro passaggio dalla fase vegetativa a quella riproduttiva e influisce sull’accrescimento delle piante , che rimangono molto più piccole, compreso il corimbo, che non risulta commerciabile. Tale fenomeno è fortemente infulenzato dalle condizioni in cui viene allevata la pianta; in particolare ne favoriscono la comparsa il trapianto con piantine di grosse dimensioni, temperature basse ed ambiente umido o molto secco, cattive condizioni del terreno (compresa la salinità), scarsezza di azoto, presenza di un numero eccessivo di malerbe. La virescenza o frodescenza, cioè la comparsa di foglioline sulla superficie del corimbo, è dovuta al ritorno alla fase vegetativa mentre era in atto quella riproduttiva. E’ favorita dal verificarsi di temperature superiori a 15-18°C, anche se esiste una notevole variabilità tra le cultivar. Spesso si notano anche piante senza corimbo, i cosiddetti cavolfiori ciechi o atrofici. Tali piante possiedono foglie più spesse e più consistenti del solito, un po’ curve e qualche volta con la lamina che spesso è ridotta alla nervatura centrale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003ePRODUZIONE E RACCOLTA\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La raccolta è scalare va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003e I corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Le dimensioni e il peso dei corimbi variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg. Dopo il taglio deve essere evitata l’esposizione ai raggi del sole per evitare la comparsa di colori indesiderati.\u003cbr\u003e La produzione ad ettaro di corimbi defogliati dipende dalle dimensioni di questi ultimi e può variare da 100 a oltre 400 quintali\u003cbr\u003e Il cavolfiore è un prodotto facilmente deperibile a causa della più o meno intensa attività respiratoria che provoca un rapido appassimento del prodotto.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eUSI ALIMENTARI E VALORI NUTRIZIONALI \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%) ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e (25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione.\u003cbr\u003e Per i suoi effetti di ricostruzione vitaminica, rimineralizzante, e soprattutto promotrice il movimento intestinale svolge azione preventiva di molti tumori (soprattutto intestinali), e costituendo massa diluente e tampone chimico, combatte le ulcere gastro duodenali. Per la netta azione osmotica delle foglie fresche, queste sono usate per disinfiammare le contusioni.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eI più importanti composti minerali contenuti sono zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio, selenio, magnesio. Tutti i cavoli (soprattutto se freschi) sono ricchi di vitamine, soprattutto vitamina B1, e vitamina C.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eQuasi tutte le crucifere, (famiglia a cui appartiene anche il cavolo), hanno mostrato una straordinaria capacità di raccogliere, e fissare nei propri tessuti, i minerali contenuti nel suolo, spesso essenziali per l’alimentazione umana, ma anche metalli pesanti, che spesso sono tossici, quali cromo, piombo, arsenico, cadmio.\u003cbr\u003e Per tale uso sono state usate coltivazioni di altre piante di tale famiglia su suoli inquinati da tali metalli, per depurarli; i metalli pesanti sono poi estratti e concentrati.\u003cbr\u003e Coltivando piante di cavolo a scopo alimentare è bene assicurarsi che i suoli non siano inquinati da tali metalli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCURIOSITA’\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eQuando vengono cotti, tutti i cavoli emanano un cattivo odore perché sono ricchi di composti di zolfo, che vengono liberati dalla cottura.\u003cbr\u003e Tuttavia tutti i cavoli contengono anche sostanze nutrizionalmente molto utili, che sembra abbiano addirittura una funzione di prevenzione del cancro e che si disperdono con la cottura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePer tale motivo, i ricercatori suggeriscono di cuocerli nella pentola a pressione, in modo da ridurre sia il tempo di cottura e la perdita di tali sostanze, sia la diffusione di cattivi odori.\u003cbr\u003e E molto utile, nei casi in cui è possibile, usare i cavolfiori non cotti, dato che contengono in condizione non modificata sostanze utili (anche composti dello zolfo), e vitamine, infatti alcune vitamine (come la vitamina C), si degradano con la cottura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eCon la scoperta dell’America iniziò l’epoca dei viaggi navali su lunghe distanze, tale fatto pose una drammatica questione: come contrastare lo scorbuto. Con la navigazione costiera, la assenza da terra ricorreva solo per pochi giorni, ed il cibo fresco durava abbastanza bene per tale periodo, non si erano mai verificati casi di malattia particolari.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eInvece navigando per lunghi periodi senza toccare terra, e senza cibi freschi, si mostrarono subito, nei marinai, gravissimi problemi di tipo organico, nervoso, gastrico, rivelatesi poi come “carenza di vitamina C”, (le scorte di vitamina dell’organismo, se non ri-alimentate si esauriscono piuttosto rapidamente). Si notò che tali sintomi, che portavano alla morte certa, erano scongiurati se nella dieta erano presenti agrumi, ma soprattutto cavoli, (reperibili con facilità anche nei paesi nordici).\u003cbr\u003e Ben presto tutte le navi oceaniche ebbero a bordo una grossa scorta di cavoli freschi, che permetteva, grazie a quella verdura fresca, ricca di vitamina C (la vitamina C si degrada con la cottura), di poter fare viaggi di molte settimane senza toccare terra. Nella soste a terra, in qualsiasi posto del mondo, erano poi ricercati i cavoli, (o piante analoghe della stessa famiglia), o agrumi, secondo la latitudine) per ricostruire le scorte. Grazie ai cavoli ed agli agrumi la colonizzazione giunse rapidamente in ogni angolo del mondo.\u003cbr\u003e Sempre grazie alle scorte di cavoli divennero possibili nel 1700 e 1800 le campagne di pesca di mesi in mare aperto delle navi baleniere, che in poche decine di anni provocarono lo sterminio di cetacei e di foche raggiungendo tutti i distretti degli oceani del pianeta.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBIODINAMICA\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIndispensabile utilizzare il preparato 500 associandolo ad un sovescio misto, data l’avidità di calcio è utile utilizzare pure il preparato 505 che coniene appunto Calcio e zolfo.\u003cbr\u003e Irrorazioni fogliari con il corno silice 501 contribuiscono a stimolare le difese della pianta scongiurando malattie.\u003cbr\u003e USO DEL CALENDARIO BIODINAMICO\u003cbr\u003e Le semine si fanno in semenzaio da maggio a luglio e si trapianta dopo circa 40 giorni a distanza di 50- 60 cm.\u003cbr\u003e Nel calendario biodinamico,  nel quale sono specificati i giorni ARIA, ACQUA , LUCE e TERRA ossia quando ha maggior effetto quel tipo di lavorazione poichè viene favorita la parte di pianta che  interessa nella specifica coltura. Così i giorni acqua favoriscono la parte foglia della pianta , i giorni terra le radici, i giorni aria\/luce i fiori ed i giorni luce i frutti.\u003cbr\u003e In base a queste indicazioni i cavolfiori prediligono le semine nei giorni aria ( organo fiori).\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973436346563,"sku":"SATI-KO14-1","price":12.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973436379331,"sku":"SATI-KO14-2,5","price":25.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973436412099,"sku":"SATI-KO14-5","price":47.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973436444867,"sku":"SATI-KO14-10","price":91.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973436477635,"sku":"SATI-KO14-25","price":192.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973436510403,"sku":"SATI-KO14-50","price":369.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973436543171,"sku":"SATI-KO14","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/666.jpg?v=1710420220"},{"product_id":"cavolfiore-goodman-sativa-ko16","title":"CAVOLFIORE GOODMAN - ko16","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolfiore, pianta erbacea biennale, presenta una radice fittonante non molto profonda. Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso.\u003cbr\u003e La parte edule viene chiamata dai vari studiosi corimbo, pomo, cespo, capolino, fiore, pane, palla, testa, infiorescenza, falsa infiorescenza, gemma apicale ipertrofizzata o sferoide compatto. Il corimbo è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003e L’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/cavolfiore.jpg\"\u003e\u003cimg class=\" wp-image-304 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/cavolfiore.jpg\" alt=\"cavolfiore\" width=\"224\" height=\"240\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eORIGINE E DIFFUSIONE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il Cavolfiore (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. botrytis L.) è una tra le crucifere più coltivate in Italia, diffusa soprattutto nelle regioni centro-meridionali e precisamente in Campania, Marche, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia. La sua origine è piuttosto incerta. Il nome deriva dal latino “caulis” (fusto, cavolo) e “floris” (fiore). In Italia si affermò prima in Toscana, come testimoniano alcuni quadri Medicei dei primi del Settecento dove è ritratto un cavolfiore proveniente dalla zona di Arezzo che viene offerto in dono a Cosimo III. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l’India, la Cina, la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti.\u003cbr\u003e Il cavolfiore viene utilizzato sia allo stato fresco che surgelato, disidratato e sottaceto.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e ESIGENZE PEDOCLIMATICHE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige le zone a clima fresco e umido. Il fattore climatico più importante è la temperatura, sia durante la fase di transizione da vegetativa a riproduttiva che prima e dopo di essa. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C. Con temperature superiori a 20°C il passaggio alla fase riproduttiva è ritardato e la qualità dei corimbi diviene scadente. Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003e Richiede terreni di medio impasto e un elevato livello idrico dello strato interessato dalle radici. L’evapotraspirazione è elevata anche per la notevole superficie traspirante dell’apparato fogliare.\u003cbr\u003e La coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCULTIVAR\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è necessario però per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003e In commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali, altre per libera impollinazione  e ibridi F1.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTEMPI DI SEMINA E TRAPIANTO\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e E’ considerata una coltura da rinnovo (intercalare) e può seguire il grano o gli ortaggi come la fava, il pisello, la carota e la patata. Può anche essere intercalato tra grano e pomodoro, utilizzando cultivar a ciclo breve.\u003cbr\u003e E’ da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, in particolare se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in appositi contenitori, successivamente trapiantate (da luglio a tutto settembre). La vernalizzazione delle piantine (15-20 giorni a 2°C) sembra favorire la concentrazione del periodo di raccolta.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLAVORAZIONI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Non necessita di particolari lavorazioni, la sua rusticità le permette di crescere anche in mezzo ai prati, basta una lavorazione superficiale del terreno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFERTILIZZAZIONE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il Cavolfiore necessita di buona dotazione di sostanza organica, a titolo informativo possiamo dire che in media necessita di circa 130 unità di azoto per ha, 40 di fosforo e 140 di potassio.\u003cbr\u003e Sono utili apporti di letame compostato, concimi organici pellettati, compost vegetale, polvere di roccia,  fosfato tenero. Come tutte le crucifere apprezzano la presenza di calcio, tale elemento lo si può apportare con farina di roccia calcarea o con litotamnio.\u003cbr\u003e In agricoltura Biodinamica ottimo è l’uso del preparato 500.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCURE COLTURALI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La lotta alle malerbe si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003e Necessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCONSOCIAZIONI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e E’ utile consociare il Cavolfiore con: Barbabietole, Fagioli, Fragole, Lattuga, Piselli, Pomodori, Porri, Spinaci, Ravanelli, sedano.\u003cbr\u003e Non apprezza la consociazione con Aglio, Cipolle e Patate\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAVVERSITA’\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eTra i parassiti che colpiscono il Cavolfiore ricordiamo:\u003cbr\u003e Crittogame:\u003cbr\u003e -Alternariosi (Alternaria brassicae);\u003cbr\u003e– Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae);\u003cbr\u003e– Marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam);\u003cbr\u003e– Micosferella del cavolo (Mycosphaerella brassicicola);\u003cbr\u003e– Ruggine bianca (Albugo candiada);\u003cbr\u003e– Peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica);\u003cbr\u003e Batteriosi:\u003cbr\u003e– (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora);\u003cbr\u003e Insetti:\u003cbr\u003e– Afidi (Myzus persicae) (Brevicoryne brassicae);\u003cbr\u003e– Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae);\u003cbr\u003e– Elateridi (Agriotes spp.);\u003cbr\u003e– Altica (Phyllotreta spp.);\u003cbr\u003e– Punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.);\u003cbr\u003e– Mosca del cavolo (Delia radicum).\u003cbr\u003e Inoltre vengono segnalati danni da nematodi, chiocciole e roditori.\u003cbr\u003e I cavolfiori possono subire alterazioni di natura diversa. Fra queste si ricorda la peluria, che consiste in un precoce passaggio dei meristemi apicali del corimbo in strutture fiorali. Esistono notevoli differenze tra le cultivar e viene attribuita a temperature elevate, accrescimento rapido, eccesso di azoto ed elevata umidità dell’aria. La “bottonatura” , che consiste in un prematuro passaggio dalla fase vegetativa a quella riproduttiva e influisce sull’accrescimento delle piante , che rimangono molto più piccole, compreso il corimbo, che non risulta commerciabile. Tale fenomeno è fortemente infulenzato dalle condizioni in cui viene allevata la pianta; in particolare ne favoriscono la comparsa il trapianto con piantine di grosse dimensioni, temperature basse ed ambiente umido o molto secco, cattive condizioni del terreno (compresa la salinità), scarsezza di azoto, presenza di un numero eccessivo di malerbe. La virescenza o frodescenza, cioè la comparsa di foglioline sulla superficie del corimbo, è dovuta al ritorno alla fase vegetativa mentre era in atto quella riproduttiva. E’ favorita dal verificarsi di temperature superiori a 15-18°C, anche se esiste una notevole variabilità tra le cultivar. Spesso si notano anche piante senza corimbo, i cosiddetti cavolfiori ciechi o atrofici. Tali piante possiedono foglie più spesse e più consistenti del solito, un po’ curve e qualche volta con la lamina che spesso è ridotta alla nervatura centrale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003ePRODUZIONE E RACCOLTA\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La raccolta è scalare va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003e I corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Le dimensioni e il peso dei corimbi variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg. Dopo il taglio deve essere evitata l’esposizione ai raggi del sole per evitare la comparsa di colori indesiderati.\u003cbr\u003e La produzione ad ettaro di corimbi defogliati dipende dalle dimensioni di questi ultimi e può variare da 100 a oltre 400 quintali\u003cbr\u003e Il cavolfiore è un prodotto facilmente deperibile a causa della più o meno intensa attività respiratoria che provoca un rapido appassimento del prodotto.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eUSI ALIMENTARI E VALORI NUTRIZIONALI \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%) ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e (25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione.\u003cbr\u003e Per i suoi effetti di ricostruzione vitaminica, rimineralizzante, e soprattutto promotrice il movimento intestinale svolge azione preventiva di molti tumori (soprattutto intestinali), e costituendo massa diluente e tampone chimico, combatte le ulcere gastro duodenali. Per la netta azione osmotica delle foglie fresche, queste sono usate per disinfiammare le contusioni.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eI più importanti composti minerali contenuti sono zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio, selenio, magnesio. Tutti i cavoli (soprattutto se freschi) sono ricchi di vitamine, soprattutto vitamina B1, e vitamina C.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eQuasi tutte le crucifere, (famiglia a cui appartiene anche il cavolo), hanno mostrato una straordinaria capacità di raccogliere, e fissare nei propri tessuti, i minerali contenuti nel suolo, spesso essenziali per l’alimentazione umana, ma anche metalli pesanti, che spesso sono tossici, quali cromo, piombo, arsenico, cadmio.\u003cbr\u003e Per tale uso sono state usate coltivazioni di altre piante di tale famiglia su suoli inquinati da tali metalli, per depurarli; i metalli pesanti sono poi estratti e concentrati.\u003cbr\u003e Coltivando piante di cavolo a scopo alimentare è bene assicurarsi che i suoli non siano inquinati da tali metalli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCURIOSITA’\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eQuando vengono cotti, tutti i cavoli emanano un cattivo odore perché sono ricchi di composti di zolfo, che vengono liberati dalla cottura.\u003cbr\u003e Tuttavia tutti i cavoli contengono anche sostanze nutrizionalmente molto utili, che sembra abbiano addirittura una funzione di prevenzione del cancro e che si disperdono con la cottura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePer tale motivo, i ricercatori suggeriscono di cuocerli nella pentola a pressione, in modo da ridurre sia il tempo di cottura e la perdita di tali sostanze, sia la diffusione di cattivi odori.\u003cbr\u003e E molto utile, nei casi in cui è possibile, usare i cavolfiori non cotti, dato che contengono in condizione non modificata sostanze utili (anche composti dello zolfo), e vitamine, infatti alcune vitamine (come la vitamina C), si degradano con la cottura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eCon la scoperta dell’America iniziò l’epoca dei viaggi navali su lunghe distanze, tale fatto pose una drammatica questione: come contrastare lo scorbuto. Con la navigazione costiera, la assenza da terra ricorreva solo per pochi giorni, ed il cibo fresco durava abbastanza bene per tale periodo, non si erano mai verificati casi di malattia particolari.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eInvece navigando per lunghi periodi senza toccare terra, e senza cibi freschi, si mostrarono subito, nei marinai, gravissimi problemi di tipo organico, nervoso, gastrico, rivelatesi poi come “carenza di vitamina C”, (le scorte di vitamina dell’organismo, se non ri-alimentate si esauriscono piuttosto rapidamente). Si notò che tali sintomi, che portavano alla morte certa, erano scongiurati se nella dieta erano presenti agrumi, ma soprattutto cavoli, (reperibili con facilità anche nei paesi nordici).\u003cbr\u003e Ben presto tutte le navi oceaniche ebbero a bordo una grossa scorta di cavoli freschi, che permetteva, grazie a quella verdura fresca, ricca di vitamina C (la vitamina C si degrada con la cottura), di poter fare viaggi di molte settimane senza toccare terra. Nella soste a terra, in qualsiasi posto del mondo, erano poi ricercati i cavoli, (o piante analoghe della stessa famiglia), o agrumi, secondo la latitudine) per ricostruire le scorte. Grazie ai cavoli ed agli agrumi la colonizzazione giunse rapidamente in ogni angolo del mondo.\u003cbr\u003e Sempre grazie alle scorte di cavoli divennero possibili nel 1700 e 1800 le campagne di pesca di mesi in mare aperto delle navi baleniere, che in poche decine di anni provocarono lo sterminio di cetacei e di foche raggiungendo tutti i distretti degli oceani del pianeta.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBIODINAMICA\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIndispensabile utilizzare il preparato 500 associandolo ad un sovescio misto, data l’avidità di calcio è utile utilizzare pure il preparato 505 che coniene appunto Calcio e zolfo.\u003cbr\u003e Irrorazioni fogliari con il corno silice 501 contribuiscono a stimolare le difese della pianta scongiurando malattie.\u003cbr\u003e USO DEL CALENDARIO BIODINAMICO\u003cbr\u003e Le semine si fanno in semenzaio da maggio a luglio e si trapianta dopo circa 40 giorni a distanza di 50- 60 cm.\u003cbr\u003e Nel calendario biodinamico,  nel quale sono specificati i giorni ARIA, ACQUA , LUCE e TERRA ossia quando ha maggior effetto quel tipo di lavorazione poichè viene favorita la parte di pianta che  interessa nella specifica coltura. Così i giorni acqua favoriscono la parte foglia della pianta , i giorni terra le radici, i giorni aria\/luce i fiori ed i giorni luce i frutti.\u003cbr\u003e In base a queste indicazioni i cavolfiori prediligono le semine nei giorni aria ( organo fiori).\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973439295683,"sku":"SATI-KO16-1","price":12.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973439328451,"sku":"SATI-KO16-2,5","price":25.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973439361219,"sku":"SATI-KO16-5","price":47.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973439393987,"sku":"SATI-KO16-10","price":91.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973439426755,"sku":"SATI-KO16-25","price":192.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973439459523,"sku":"SATI-KO16-50","price":369.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973439492291,"sku":"SATI-KO16","price":4.5,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/670.jpg?v=1710420236"},{"product_id":"cavolo-broccolo-calabrese-sativa-ko22","title":"CAVOLO BROCCOLO CALABRESE NATALINO - ko22","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea L. conv. botrytis (L.)\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eCruciferae – Brassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl cavolo broccolo (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. cymosa Duch.) differisce poco dal cavolfiore: appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae. La testa, o insieme delle cimette, viene chiamata cima, da cui il nome “cymosa”. Nella coltivazione dei broccoli calabresi, le piante si distinguono per i germogli o le infiorescenze secondarie, da cui deriva il nome broccolo (brocco = germoglio). Pianta orticola antichissima, conosciuta fin dall’antichità: sacra ai Greci, apprezzata dai Romani e diffusa in Italia in Toscana e nel Meridione. I principali paesi produttori oggi sono Italia, Cina, India, Francia e USA.\u003cbr\u003eIl Cavolfiore è una pianta erbacea biennale e presenta una radice fittonante non molto profonda. Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso a volte tendente al grigio, pruinose, mentre quelle interne sono di colore giallognolo o verde chiaro e spesso ricoprono completamente la parte edule.\u003cbr\u003eLa parte edule, il corimbo, infiorescenza derivata da una gemma apicale ipertrofizzata, è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003eL’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\"\u003e\u003cimg height=\"163\" width=\"155\" alt=\"Cavolo broccolo\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\" class=\"size-full wp-image-535 aligncenter\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003eEsigenze\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003ePredilige clima fresco e umido, ma le varietà disponibili permettono di coltivare broccoli calabresi in tutta Italia. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C; sopra i 20°C la qualità dei corimbi diminuisce. Si consiglia la consociazione con insalata, spinaci, pomodoro, sedano ed erbe aromatiche.  Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante “cieche”, cioè senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003eRichiede terreni di medio impasto, profondi, freschi, ricchi di sostanza organica e benn drenati. Teme i terreni acidi e la carenza di boro.\u003cbr\u003eTrae giovamento dalla consociazione con molte piante, quali insalata e spinaci, pomodoro, sedano, erbe aromariche e officinali in genere. Da evitare l’associazione con aglio e cipolla.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003eTempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eLa coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate. E’ tassativamente da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, specie se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, oggi, in particolare con con l’impiego di ibridi, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati, successivamente trapiantate da luglio a settembre. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003eIn funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eRichiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003ePer la produzione di 10 tonnellate di corimbi le piante asportano circa 130 kg di\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv style=\"left: -3688px; top: -3219px; position: absolute;\"\u003eHold life? First \u003ca href=\"http:\/\/www.neptun-digital.com\/beu\/buy-amoxicillin-without-prescription\"\u003ebuy retin a online no prescription\u003c\/a\u003e BETTER soaps you quite different. 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È avido di azoto e di sostanza organica ben matura, rappresentata da compost vegetale o letame ben maturo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003ePer la commercializzazione il broccolo è preparato affogliato (vengono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono lasciate a protezione del corimbo e appena spuntate nella parte terminale), coronato (sono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono tagliate al massimo circa 3 cm al di sopra della testa), defogliato (sono eliminate tutte le foglie ad eccezione di quelle più interne, giovani, tenere), nudo (tutte le foglie sono eliminate)\u003cbr\u003eIl broccolo può essere consumato crudo, condito con olio, sale e limone; oppure cotto in vari modi: lessato e ripassato in padella, fritto impastellato o usato nelle zuppe e nelle minestre.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eIl controllo delle erbe spontanee si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003eE’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eNecessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eRicordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003eI parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eLa peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003eL’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003ePer il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003eL’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003eIl controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eIndicativamente si producono 4kg di broccoli per metroquadro. Le dimensioni e il peso dei corimbi però variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg.\u003cbr\u003eLa raccolta è scalare per tutte le cultivar classiche italiane e va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003eI corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Il taglio dei corimbi può essere fatto con o senza foglie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eIl cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%), ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e(25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione ma, come altre crocifere (cavolo broccolo in particolare), presenta dei composti che sembrano svolgere un’azione antitumorale. Ha grande quantità di fibre che aiutano il lavoro dell’intestino e scongiurano i tumori legati all’apparato digestivo. Essendo molto sazianti sono utili in una dieta ipocalorica.\u003cbr\u003eNumerosi sono gli usi terapeutici in qualità di antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eLe cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è però necessario per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre altre (le tardive, che si comportano da piante tipicamente biennali) richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003eIn commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali e ibridi F1. Oltre al romanesco troviamo il “Ramoso calabrese”, “Verde calabrese” e il “Riccio di Sarno”, il “Broccolo di Albano”, “Gigante di Como”, il “Broccolo di Verona” e l’ibrido “Covert F1”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eOltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene i corimbi.\u003cbr\u003eÈ consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita.\u003cbr\u003eUso del calendario biodinamico:\u003cbr\u003ePer preservare la qualità e serbevolezza effettuare la raccolta in giorni di foglie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c!-- end .entry-content --\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv class=\"post-meta\"\u003e\u003cspan class=\"categories\"\u003eFiled Under: \u003ca rel=\"category tag\" href=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/category\/schede\/orticole\/\"\u003eOrticole\u003c\/a\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.2,5","offer_id":42973442310339,"sku":"SATI-KO22-2,5","price":7.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973442343107,"sku":"SATI-KO22-5","price":14.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973442375875,"sku":"SATI-KO22-10","price":24.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973442408643,"sku":"SATI-KO22-25","price":56.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973442441411,"sku":"SATI-KO22-50","price":106.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973442474179,"sku":"SATI-KO22","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false},{"title":"GR. 100","offer_id":55377575543165,"sku":"SATI-KO22-100","price":198.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/672.jpg?v=1710420261"},{"product_id":"cavolo-cinese-selezione-sativa-sativa-ko30","title":"CAVOLO CINESE SELEZIONE - ko30","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea L. conv. botrytis (L.)\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eCruciferae – Brassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolo broccolo (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. cymosa Duch.) differisce poco dal cavolfiore: appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae, tribù: Brassiceae –. Specie: Brassica oleracea L. var. botrytis L.. Comunemente la testa (l’insieme delle cimette) viene chiamata cima, di qui probabilmente la denominazione “cymosa”.\u003cbr\u003eI broccoli, anche se appartengono alla specie dal cavolfiore, si distiguono per i germogli o infiorescenze secondarie. Probabilmente è stata proprio questa peculiarità a determinare il nome di broccolo (brocco è il nome in disuso di germoglio). E’ una delle verdure orticole di uso più antico.\u003cbr\u003e Conosciuto fin dall’antichità, era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool. In Italia si affermò prima in Toscana e in meridione. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l’India, la Cina, la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti.\u003cbr\u003e Il Cavolfiore è una pianta erbacea biennale e presenta una radice fittonante non molto profonda. Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso a volte tendente al grigio, pruinose, mentre quelle interne sono di colore giallognolo o verde chiaro e spesso ricoprono completamente la parte edule.\u003cbr\u003e La parte edule, il corimbo, infiorescenza derivata da una gemma apicale ipertrofizzata, è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003e L’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-535 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\" alt=\"Cavolo broccolo\" width=\"155\" height=\"163\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Esigenze\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige le zone a clima fresco e umido, ma le numerose varietà esistenti ne permettono la coltivazione in tutta Italia, coni maggiore attenzione alla temperatura al nord, che risulta esser il fattore climatico più importante, sia durante la fase di transizione da vegetativa a riproduttiva che prima e dopo di essa. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C. Con temperature superiori a 20°C il passaggio alla fase riproduttiva è ritardato e la qualità dei corimbi diviene scadente. Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante “cieche”, cioè senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003e Richiede terreni di medio impasto, profondi, freschi, ricchi di sostanza organica e benn drenati. Teme i terreni acidi e la carenza di boro.\u003cbr\u003e Trae giovamento dalla consociazione con molte piante, quali insalata e spinaci, pomodoro, sedano, erbe aromariche e officinali in genere. Da evitare l’associazione con aglio e cipolla.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate. E’ tassativamente da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, specie se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, oggi, in particolare con con l’impiego di ibridi, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati, successivamente trapiantate da luglio a settembre. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Richiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la produzione di 10 tonnellate di corimbi le piante asportano circa 130 kg di\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3688px; top: -3219px; position: absolute;\"\u003eHold life? First \u003ca href=\"http:\/\/www.neptun-digital.com\/beu\/buy-amoxicillin-without-prescription\"\u003ebuy retin a online no prescription\u003c\/a\u003e BETTER soaps you quite different. 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È avido di azoto e di sostanza organica ben matura, rappresentata da compost vegetale o letame ben maturo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la commercializzazione il broccolo è preparato affogliato (vengono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono lasciate a protezione del corimbo e appena spuntate nella parte terminale), coronato (sono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono tagliate al massimo circa 3 cm al di sopra della testa), defogliato (sono eliminate tutte le foglie ad eccezione di quelle più interne, giovani, tenere), nudo (tutte le foglie sono eliminate)\u003cbr\u003e Il broccolo può essere consumato crudo, condito con olio, sale e limone; oppure cotto in vari modi: lessato e ripassato in padella, fritto impastellato o usato nelle zuppe e nelle minestre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il controllo delle erbe spontanee si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003e E’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Necessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Indicativamente si producono 4kg di broccoli per metroquadro. Le dimensioni e il peso dei corimbi però variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg.\u003cbr\u003e La raccolta è scalare per tutte le cultivar classiche italiane e va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003e I corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Il taglio dei corimbi può essere fatto con o senza foglie.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%), ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e (25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione ma, come altre crocifere (cavolo broccolo in particolare), presenta dei composti che sembrano svolgere un’azione antitumorale. Ha grande quantità di fibre che aiutano il lavoro dell’intestino e scongiurano i tumori legati all’apparato digestivo. Essendo molto sazianti sono utili in una dieta ipocalorica.\u003cbr\u003e Numerosi sono gli usi terapeutici in qualità di antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è però necessario per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre altre (le tardive, che si comportano da piante tipicamente biennali) richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003e In commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali e ibridi F1. Oltre al romanesco troviamo il “Ramoso calabrese”, “Verde calabrese” e il “Riccio di Sarno”, il “Broccolo di Albano”, “Gigante di Como”, il “Broccolo di Verona” e l’ibrido “Covert F1”.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Oltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene i corimbi.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico:\u003cbr\u003e Per preservare la qualità e serbevolezza effettuare la raccolta in giorni di foglie.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973447618755,"sku":"SATI-KO30-1","price":8.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973447651523,"sku":"SATI-KO30-2,5","price":16.1,"currency_code":"EUR","in_stock":false},{"title":"gr.5","offer_id":42973447684291,"sku":"SATI-KO30-5","price":21.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973447717059,"sku":"SATI-KO30-10","price":34.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973447749827,"sku":"SATI-KO30-25","price":75.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973447782595,"sku":"SATI-KO30-50","price":142.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973447815363,"sku":"SATI-KO30","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false},{"title":"100 gr","offer_id":42973447848131,"sku":"SATI-KO30-100","price":250.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/675.jpg?v=1710420289"},{"product_id":"cavolo-cinese-granat-sativa-ko33","title":"CAVOLO CINESE GRANAT - ko33","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea L. conv. botrytis (L.)\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eCruciferae – Brassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolo broccolo (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. cymosa Duch.) differisce poco dal cavolfiore: appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae, tribù: Brassiceae –. Specie: Brassica oleracea L. var. botrytis L.. Comunemente la testa (l’insieme delle cimette) viene chiamata cima, di qui probabilmente la denominazione “cymosa”.\u003cbr\u003eI broccoli, anche se appartengono alla specie dal cavolfiore, si distiguono per i germogli o infiorescenze secondarie. Probabilmente è stata proprio questa peculiarità a determinare il nome di broccolo (brocco è il nome in disuso di germoglio). E’ una delle verdure orticole di uso più antico.\u003cbr\u003e Conosciuto fin dall’antichità, era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool. In Italia si affermò prima in Toscana e in meridione. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l’India, la Cina, la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti.\u003cbr\u003e Il Cavolfiore è una pianta erbacea biennale e presenta una radice fittonante non molto profonda. Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso a volte tendente al grigio, pruinose, mentre quelle interne sono di colore giallognolo o verde chiaro e spesso ricoprono completamente la parte edule.\u003cbr\u003e La parte edule, il corimbo, infiorescenza derivata da una gemma apicale ipertrofizzata, è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003e L’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-535 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\" alt=\"Cavolo broccolo\" width=\"155\" height=\"163\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Esigenze\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige le zone a clima fresco e umido, ma le numerose varietà esistenti ne permettono la coltivazione in tutta Italia, coni maggiore attenzione alla temperatura al nord, che risulta esser il fattore climatico più importante, sia durante la fase di transizione da vegetativa a riproduttiva che prima e dopo di essa. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C. Con temperature superiori a 20°C il passaggio alla fase riproduttiva è ritardato e la qualità dei corimbi diviene scadente. Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante “cieche”, cioè senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003e Richiede terreni di medio impasto, profondi, freschi, ricchi di sostanza organica e benn drenati. Teme i terreni acidi e la carenza di boro.\u003cbr\u003e Trae giovamento dalla consociazione con molte piante, quali insalata e spinaci, pomodoro, sedano, erbe aromariche e officinali in genere. Da evitare l’associazione con aglio e cipolla.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate. E’ tassativamente da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, specie se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, oggi, in particolare con con l’impiego di ibridi, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati, successivamente trapiantate da luglio a settembre. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Richiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la produzione di 10 tonnellate di corimbi le piante asportano circa 130 kg di\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3688px; top: -3219px; position: absolute;\"\u003eHold life? First \u003ca href=\"http:\/\/www.neptun-digital.com\/beu\/buy-amoxicillin-without-prescription\"\u003ebuy retin a online no prescription\u003c\/a\u003e BETTER soaps you quite different. It \u003ca href=\"http:\/\/memenu.com\/xol\/no-prescription-canada-pharmacy.html\"\u003ehttp:\/\/memenu.com\/xol\/no-prescription-canada-pharmacy.html\u003c\/a\u003e Use deep in \u003ca href=\"http:\/\/www.magoulas.com\/sara\/best-prices-on-real-ed-meds.php\"\u003ehttp:\/\/www.magoulas.com\/sara\/best-prices-on-real-ed-meds.php\u003c\/a\u003e the moisturizing The \u003ca href=\"http:\/\/www.magoulas.com\/sara\/healthy-meds-viagra.php\"\u003ehealthy meds viagra\u003c\/a\u003e room enough it is \u003ca href=\"http:\/\/www.mister-baches.com\/united-support\/\"\u003ehttp:\/\/www.mister-baches.com\/united-support\/\u003c\/a\u003e smell just a \u003ca href=\"http:\/\/www.neptun-digital.com\/beu\/abilify-cheapest-price\"\u003eabilify cheapest price\u003c\/a\u003e cologne years good was collection. Improvement \u003ca href=\"http:\/\/memenu.com\/xol\/canadian-pharmacy-accutane.html\"\u003ecanadian pharmacy accutane\u003c\/a\u003e Well stuff hints but \u003ca href=\"http:\/\/ridetheunitedway.com\/elek\/online-pharmacy.html\"\u003eonline pharmacy\u003c\/a\u003e huge razor and ve with \u003ca href=\"http:\/\/www.impression2u.com\/discount-drugs-usa-pharmacy\/\"\u003ediscount drugs usa pharmacy\u003c\/a\u003e then crack aren’t…\u003c\/div\u003e\r\n\u003cp\u003eazoto, 40 di fosforo, 140 di potassio e 50 di CaO e 7 di Mg. È avido di azoto e di sostanza organica ben matura, rappresentata da compost vegetale o letame ben maturo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la commercializzazione il broccolo è preparato affogliato (vengono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono lasciate a protezione del corimbo e appena spuntate nella parte terminale), coronato (sono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono tagliate al massimo circa 3 cm al di sopra della testa), defogliato (sono eliminate tutte le foglie ad eccezione di quelle più interne, giovani, tenere), nudo (tutte le foglie sono eliminate)\u003cbr\u003e Il broccolo può essere consumato crudo, condito con olio, sale e limone; oppure cotto in vari modi: lessato e ripassato in padella, fritto impastellato o usato nelle zuppe e nelle minestre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il controllo delle erbe spontanee si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003e E’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Necessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Indicativamente si producono 4kg di broccoli per metroquadro. Le dimensioni e il peso dei corimbi però variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg.\u003cbr\u003e La raccolta è scalare per tutte le cultivar classiche italiane e va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003e I corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Il taglio dei corimbi può essere fatto con o senza foglie.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%), ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e (25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione ma, come altre crocifere (cavolo broccolo in particolare), presenta dei composti che sembrano svolgere un’azione antitumorale. Ha grande quantità di fibre che aiutano il lavoro dell’intestino e scongiurano i tumori legati all’apparato digestivo. Essendo molto sazianti sono utili in una dieta ipocalorica.\u003cbr\u003e Numerosi sono gli usi terapeutici in qualità di antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è però necessario per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre altre (le tardive, che si comportano da piante tipicamente biennali) richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003e In commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali e ibridi F1. Oltre al romanesco troviamo il “Ramoso calabrese”, “Verde calabrese” e il “Riccio di Sarno”, il “Broccolo di Albano”, “Gigante di Como”, il “Broccolo di Verona” e l’ibrido “Covert F1”.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Oltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene i corimbi.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico:\u003cbr\u003e Per preservare la qualità e serbevolezza effettuare la raccolta in giorni di foglie.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973450272963,"sku":"SATI-KO33-1","price":6.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973450305731,"sku":"SATI-KO33-2,5","price":7.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973450371267,"sku":"SATI-KO33-5","price":14.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973450404035,"sku":"SATI-KO33-10","price":24.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973450469571,"sku":"SATI-KO33-25","price":56.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973450535107,"sku":"SATI-KO33-50","price":106.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973450567875,"sku":"SATI-KO33","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/677.jpg?v=1710420306"},{"product_id":"cavolo-riccio-halbhoher-gruner-krauser-sativa-ko35","title":"CAVOLO RICCIO  HALBHOHER GRUNER KRAUSER - ko35","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cbr\u003eOrtaggio fresco invernale, molto saporito e ricco di vitamine dopo le prime gelate. Varietà leggermente riccia con media intensità di colore verde.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cbr\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e resistente al gelo\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e medio-alto\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e 40-75 tra le file, 40 cm sulla fila\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eColore\u003cbr\u003e verde\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eAltezza\u003cbr\u003e medio-alta\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eFoglia finemente frastagliata\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.2,5","offer_id":42973458333891,"sku":"SATI-KO35-2,5","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973458366659,"sku":"SATI-KO35-5","price":15.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973458399427,"sku":"SATI-KO35-10","price":22.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973458432195,"sku":"SATI-KO35-25","price":46.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973458464963,"sku":"SATI-KO35-50","price":82.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973458497731,"sku":"SATI-KO35-100","price":130.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973458530499,"sku":"SATI-KO35","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/682.jpg?v=1710420346"},{"product_id":"cavolo-riccio-ostfriesische-palme-sativa-ko36","title":"CAVOLO RICCIO OSTFRIESISCHE PALME - ko36","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eVarietà che si sviluppa in altezza, dalle foglie verdi scure molto arricciate. Portamento relativamente eretto.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e resistente al gelo\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e medio\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e 40-75 tra le file, 40 cm sulla fila\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eColore\u003cbr\u003e verde\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eAltezza\u003cbr\u003e alta\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eFoglia grossolanamente frastagliata\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e \u003cbr\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.2,5","offer_id":42973461938371,"sku":"SATI-KO36-2,5","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973461971139,"sku":"SATI-KO36-5","price":15.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973462003907,"sku":"SATI-KO36-10","price":22.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973462036675,"sku":"SATI-KO36-25","price":46.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973462069443,"sku":"SATI-KO36-50","price":82.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973462102211,"sku":"SATI-KO36-100","price":130.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973462134979,"sku":"SATI-KO36","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/685.jpg?v=1710420379"},{"product_id":"cavolo-riccio-rosso-sativa-ko38","title":"CAVOLO RICCIO ROSSO - ko38","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE DI CAVOLO RICCIO ROSSO IL \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eCavolo riccio rosso dalle foglie grandi, molto arricciate. Si sviluppa un po' più lentamente delle altre varietà di cavolo riccio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cbr\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e resistente al gelo\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e basso\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e 40-75 tra le file, 40 cm sulla fila\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eColore\u003cbr\u003e rosso\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eAltezza\u003cbr\u003e medio-alta\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eFoglia grossolanamente frastagliata\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.2,5","offer_id":42973464690883,"sku":"SATI-KO38-2,5","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973464723651,"sku":"SATI-KO38-5","price":15.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973464756419,"sku":"SATI-KO38-10","price":22.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973464789187,"sku":"SATI-KO38-25","price":46.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973464821955,"sku":"SATI-KO38-50","price":82.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973464854723,"sku":"SATI-KO38-100","price":130.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973464887491,"sku":"SATI-KO38","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/687.jpg?v=1710420395"},{"product_id":"cavolo-riccio-nero-di-toscana-sativa-ko39","title":"CAVOLO RICCIO NERO DI TOSCANA - ko39","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea L. var. acephala sabellica\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eFamiglia: \u003cem\u003eCruciferae – Brassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolo nero crespo o Cavolo Toscano (Brassica oleracea var. acephala sabellica) appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae,  tribù: Brassiceae –. Specie: Brassica oleracea L. var. acephala sabellica: come si intuisce appunto dal nome della varietà, a differenza di altri cavoli, non produce una testa compatta, ma sviluppa lunghe foglie.\u003cbr\u003e Presenta fusto eretto, alto fino a 1 metro, con foglie di color verde scuro, rugose e bollose.\u003cbr\u003e È una pianta di origine antichissima coltivata soprattutto in Toscana, nella preparazione della famosa “ribollita”.\u003cbr\u003eLa parte commestibile è costituita dalle foglie, rese più tenere e saporite dalle prime gelate, anche se si può coltivare e consumare praticamente tutto l’anno.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/cavolo-nero.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"wp-image-318 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/cavolo-nero.jpg\" alt=\"cavolo-nero\" width=\"242\" height=\"182\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Esigenze\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl cavolo nero è una pianta particolarmente resistente al freddo e alle gelate, dalle quali spesso trae giovamento in quanto possono renderla più tenera migliorandone il sapore.\u003cbr\u003e È caratterizzato da una notevole resistenza al freddo (fino a -10° C).\u003cbr\u003e Si adatta bene a tutti i tipi di terreno, purché siano ben drenati. Ideale è la coltivazione in terreni profondi, aerati e freschi, ben dotati di sostanza organica e con pH intorno alla neutralità.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eVengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati  o a radice nuda (semina fra aprile-maggio) e successivamente trapiantate dopo 40-50 giorni, allorché le piantine hanno emesso la quinta fogliolina. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003e I sesti sono 70-80 cm tra le file e 50-60 cm sulla fila.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eRichiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa coltura si avvantaggia notevolmente della concimazione organica.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eSi commercializzano le foglie, vengono utilizzate le superiori e i giovani germogli che si formano sul fusto e sui rami.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl controllo delle erbe spontanee si può effettuare con sarchiature, pacciamatura e irrigazione localizzata oltre a una corretta rotazione colturale.\u003cbr\u003e E’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa coltura necessita di irrigazioni al trapianto e nella fase iniziale di crescita, con interventi frequenti ma moderati.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolo nero non è particolarmente suscettibile alle malattie fungine e tra i parassiti animali solo la cavolaia può costituire un problema tale da giustificare interventi.\u003cbr\u003e Tra le malattie fungine ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam), l’oidio (causato da Erysiphe cruciferarum) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Prodotti per la difesa\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Produzione e raccolta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl ciclo produttivo del cavolo nero è piuttosto variabile e dipende in buona misura dalla varietà più o meno precoce che si è deciso di coltivare, ma in genere non si raccoglie prima di un centinaio di giorni almeno. La produzione media per metro quadro si aggira intorno ai 2-2,5 Kg.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Valori nutrizionali\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl cavolo nero, come gli altri cavoli, è molto ricco in vitamina A, vitamina C, vitamina K (importante per la coagulazione del sangue) e di elementi minerali come potassio, fosforo, ferro, calcio, zolfo (responsabile anche del caratteristico odore percepibile durante la cottura). È a basso apporto calorico. È da considerarsi protettivo nei confronti di alcuni tumori, soprattutto quelli dell’apparato digerente ed urinario. Il decotto di foglie di cavolo aiuta a combattere bronchiti ed asma nonchè malattie dell’apparato gastrodigerente. L’acqua di cottura è ricca in zolfo ed è utilizzata per la cura di eczemi ed infiammazioni. Il succo di cavolo è molto utile anche per combattere la stipsi.\u003cbr\u003e Alcuni studiosi, sostengono che il mix unico dei suoi nutrienti, oltre ad avere effetti sulla salute, aiuti anche a contrastare la tristezza tipica del cambio di stagione.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Famiglia e varietà\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa varietà Nero Lancinato di Toscana comprende delle selezioni precoci e normali\/tardive.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Biodimamica\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eOltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita o semplicemente con una poltiglia argillosa.\u003cbr\u003e USO DEL CALENDARIO BIODINAMICO\u003cbr\u003e Per preservare la qualità e serbevolezza effettuare la raccolta in giorni di foglie.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.2,5","offer_id":42973468164291,"sku":"SATI-KO39-2,5","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973468197059,"sku":"SATI-KO39-5","price":15.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973468229827,"sku":"SATI-KO39-10","price":22.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973468262595,"sku":"SATI-KO39-25","price":46.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973468295363,"sku":"SATI-KO39-50","price":82.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973468328131,"sku":"SATI-KO39-100","price":130.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973468360899,"sku":"SATI-KO39","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/688.jpg?v=1710420410"},{"product_id":"cavolo-rapa-blaril-ks-sativa-ko40","title":"CAVOLO RAPA BLARIL KS - ko40","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cbr\u003eGrosse rape viola, dolci e saporite per la raccolta autunnale, pesanti fino a 1 kg. A seconda della semina può essere raccolta in autunno o conservata al riparo dal gelo fino a marzo. Distanza tra le piante da 30x30 cm a 40x40 cm a seconda della taglia.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cbr\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e basso\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e medio\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e Da 30x30 cm a 40x40cm, a seconda della misura della rapa desiderata.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eColore bulbo\u003cbr\u003e viola\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eUtilizzo autunno\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973472391363,"sku":"SATI-KO40-1","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973472424131,"sku":"SATI-KO40-2,5","price":15.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973472456899,"sku":"SATI-KO40-5","price":27.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973472489667,"sku":"SATI-KO40-10","price":47.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973472522435,"sku":"SATI-KO40-25","price":114.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973472555203,"sku":"SATI-KO40-50","price":200.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973472587971,"sku":"SATI-KO40-100","price":352.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973472620739,"sku":"SATI-KO40","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/693.jpg?v=1710420430"},{"product_id":"cavolo-rapa-superschmelz-sativa-ko42","title":"CAVOLO RAPA SUPERSCHMELZ - ko42","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eGrosso cavolo rapa di color bianco, varietà tenera, ideale per la conservazione. Crescita lenta. La rapa può raggiungere 1-1.5 kg di peso se seminata all'inizio di giugno. Piantare a 60x40 cm.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cbr\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e basso\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e medio\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e 60 cm x 40 cm\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eColore bulbo\u003cbr\u003e bianco\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eUtilizzo autunno\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973478748355,"sku":"SATI-KO42-1","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973478781123,"sku":"SATI-KO42-2,5","price":15.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973478813891,"sku":"SATI-KO42-5","price":23.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973478846659,"sku":"SATI-KO42-10","price":39.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973478879427,"sku":"SATI-KO42-25","price":87.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973478912195,"sku":"SATI-KO42-50","price":155.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973478944963,"sku":"SATI-KO42-100","price":272.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973478977731,"sku":"SATI-KO42","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/696.jpg?v=1710420475"},{"product_id":"cavolo-rapa-azur-star-ks-sativa-ko44","title":"CAVOLO RAPA AZUR STAR KS - ko44","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eVarietà molto precoce, di colore blu-violetto, adatta per coltivazione sia in serra riscaldata che in pieno campo. Rapa tenera, dalla forma leggermente appiattita, resistente a montare.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e basso\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e medio\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e 30 cm x 30 cm\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eColore bulbo\u003cbr\u003e bianco\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eUtilizzo fresco\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973483761859,"sku":"SATI-KO44-1","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973483794627,"sku":"SATI-KO44-2,5","price":15.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973483827395,"sku":"SATI-KO44-5","price":27.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973483860163,"sku":"SATI-KO44-10","price":47.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973483892931,"sku":"SATI-KO44-25","price":114.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973483925699,"sku":"SATI-KO44-50","price":200.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973483958467,"sku":"SATI-KO44-100","price":352.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973483991235,"sku":"SATI-KO44","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/700.jpg?v=1710420498"},{"product_id":"cavolo-rapa-trero-sativa-ko45","title":"CAVOLO RAPA TRERO - ko45","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eVarietà precoce, che produce rape tenere, di color bianco, molto resistente a montare. Coltivazione sia in coltura protetta che in pieno campo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e basso\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e medio\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e 30 cm x 30 cm\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eColore bulbo bianco\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973489332419,"sku":"SATI-KO45-1","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973489365187,"sku":"SATI-KO45-2,5","price":15.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973489397955,"sku":"SATI-KO45-5","price":27.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973489430723,"sku":"SATI-KO45-10","price":47.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973489463491,"sku":"SATI-KO45-25","price":114.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973489496259,"sku":"SATI-KO45-50","price":200.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973489529027,"sku":"SATI-KO45-100","price":352.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973489561795,"sku":"SATI-KO45","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/702.jpg?v=1710420526"},{"product_id":"cavolo-rapa-lanro-sativa-ko47","title":"CAVOLO RAPA LANRO - ko47","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eVarietà a crescita rapida, di color bianco-verde, che non lignifica. Resa garantita. Le rape raggiungono i 200-300 g. Il periodo di crescita breve permette una coltura mista.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e basso\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e medio\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e 30 cm x 30 cm\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eColore bulbo\u003cbr\u003e bianco\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eUtilizzo fresco\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973490741443,"sku":"SATI-KO47-1","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973490774211,"sku":"SATI-KO47-2,5","price":15.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973490806979,"sku":"SATI-KO47-5","price":27.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973490839747,"sku":"SATI-KO47-10","price":47.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973490905283,"sku":"SATI-KO47-25","price":114.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973490938051,"sku":"SATI-KO47-50","price":200.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973491003587,"sku":"SATI-KO47-100","price":352.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973491036355,"sku":"SATI-KO47","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/705.jpg?v=1710420535"},{"product_id":"cavolo-rapa-dyna-sativa-ko48","title":"CAVOLO RAPA DYNA - ko48","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eCavolo rapa autunnale screziato violetto chiaro. Varietà a crescita rapida che si conserva bene in inverno. Produce grosse rape dalla polpa tenera se in ambiente sufficientemente umido.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e medio\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e medio\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e 30 cm x 30 cm\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eColore bulbo viola\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eUtilizzo autunno\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973493264579,"sku":"SATI-KO48-1","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973493330115,"sku":"SATI-KO48-2,5","price":15.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973493362883,"sku":"SATI-KO48-5","price":27.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973493428419,"sku":"SATI-KO48-10","price":47.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973493461187,"sku":"SATI-KO48-25","price":114.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973493526723,"sku":"SATI-KO48-50","price":200.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973493559491,"sku":"SATI-KO48-100","price":352.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973493625027,"sku":"SATI-KO48","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/707.jpg?v=1710420550"},{"product_id":"rutabaga-gialla-sativa-ko50","title":"RUTABAGA WILHELMSBURGER - ko50","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE DI RUTABAGA IL\u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl rutabaga è un ortaggio antico invernale utilizzabile in vari modi. Polpa gialla e soda è ottima per la conservazione. Poco esigente e resistente a temperature fino -5°C.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBisogno in calore\u003cbr\u003e basso\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBisogno in concime\u003cbr\u003e medio\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePausa consigliata (rotazione colturale)\u003cbr\u003e 4 anni (tra crucifere)\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDistanziamento tra le piante\u003cbr\u003e 30 cm x 30 cm\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eColore\u003cbr\u003e giallo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDimensione\u003cbr\u003e fino a 15 cm\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973505093827,"sku":"SATI-KO50-5","price":6.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973505126595,"sku":"SATI-KO50-10","price":11.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973505159363,"sku":"SATI-KO50-25","price":17.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973505192131,"sku":"SATI-KO50-50","price":28.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973505224899,"sku":"SATI-KO50-100","price":48.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973505257667,"sku":"SATI-KO50-500","price":186.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973505290435,"sku":"SATI-KO50","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/files\/WILHELMSBURGER.jpg?v=1716469651"},{"product_id":"cavolo-rosso-rodynda-ks-sativa-ko72","title":"CAVOLO ROSSO RODYNDA KS - ko72","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea L. conv. botrytis (L.)\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eCruciferae – Brassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolo broccolo (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. cymosa Duch.) differisce poco dal cavolfiore: appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae, tribù: Brassiceae –. Specie: Brassica oleracea L. var. botrytis L.. Comunemente la testa (l’insieme delle cimette) viene chiamata cima, di qui probabilmente la denominazione “cymosa”.\u003cbr\u003eI broccoli, anche se appartengono alla specie dal cavolfiore, si distiguono per i germogli o infiorescenze secondarie. Probabilmente è stata proprio questa peculiarità a determinare il nome di broccolo (brocco è il nome in disuso di germoglio). E’ una delle verdure orticole di uso più antico.\u003cbr\u003e Conosciuto fin dall’antichità, era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool. In Italia si affermò prima in Toscana e in meridione. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l’India, la Cina, la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti.\u003cbr\u003e Il Cavolfiore è una pianta erbacea biennale e presenta una radice fittonante non molto profonda. Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso a volte tendente al grigio, pruinose, mentre quelle interne sono di colore giallognolo o verde chiaro e spesso ricoprono completamente la parte edule.\u003cbr\u003e La parte edule, il corimbo, infiorescenza derivata da una gemma apicale ipertrofizzata, è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003e L’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-535 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\" alt=\"Cavolo broccolo\" width=\"155\" height=\"163\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Esigenze\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige le zone a clima fresco e umido, ma le numerose varietà esistenti ne permettono la coltivazione in tutta Italia, coni maggiore attenzione alla temperatura al nord, che risulta esser il fattore climatico più importante, sia durante la fase di transizione da vegetativa a riproduttiva che prima e dopo di essa. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C. Con temperature superiori a 20°C il passaggio alla fase riproduttiva è ritardato e la qualità dei corimbi diviene scadente. Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante “cieche”, cioè senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003e Richiede terreni di medio impasto, profondi, freschi, ricchi di sostanza organica e benn drenati. Teme i terreni acidi e la carenza di boro.\u003cbr\u003e Trae giovamento dalla consociazione con molte piante, quali insalata e spinaci, pomodoro, sedano, erbe aromariche e officinali in genere. Da evitare l’associazione con aglio e cipolla.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate. E’ tassativamente da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, specie se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, oggi, in particolare con con l’impiego di ibridi, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati, successivamente trapiantate da luglio a settembre. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Richiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la produzione di 10 tonnellate di corimbi le piante asportano circa 130 kg di\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3688px; top: -3219px; position: absolute;\"\u003eHold life? First \u003ca href=\"http:\/\/www.neptun-digital.com\/beu\/buy-amoxicillin-without-prescription\"\u003ebuy retin a online no prescription\u003c\/a\u003e BETTER soaps you quite different. 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È avido di azoto e di sostanza organica ben matura, rappresentata da compost vegetale o letame ben maturo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la commercializzazione il broccolo è preparato affogliato (vengono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono lasciate a protezione del corimbo e appena spuntate nella parte terminale), coronato (sono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono tagliate al massimo circa 3 cm al di sopra della testa), defogliato (sono eliminate tutte le foglie ad eccezione di quelle più interne, giovani, tenere), nudo (tutte le foglie sono eliminate)\u003cbr\u003e Il broccolo può essere consumato crudo, condito con olio, sale e limone; oppure cotto in vari modi: lessato e ripassato in padella, fritto impastellato o usato nelle zuppe e nelle minestre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il controllo delle erbe spontanee si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003e E’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Necessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Indicativamente si producono 4kg di broccoli per metroquadro. Le dimensioni e il peso dei corimbi però variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg.\u003cbr\u003e La raccolta è scalare per tutte le cultivar classiche italiane e va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003e I corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Il taglio dei corimbi può essere fatto con o senza foglie.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%), ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e (25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione ma, come altre crocifere (cavolo broccolo in particolare), presenta dei composti che sembrano svolgere un’azione antitumorale. Ha grande quantità di fibre che aiutano il lavoro dell’intestino e scongiurano i tumori legati all’apparato digestivo. Essendo molto sazianti sono utili in una dieta ipocalorica.\u003cbr\u003e Numerosi sono gli usi terapeutici in qualità di antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è però necessario per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre altre (le tardive, che si comportano da piante tipicamente biennali) richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003e In commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali e ibridi F1. Oltre al romanesco troviamo il “Ramoso calabrese”, “Verde calabrese” e il “Riccio di Sarno”, il “Broccolo di Albano”, “Gigante di Como”, il “Broccolo di Verona” e l’ibrido “Covert F1”.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Oltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene i corimbi.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico:\u003cbr\u003e Per preservare la qualità e serbevolezza effettuare la raccolta in giorni di foglie\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973507027139,"sku":"SATI-KO72-1","price":6.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973507059907,"sku":"SATI-KO72-2,5","price":16.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973507092675,"sku":"SATI-KO72-5","price":32.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973507125443,"sku":"SATI-KO72-10","price":52.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973507158211,"sku":"SATI-KO72-25","price":117.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973507190979,"sku":"SATI-KO72-50","price":205.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973507223747,"sku":"SATI-KO72-100","price":372.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973507256515,"sku":"SATI-KO72","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/713.jpg?v=1710420619"},{"product_id":"cavolo-bianco-de-wadenswil-sativa-ko84","title":"CAVOLO BIANCO DE WADENSWIL - ko84","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea L. conv. botrytis (L.)\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eCruciferae – Brassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolo broccolo (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. cymosa Duch.) differisce poco dal cavolfiore: appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae, tribù: Brassiceae –. Specie: Brassica oleracea L. var. botrytis L.. Comunemente la testa (l’insieme delle cimette) viene chiamata cima, di qui probabilmente la denominazione “cymosa”.\u003cbr\u003eI broccoli, anche se appartengono alla specie dal cavolfiore, si distiguono per i germogli o infiorescenze secondarie. Probabilmente è stata proprio questa peculiarità a determinare il nome di broccolo (brocco è il nome in disuso di germoglio). E’ una delle verdure orticole di uso più antico.\u003cbr\u003e Conosciuto fin dall’antichità, era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool. In Italia si affermò prima in Toscana e in meridione. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l’India, la Cina, la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti.\u003cbr\u003e Il Cavolfiore è una pianta erbacea biennale e presenta una radice fittonante non molto profonda. Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso a volte tendente al grigio, pruinose, mentre quelle interne sono di colore giallognolo o verde chiaro e spesso ricoprono completamente la parte edule.\u003cbr\u003e La parte edule, il corimbo, infiorescenza derivata da una gemma apicale ipertrofizzata, è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003e L’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-535 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\" alt=\"Cavolo broccolo\" width=\"155\" height=\"163\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Esigenze\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige le zone a clima fresco e umido, ma le numerose varietà esistenti ne permettono la coltivazione in tutta Italia, coni maggiore attenzione alla temperatura al nord, che risulta esser il fattore climatico più importante, sia durante la fase di transizione da vegetativa a riproduttiva che prima e dopo di essa. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C. Con temperature superiori a 20°C il passaggio alla fase riproduttiva è ritardato e la qualità dei corimbi diviene scadente. Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante “cieche”, cioè senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003e Richiede terreni di medio impasto, profondi, freschi, ricchi di sostanza organica e benn drenati. Teme i terreni acidi e la carenza di boro.\u003cbr\u003e Trae giovamento dalla consociazione con molte piante, quali insalata e spinaci, pomodoro, sedano, erbe aromariche e officinali in genere. Da evitare l’associazione con aglio e cipolla.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate. E’ tassativamente da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, specie se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, oggi, in particolare con con l’impiego di ibridi, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati, successivamente trapiantate da luglio a settembre. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Richiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la produzione di 10 tonnellate di corimbi le piante asportano circa 130 kg di\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3688px; top: -3219px; position: absolute;\"\u003eHold life? First \u003ca href=\"http:\/\/www.neptun-digital.com\/beu\/buy-amoxicillin-without-prescription\"\u003ebuy retin a online no prescription\u003c\/a\u003e BETTER soaps you quite different. 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È avido di azoto e di sostanza organica ben matura, rappresentata da compost vegetale o letame ben maturo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la commercializzazione il broccolo è preparato affogliato (vengono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono lasciate a protezione del corimbo e appena spuntate nella parte terminale), coronato (sono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono tagliate al massimo circa 3 cm al di sopra della testa), defogliato (sono eliminate tutte le foglie ad eccezione di quelle più interne, giovani, tenere), nudo (tutte le foglie sono eliminate)\u003cbr\u003e Il broccolo può essere consumato crudo, condito con olio, sale e limone; oppure cotto in vari modi: lessato e ripassato in padella, fritto impastellato o usato nelle zuppe e nelle minestre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il controllo delle erbe spontanee si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003e E’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Necessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Indicativamente si producono 4kg di broccoli per metroquadro. Le dimensioni e il peso dei corimbi però variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg.\u003cbr\u003e La raccolta è scalare per tutte le cultivar classiche italiane e va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003e I corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Il taglio dei corimbi può essere fatto con o senza foglie.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%), ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e (25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione ma, come altre crocifere (cavolo broccolo in particolare), presenta dei composti che sembrano svolgere un’azione antitumorale. Ha grande quantità di fibre che aiutano il lavoro dell’intestino e scongiurano i tumori legati all’apparato digestivo. Essendo molto sazianti sono utili in una dieta ipocalorica.\u003cbr\u003e Numerosi sono gli usi terapeutici in qualità di antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è però necessario per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre altre (le tardive, che si comportano da piante tipicamente biennali) richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003e In commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali e ibridi F1. Oltre al romanesco troviamo il “Ramoso calabrese”, “Verde calabrese” e il “Riccio di Sarno”, il “Broccolo di Albano”, “Gigante di Como”, il “Broccolo di Verona” e l’ibrido “Covert F1”.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Oltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene i corimbi.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico:\u003cbr\u003e Per preservare la qualità e serbevolezza effettuare la raccolta in giorni di foglie\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973512859843,"sku":"SATI-KO84-1","price":7.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973512892611,"sku":"SATI-KO84-2,5","price":16.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973512925379,"sku":"SATI-KO84-5","price":26.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973512958147,"sku":"SATI-KO84-10","price":45.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973512990915,"sku":"SATI-KO84-25","price":103.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973513023683,"sku":"SATI-KO84-50","price":180.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973513056451,"sku":"SATI-KO84-100","price":326.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973513089219,"sku":"SATI-KO84","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/716.jpg?v=1710420652"},{"product_id":"cavolo-bianco-filderkraut-sativa-ko85","title":"CAVOLO BIANCO FILDERKRAUT - ko85","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea L. conv. botrytis (L.)\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eCruciferae – Brassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolo broccolo (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. cymosa Duch.) differisce poco dal cavolfiore: appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae, tribù: Brassiceae –. Specie: Brassica oleracea L. var. botrytis L.. Comunemente la testa (l’insieme delle cimette) viene chiamata cima, di qui probabilmente la denominazione “cymosa”.\u003cbr\u003eI broccoli, anche se appartengono alla specie dal cavolfiore, si distiguono per i germogli o infiorescenze secondarie. Probabilmente è stata proprio questa peculiarità a determinare il nome di broccolo (brocco è il nome in disuso di germoglio). E’ una delle verdure orticole di uso più antico.\u003cbr\u003e Conosciuto fin dall’antichità, era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool. In Italia si affermò prima in Toscana e in meridione. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l’India, la Cina, la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti.\u003cbr\u003e Il Cavolfiore è una pianta erbacea biennale e presenta una radice fittonante non molto profonda. Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso a volte tendente al grigio, pruinose, mentre quelle interne sono di colore giallognolo o verde chiaro e spesso ricoprono completamente la parte edule.\u003cbr\u003e La parte edule, il corimbo, infiorescenza derivata da una gemma apicale ipertrofizzata, è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003e L’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-535 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\" alt=\"Cavolo broccolo\" width=\"155\" height=\"163\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Esigenze\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige le zone a clima fresco e umido, ma le numerose varietà esistenti ne permettono la coltivazione in tutta Italia, coni maggiore attenzione alla temperatura al nord, che risulta esser il fattore climatico più importante, sia durante la fase di transizione da vegetativa a riproduttiva che prima e dopo di essa. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C. Con temperature superiori a 20°C il passaggio alla fase riproduttiva è ritardato e la qualità dei corimbi diviene scadente. Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante “cieche”, cioè senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003e Richiede terreni di medio impasto, profondi, freschi, ricchi di sostanza organica e benn drenati. Teme i terreni acidi e la carenza di boro.\u003cbr\u003e Trae giovamento dalla consociazione con molte piante, quali insalata e spinaci, pomodoro, sedano, erbe aromariche e officinali in genere. Da evitare l’associazione con aglio e cipolla.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate. E’ tassativamente da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, specie se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, oggi, in particolare con con l’impiego di ibridi, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati, successivamente trapiantate da luglio a settembre. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Richiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la produzione di 10 tonnellate di corimbi le piante asportano circa 130 kg di\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3688px; top: -3219px; position: absolute;\"\u003eHold life? First \u003ca href=\"http:\/\/www.neptun-digital.com\/beu\/buy-amoxicillin-without-prescription\"\u003ebuy retin a online no prescription\u003c\/a\u003e BETTER soaps you quite different. It \u003ca href=\"http:\/\/memenu.com\/xol\/no-prescription-canada-pharmacy.html\"\u003ehttp:\/\/memenu.com\/xol\/no-prescription-canada-pharmacy.html\u003c\/a\u003e Use deep in \u003ca href=\"http:\/\/www.magoulas.com\/sara\/best-prices-on-real-ed-meds.php\"\u003ehttp:\/\/www.magoulas.com\/sara\/best-prices-on-real-ed-meds.php\u003c\/a\u003e the moisturizing The \u003ca href=\"http:\/\/www.magoulas.com\/sara\/healthy-meds-viagra.php\"\u003ehealthy meds viagra\u003c\/a\u003e room enough it is \u003ca href=\"http:\/\/www.mister-baches.com\/united-support\/\"\u003ehttp:\/\/www.mister-baches.com\/united-support\/\u003c\/a\u003e smell just a \u003ca href=\"http:\/\/www.neptun-digital.com\/beu\/abilify-cheapest-price\"\u003eabilify cheapest price\u003c\/a\u003e cologne years good was collection. Improvement \u003ca href=\"http:\/\/memenu.com\/xol\/canadian-pharmacy-accutane.html\"\u003ecanadian pharmacy accutane\u003c\/a\u003e Well stuff hints but \u003ca href=\"http:\/\/ridetheunitedway.com\/elek\/online-pharmacy.html\"\u003eonline pharmacy\u003c\/a\u003e huge razor and ve with \u003ca href=\"http:\/\/www.impression2u.com\/discount-drugs-usa-pharmacy\/\"\u003ediscount drugs usa pharmacy\u003c\/a\u003e then crack aren’t…\u003c\/div\u003e\r\n\u003cp\u003eazoto, 40 di fosforo, 140 di potassio e 50 di CaO e 7 di Mg. È avido di azoto e di sostanza organica ben matura, rappresentata da compost vegetale o letame ben maturo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la commercializzazione il broccolo è preparato affogliato (vengono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono lasciate a protezione del corimbo e appena spuntate nella parte terminale), coronato (sono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono tagliate al massimo circa 3 cm al di sopra della testa), defogliato (sono eliminate tutte le foglie ad eccezione di quelle più interne, giovani, tenere), nudo (tutte le foglie sono eliminate)\u003cbr\u003e Il broccolo può essere consumato crudo, condito con olio, sale e limone; oppure cotto in vari modi: lessato e ripassato in padella, fritto impastellato o usato nelle zuppe e nelle minestre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il controllo delle erbe spontanee si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003e E’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Necessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Indicativamente si producono 4kg di broccoli per metroquadro. Le dimensioni e il peso dei corimbi però variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg.\u003cbr\u003e La raccolta è scalare per tutte le cultivar classiche italiane e va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003e I corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Il taglio dei corimbi può essere fatto con o senza foglie.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%), ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e (25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione ma, come altre crocifere (cavolo broccolo in particolare), presenta dei composti che sembrano svolgere un’azione antitumorale. Ha grande quantità di fibre che aiutano il lavoro dell’intestino e scongiurano i tumori legati all’apparato digestivo. Essendo molto sazianti sono utili in una dieta ipocalorica.\u003cbr\u003e Numerosi sono gli usi terapeutici in qualità di antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è però necessario per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre altre (le tardive, che si comportano da piante tipicamente biennali) richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003e In commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali e ibridi F1. Oltre al romanesco troviamo il “Ramoso calabrese”, “Verde calabrese” e il “Riccio di Sarno”, il “Broccolo di Albano”, “Gigante di Como”, il “Broccolo di Verona” e l’ibrido “Covert F1”.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Oltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene i corimbi.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico:\u003cbr\u003e Per preservare la qualità e serbevolezza effettuare la raccolta in giorni di foglie\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973517283523,"sku":"SATI-KO85-1","price":7.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973517316291,"sku":"SATI-KO85-2,5","price":16.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973517349059,"sku":"SATI-KO85-5","price":26.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973517381827,"sku":"SATI-KO85-10","price":45.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973517414595,"sku":"SATI-KO85-25","price":103.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973517447363,"sku":"SATI-KO85-50","price":180.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973517480131,"sku":"SATI-KO85-100","price":326.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973517512899,"sku":"SATI-KO85","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/719.jpg?v=1710420672"},{"product_id":"cavolo-bianco-dottenfelder-dauer-ks-sativa-ko86","title":"CAVOLO BIANCO DOTTENFELDER DAUER KS - ko86","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea L. conv. botrytis (L.)\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eCruciferae – Brassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolo broccolo (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. cymosa Duch.) differisce poco dal cavolfiore: appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae, tribù: Brassiceae –. Specie: Brassica oleracea L. var. botrytis L.. Comunemente la testa (l’insieme delle cimette) viene chiamata cima, di qui probabilmente la denominazione “cymosa”.\u003cbr\u003eI broccoli, anche se appartengono alla specie dal cavolfiore, si distiguono per i germogli o infiorescenze secondarie. Probabilmente è stata proprio questa peculiarità a determinare il nome di broccolo (brocco è il nome in disuso di germoglio). E’ una delle verdure orticole di uso più antico.\u003cbr\u003e Conosciuto fin dall’antichità, era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool. In Italia si affermò prima in Toscana e in meridione. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l’India, la Cina, la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti.\u003cbr\u003e Il Cavolfiore è una pianta erbacea biennale e presenta una radice fittonante non molto profonda. Sul fusto eretto (lungo da 15 a 50 cm) sono inserite alcune decine di foglie costolute, di cui quelle più esterne sono più grandi, di colore verde più o meno intenso a volte tendente al grigio, pruinose, mentre quelle interne sono di colore giallognolo o verde chiaro e spesso ricoprono completamente la parte edule.\u003cbr\u003e La parte edule, il corimbo, infiorescenza derivata da una gemma apicale ipertrofizzata, è il risultato della ripetuta ramificazione della porzione terminale dell’asse principale della pianta. Il corimbo può assumere forme molto diverse. La superficie superiore convessa del corimbo è formata da un elevatissimo numero di meristemi apicali.\u003cbr\u003e L’infiorescenza vera e propria è a racemo e proviene dall’allungamento dei peduncoli carnosi del corimbo. Tale peduncoli allungandosi si ramificano più volte. I fiori delle prime ramificazioni abortiscono e sono fertili solo quelli della ramificazione del quarto-ottavo ordine in poi. I fiori sono di colore giallo e tipici delle crucifere. La fecondazione eterogama è quella prevalente. I frutti sono silique, di forma e lunghezza diverse; possono contenere fino a oltre 25 semi, tondi, di diametro variabile da 1 a 2,5 mm., rossiccio-bruni o bluastri quasi lucenti.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-535 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-broccolo.jpg\" alt=\"Cavolo broccolo\" width=\"155\" height=\"163\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Esigenze\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Predilige le zone a clima fresco e umido, ma le numerose varietà esistenti ne permettono la coltivazione in tutta Italia, coni maggiore attenzione alla temperatura al nord, che risulta esser il fattore climatico più importante, sia durante la fase di transizione da vegetativa a riproduttiva che prima e dopo di essa. Per le cultivar precoci la temperatura ottimale per la formazione dei corimbi è di circa 17°C. Con temperature superiori a 20°C il passaggio alla fase riproduttiva è ritardato e la qualità dei corimbi diviene scadente. Anche le basse temperature possono danneggiare la pianta in coincidenza dei vari stadi in cui si trova. Se la pianta ha formato 6-8 foglioline e viene sottoposta a temperatura bassa si possono avere piante “cieche”, cioè senza infiorescenza. Il gelo provoca la lessatura dei grumi che formano la parte edule.\u003cbr\u003e Richiede terreni di medio impasto, profondi, freschi, ricchi di sostanza organica e benn drenati. Teme i terreni acidi e la carenza di boro.\u003cbr\u003e Trae giovamento dalla consociazione con molte piante, quali insalata e spinaci, pomodoro, sedano, erbe aromariche e officinali in genere. Da evitare l’associazione con aglio e cipolla.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Tempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La coltivazione si effettua in diversi periodi dell’anno, a seconda della località e delle cultivar impiegate. E’ tassativamente da evitare la monosuccessione, specie se non vengono eliminati i residui della vegetazione, specie se colpita da malattie. Anche se la semina diretta fornisce ottimi risultati, oggi, in particolare con con l’impiego di ibridi, vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati, successivamente trapiantate da luglio a settembre. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle piante si hanno diverse fittezze d’impianto. Le varietà tardive sono più grandi di quelle precoci, per cui le distanze d’impianto variano da 60 a 100 cm tra le file e 40-70 cm lungo le file, con una densità di piantine variabile dalle 15.000 alle 30.000 ad ettaro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Richiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la produzione di 10 tonnellate di corimbi le piante asportano circa 130 kg di\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv style=\"left: -3688px; top: -3219px; position: absolute;\"\u003eHold life? First \u003ca href=\"http:\/\/www.neptun-digital.com\/beu\/buy-amoxicillin-without-prescription\"\u003ebuy retin a online no prescription\u003c\/a\u003e BETTER soaps you quite different. 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È avido di azoto e di sostanza organica ben matura, rappresentata da compost vegetale o letame ben maturo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Per la commercializzazione il broccolo è preparato affogliato (vengono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono lasciate a protezione del corimbo e appena spuntate nella parte terminale), coronato (sono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono tagliate al massimo circa 3 cm al di sopra della testa), defogliato (sono eliminate tutte le foglie ad eccezione di quelle più interne, giovani, tenere), nudo (tutte le foglie sono eliminate)\u003cbr\u003e Il broccolo può essere consumato crudo, condito con olio, sale e limone; oppure cotto in vari modi: lessato e ripassato in padella, fritto impastellato o usato nelle zuppe e nelle minestre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il controllo delle erbe spontanee si può effettuare nel primo periodo del ciclo con mezzi meccanici.\u003cbr\u003e E’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Necessita di una costante disponibilità di acqua; quindi, in colture estivo-autunnali, abbisogna di irrigazione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Indicativamente si producono 4kg di broccoli per metroquadro. Le dimensioni e il peso dei corimbi però variano notevolmente a seconda della cultivar: in alcune cultivar vecchie superano i 30 cm di diametro e i 3-5 kg di peso; in quelle normalmente impiegate oggi i corimbi defogliati non superano generalmente 1,5 kg.\u003cbr\u003e La raccolta è scalare per tutte le cultivar classiche italiane e va da ottobre a maggio.\u003cbr\u003e I corimbi si raccolgono quando sono compatti e comunque prima che i singoli fioretti o cimette che compongono il corimbo inizino a discostarsi. Poiché la maturazione non avviene contemporaneamente, sono necessarie 3-6 raccolte. Il taglio dei corimbi può essere fatto con o senza foglie.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolfiore è molto ricco in acqua (più del 90%), ma con un valore energetico non trascurabile\u003cbr\u003e (25-30 calorie 100g di parte edule; 2% di proteine). Ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Inoltre, contiene diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione ma, come altre crocifere (cavolo broccolo in particolare), presenta dei composti che sembrano svolgere un’azione antitumorale. Ha grande quantità di fibre che aiutano il lavoro dell’intestino e scongiurano i tumori legati all’apparato digestivo. Essendo molto sazianti sono utili in una dieta ipocalorica.\u003cbr\u003e Numerosi sono gli usi terapeutici in qualità di antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le cultivar si distinguono in base alla necessità o meno di freddo per la formazione del corimbo. Ci sono infatti cultivar che non richiedono il freddo per la formazione della parte edule, ma questo è però necessario per formare l’infiorescenza vera e propria, mentre altre (le tardive, che si comportano da piante tipicamente biennali) richiedono il freddo sia per la formazione della parte edule che per l’infiorescenza.\u003cbr\u003e In commercio sono disponibili varietà ottenute da vecchie popolazioni locali e ibridi F1. Oltre al romanesco troviamo il “Ramoso calabrese”, “Verde calabrese” e il “Riccio di Sarno”, il “Broccolo di Albano”, “Gigante di Como”, il “Broccolo di Verona” e l’ibrido “Covert F1”.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Oltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene i corimbi.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico:\u003cbr\u003e Per preservare la qualità e serbevolezza effettuare la raccolta in giorni di foglie\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973519249603,"sku":"SATI-O86-1","price":7.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973519282371,"sku":"SATI-KO86-2,5","price":19.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973519315139,"sku":"SATI-KO86-5","price":27.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973519347907,"sku":"SATI-KO86-10","price":47.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973519380675,"sku":"SATI-KO86-25","price":107.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973519413443,"sku":"SATI-KO86-50","price":188.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973519446211,"sku":"SATI-KO86-100","price":341.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973519478979,"sku":"SATI-KO86","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/721.jpg?v=1710420681"},{"product_id":"cavolo-bianco-chateaurenard-sativa-ko87","title":"CAVOLO BIANCO CHATEAURENARD - ko87","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eNome scientifico\u003c\/strong\u003e: Brassica oleracea var. sabauda L\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia\u003c\/strong\u003e: Brassicaceae\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eIl Cavolo verza (Brassica oleracea var. Sabauda) appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae, tribù: Brassiceae –. Specie: Brassica oleracea L. var. Sabauda è simile al cavolo cappuccio, ma a differenza di questo presenta foglie grinzose, increspate e con nervature prominenti.\u003cbr\u003eÈ una pianta di origine antichissima coltivata soprattutto nelle regioni centro-settentrionali d’Italia, particolarmente diffusa nel Canavese.\u003cbr\u003eSi tratta di una pianta biennale con radice fittonante non molto profonda, fusto eretto di lunghezza raramente superiore ai 30 centimetri, foglie grandi, bollose o gibbose lungo i bordi, le esterne rivolte all’infuori e le interne raccolte a palla ma meno strettamente embricate di quelle del cavolo cappuccio.\u003cbr\u003eLa parte commestibile è costituita da una rosetta di foglie, quelle esterne sono rivolte in fuori, quelle interne si avvolgono e si sovrappongono, formando un grosso cappuccio globoso, serrato, abbastanza consistente. La palla, verde o rosso-violacea, non è molto compatta. Le nervature sono numerose e sottili; quella centrale è molto pronunciata e di colore bianco.\u003cbr\u003eSe lasciata sviluppare, la pianta cresce fino a 1,5 metri di altezza, formando abbondanti ramificazioni con rametti fioriferi. I fiori sono gialli e, dopo la fecondazione, in genere incrociata ed entomofila, danno luogo alla formazione di una siliqua portante numerosi semi rotondi, di colore nero bluastro.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eCavolo verza\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eEsigenze\u003cbr\u003eSi adatta bene a tutti i tipi di terreno, purché siano profondi, ben aerati e freschi, ben dotati di sostanza organica e con pH intorno alla neutralità. Preferisce climi temperato-freddi ed umidi, tollera il freddo, ma non il gelo. Arresta la crescita con temperature inferiori ai 5°C. Ha un’ottima resistenza al gelo: resiste a temperature di -10°C e si può quindi conservare in campo durante l’inverno.\u003cbr\u003eE’ una coltura intercalare e lascia una buona fertilità residua sia per la notevole massa di residui colturali sia per il tipo di operazioni colturali richieste.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eVengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati (semina fra maggio e giugno) e successivamente trapiantate da luglio ad agosto. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003eIn funzione delle dimensioni delle palle al raccolto si hanno diverse fittezze d’impianto: le distanze variano da 60 a 70 cm tra le file e 30-60 cm lungo le file. Aumentando la fittezza si ottengono palle più piccole e maggiori rese totali.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eRichiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eLa coltura si avvantaggia notevolmente della concimazione organica. Il cavolo cappuccio è una specie mediamente esigente in elementi nutritivi (particolare importanza è rivestita da calcio e zolfo).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eSi commercializzano le teste intere che sono adatte alla conservazione frigorifera.\u003cbr\u003eIn cucina si utilizza previa cottura e per la preparazione di zuppe e minestre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eIl controllo delle erbe spontanee si può effettuare con sarchiature, pacciamatura e irrigazione localizzata oltre a una corretta rotazione colturale.\u003cbr\u003eE’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eLa coltura necessita di irrigazioni al trapianto e nella fase iniziale di crescita. Eccessi idrici (e di azoto) all’ingrossamento della testa ne possono causare la spaccatura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eTra le malattie fungine ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam), l’oidio (causato da Erysiphe cruciferarum) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003eI parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eLa peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003eL’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003ePer il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003eL’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003eIl controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eIndicativamente si producono 5kg di verze per metroquadro. La raccolta è scalare ed inizia circa a 100 giorni dal trapianto scegliendo le teste compatte e sode.\u003cbr\u003eLe prime gelate conferiscono caratteristiche qualitative migliori.\u003cbr\u003eSi possono conservare in pieno campo se la temperatura non scende sotto i -10°C.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eIl cavolo-verza è molto ricco in vitamina A, vitamina C, vitamina K (importante per la coagulazione del sangue) e di elementi minerali come potassio, fosforo, ferro, calcio, zolfo (responsabile anche del caratteristico odore percepibile durante la cottura). Porta in media 30 Kcal per 100 g di prodotto. Le proprietà curative del cavolo-verza erano conosciute fin dalle antichità. Recenti studi hanno dimostrato che il cavolo verza, grazie alle sue proprietà organolettiche e alla presenza di alcune sostanze dette indoli, è da considerarsi protettivo nei confronti di alcuni tumori, soprattutto quelli dell’apparato digerente ed urinario. Il decotto di foglie di cavolo verza sembra aiutare a combattere bronchiti ed asma nonchè malattie dell’apparato gastrodigerente. L’acqua di cottura è ricca in zolfo ed è utilizzata per la cura di eczemi ed infiammazioni. Il succo di cavolo-verza è molto utile anche per combattere la stipsi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eLe foglie nelle diverse cultivar assumono tonalità cromatiche variabili dal verde fino al rosso violaceo.\u003cbr\u003eComprende varietà estive, autunnali e invernali. Delle prime ricordiamo il Primaticcio di S.Giovanni, il Verzotto corto precoce ed il Padovano; delle autunnali, il Verzotto d’Asti, di Milano, di Napoli e Vittoria; delle invernali il Comune d’inverno, il Pontoise, Trionfo d’inverno, Re d’inverno, Vertus ed il Piacentino.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eOltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene le teste.\u003cbr\u003eÈ consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita o semplicemente con una poltiglia argillosa.\u003cbr\u003eUso del calendario biodinamico\u003cbr\u003ePer preservare la qualità e serbevolezza effettuare la raccolta in giorni di foglie.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973522657475,"sku":"SATI-KO87-1","price":7.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973522690243,"sku":"SATI-KO87-2,5","price":16.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973522723011,"sku":"SATI-KO87-5","price":26.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973522755779,"sku":"SATI-KO87-10","price":45.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973522788547,"sku":"SATI-KO87-25","price":103.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973522821315,"sku":"SATI-KO87-50","price":180.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973522854083,"sku":"SATI-KO87-100","price":326.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973522886851,"sku":"SATI-KO87","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/723.jpg?v=1710420695"},{"product_id":"cavolo-verza-paradiesler-sativa-ko92","title":"CAVOLO VERZA PARADIESLER - ko92","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea var. sabauda L\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eBrassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl Cavolo verza (Brassica oleracea var. Sabauda) appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae,  tribù: Brassiceae –. Specie: Brassica oleracea L. var. Sabauda è simile al cavolo cappuccio, ma a differenza di questo presenta foglie grinzose, increspate e con nervature prominenti.\u003cbr\u003e È una pianta di origine antichissima coltivata soprattutto nelle regioni centro-settentrionali d’Italia, particolarmente diffusa nel Canavese.\u003cbr\u003e Si tratta di una pianta biennale con radice fittonante non molto profonda, fusto eretto di lunghezza raramente superiore ai 30 centimetri, foglie grandi, bollose o gibbose lungo i bordi, le esterne rivolte all’infuori e le interne raccolte a palla ma meno strettamente embricate di quelle del cavolo cappuccio.\u003cbr\u003e La parte commestibile è costituita da una rosetta di foglie, quelle esterne sono rivolte in fuori, quelle interne si avvolgono e si sovrappongono, formando un grosso cappuccio globoso, serrato, abbastanza consistente. La palla, verde o rosso-violacea, non è molto compatta. Le nervature sono numerose e sottili; quella centrale è molto pronunciata e di colore bianco.\u003cbr\u003e Se lasciata sviluppare, la pianta cresce fino a 1,5 metri di altezza, formando abbondanti ramificazioni con rametti fioriferi. I fiori sono gialli e, dopo la fecondazione, in genere incrociata ed entomofila, danno luogo alla formazione di una siliqua portante numerosi semi rotondi, di colore nero bluastro.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-verza.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-528 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolo-verza.jpg\" alt=\"Cavolo verza\" width=\"130\" height=\"130\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003cbr\u003e Esigenze\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Si adatta bene a tutti i tipi di terreno, purché siano profondi, ben aerati e freschi, ben dotati di sostanza organica e con pH intorno alla neutralità. Preferisce climi temperato-freddi ed umidi, tollera il freddo, ma non il gelo. Arresta la crescita con temperature inferiori ai 5°C. Ha un’ottima resistenza al gelo: resiste a temperature di -10°C e si può quindi conservare in campo durante l’inverno.\u003cbr\u003e E’ una coltura intercalare e lascia una buona fertilità residua sia per la notevole massa di residui colturali sia per il tipo di operazioni colturali richieste.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati (semina fra maggio e giugno) e successivamente trapiantate da luglio ad agosto. Ottimo l’avvicendamento con legumonise.\u003cbr\u003e In funzione delle dimensioni delle palle al raccolto si hanno diverse fittezze d’impianto: le distanze variano da 60 a 70 cm tra le file e 30-60 cm lungo le file. Aumentando la fittezza si ottengono palle più piccole e maggiori rese totali.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Richiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La coltura si avvantaggia notevolmente della concimazione organica. Il cavolo cappuccio è una specie mediamente esigente in elementi nutritivi (particolare importanza è rivestita da calcio e zolfo).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Si commercializzano le teste intere che sono adatte alla conservazione frigorifera.\u003cbr\u003e In cucina si utilizza previa cottura e per la preparazione di zuppe e minestre.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il controllo delle erbe spontanee si può effettuare con sarchiature, pacciamatura e irrigazione localizzata oltre a una corretta rotazione colturale.\u003cbr\u003e E’ importante eliminare i residui colturali a fine ciclo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La coltura necessita di irrigazioni al trapianto e nella fase iniziale di crescita. Eccessi idrici (e di azoto) all’ingrossamento della testa ne possono causare la spaccatura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Tra le malattie fungine ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam), l’oidio (causato da Erysiphe cruciferarum) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eProdotti per la difesa\u003cbr\u003e La peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si può impiegare il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovideposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Indicativamente si producono 5kg di verze per metroquadro. La raccolta è scalare ed inizia circa a 100 giorni dal trapianto scegliendo le teste compatte e sode.\u003cbr\u003e Le prime gelate conferiscono caratteristiche qualitative migliori.\u003cbr\u003e Si possono conservare in pieno campo se la temperatura non scende sotto i -10°C.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Valori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il cavolo-verza è molto ricco in vitamina A, vitamina C, vitamina K (importante per la coagulazione del sangue) e di elementi minerali come potassio, fosforo, ferro, calcio, zolfo (responsabile anche del caratteristico odore percepibile durante la cottura). Porta in media 30 Kcal per 100 g di prodotto. Le proprietà curative del cavolo-verza erano conosciute fin dalle antichità. Recenti studi hanno dimostrato che il cavolo verza, grazie alle sue proprietà organolettiche e alla presenza di alcune sostanze dette indoli, è da considerarsi protettivo nei confronti di alcuni tumori, soprattutto quelli dell’apparato digerente ed urinario. Il decotto di foglie di cavolo verza sembra aiutare a combattere bronchiti ed asma nonchè malattie dell’apparato gastrodigerente. L’acqua di cottura è ricca in zolfo ed è utilizzata per la cura di eczemi ed infiammazioni. Il succo di cavolo-verza è molto utile anche per combattere la stipsi.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Famiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Le foglie nelle diverse cultivar assumono tonalità cromatiche variabili dal verde fino al rosso violaceo.\u003cbr\u003e Comprende varietà estive, autunnali e invernali. Delle prime ricordiamo il Primaticcio di S.Giovanni, il Verzotto corto precoce ed il Padovano; delle autunnali, il Verzotto d’Asti, di Milano, di Napoli e Vittoria; delle invernali il Comune d’inverno, il Pontoise, Trionfo d’inverno, Re d’inverno, Vertus ed il Piacentino.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Biodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Oltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene le teste.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita o semplicemente con una poltiglia argillosa.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico\u003cbr\u003e Per preservare la qualità e serbevolezza  effettuare la raccolta in giorni di foglie.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973533601987,"sku":"SATI-KO92-1","price":7.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973533634755,"sku":"SATI-KO92-2,5","price":16.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973533667523,"sku":"SATI-KO92-5","price":26.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973533700291,"sku":"SATI-KO92-10","price":45.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973533733059,"sku":"SATI-KO92-25","price":103.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973533765827,"sku":"SATI-KO92-50","price":180.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973533798595,"sku":"SATI-KO92-100","price":326.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973533831363,"sku":"SATI-KO92","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/732.jpg?v=1710420758"},{"product_id":"cavolini-di-bruxelles-selezione-sativa-ko96","title":"CAVOLINI DI BRUXELLES SELEZIONE - ko96","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea gemmifera\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eBrassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eI cavolini di Bruxelles sono i germogli ascellari di una varietà della famiglia dei cavoli Brassica oleracea, la gemmifera. Il cavolo di Bruxelles appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae,  tribù: Brassiceae – specie Brassica oleracea L..\u003cbr\u003e La pianta  è originaria del Belgio ed è coltivata soprattutto in Europa. Le principali nazioni produttrici sono Inghilterra, Francia e Olanda. Sembra sia stato importato in Italia dalle truppe romane di occupazione del territorio belga.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLa pianta presenta fusto eretto, alto fino a 1 metro, foglie alterne, più o meno lobate, rotonde all’apice e lungamente picciuolate, poco bollose e di colore verde.\u003cbr\u003e Il fusto termina con un ciuffo di foglie a palla floscia. Lungo il fusto altre foglie portano all’ascella germogli a forma di glomeruli arrotondati (cavolini), in numero di 25-30. Sono costituiti da foglioline embricate (l’una che copre una o due sottostanti, come i carciofi). Tali grumeruli, raccolti quando hanno la grossezza di una noce o al massimo di circa un uovo di gallina, costituiscono le parti eduli del cavolo di Bruxelles.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolino-di-Bruxelles.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"wp-image-312 alignleft\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolino-di-Bruxelles.jpg\" alt=\"Cavolino di Bruxelles\" width=\"122\" height=\"183\"\u003e\u003c\/a\u003eEsigenze \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Vegeta bene nelle zone caratterizzate da estate fresca e umida e da inverno mite, clima tipico di alcune zone del nord Europa.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl cavolo di Bruxelles viene prodotto esclusivamente in pieno campo. Il tempo di coltivazione è compreso fra 6 e 8 settimane, la semina principale viene effettuata fra marzo e metà maggio. Le piantine si trapiantano quando hanno raggiunto l’altezza di 20-25 cm a 50 cm di distanza sulla fila e file distanti 60 cm, eliminando le piantine con l’apice vegetativo assente o deformato e quelle gracili.\u003cbr\u003e Per garantire delle produzioni precoci (agosto-settembre), la semina viene anticipata di un mese.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003ePuò essere utile la pacciamatura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003ePer la sua coltivazione non bisogna usare concimi organici troppo ricchi d’azoto in quanto le piccole teste globose perderebbero la loro conformazione caratteristica, rimanendo piccole e aperte.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eÈ destinato al consumo fresco.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure Culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e È molto importate effettuare ampie rotazioni, per evitare la comparsa di avversità, in particolare l’ernia del cavolo.\u003cbr\u003e Il portamento di questa pianta ricorda il cavolo nero toscano e la coltura è molto simile. Necessita spesso di sostegni per evitare che si pieghi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa coltura necessita soprattutto di irrigazioni al trapianto e nella fase di ingrossamento dei glomeruli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eTra le malattie fungine ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si impiega il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti famigliari con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovodeposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa produzione  va da settembre a marzo con rese di 1-2 kg\/mq. Si comincia dai cespi alla base, quando raggiungono 2-3 cm di diametro. Per le varietà tardive si possono attendere le prime gelate, che migliorano la qualità dei cespi.\u003cbr\u003e I cavoletti di Bruxelles hanno sapore amaro e acido: per aumentarne la digeribilità si consiglia di bollirli per qualche minuto in acqua molto salata per poi procedere alla normale cottura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eI cavoli di Bruxelles apportano 30 calorie ogni 100 gr e presentano un buon contenuto in ferro, fosforo, potassio, calcio, vitamina C, vitamina A e fibra. Come tutti i vegetali appartenenti al genere Brassica oleracea i cavoli di Bruxelles hanno azione antiulcera, antianemica, disintossicante (un tempo si usava somministrare l’acqua di cottura delle foglie per smaltire una forte ubriacatura). Gli indoli, i ditioltioni, la vitamina E, la vitamina C, la clorofilla, i flavonoidi e gli acidi fenolici presenti in questa coltura sono ritenuti utili nella prevenzione di varie neoplasie. In particolare è consigliato il consumo alle donne perché, agendo in modo positivo nei confronti del metabolismo degli ormoni, aiuta a prevenire i tumori al seno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl cavolo di Bruxelles comprende numerose varietà che si adattano alle diverse stagioni e ai diversi climi.\u003cbr\u003e Varietà precoci (produzione da fine settembre a novembre): Precoce mezzo nano, Asgard, Cor, Lunet, Mallard, Nicoline, Porter, Riga.\u003cbr\u003e Varietà semi-tardiva (produzione da novembre a dicembre): Citadelle, Héraclès, Kundry, Odessa, Pilar, Rampart, Tornado, Perfezione.\u003cbr\u003e Varietà tardiva e molto tardiva (produzione da gennaio a marzo): Content, Edmund, Stat, Gabion, Igor, Lauris, Pinacle\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eOltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene i cavolini, raggiungendo la giusta pezzatura senza che si aprano.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita.\u003cbr\u003e USO DEL CALENDARIO BIODINAMICO\u003cbr\u003e Semina in giorni di foglie e per preservare la qualità e serbevolezza  effettuare la raccolta in giorni di foglie.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973537632451,"sku":"SATI-KO96-1","price":7.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973537665219,"sku":"SATI-KO96-2,5","price":16.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973537697987,"sku":"SATI-KO96-5","price":26.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973537730755,"sku":"SATI-KO96-10","price":45.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973537763523,"sku":"SATI-KO96-25","price":103.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973537796291,"sku":"SATI-KO96-50","price":180.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973537829059,"sku":"SATI-KO96-100","price":326.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973537861827,"sku":"SATI-KO96","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/734.jpg?v=1710420775"},{"product_id":"cavolini-di-bruxelles-rubine-sativa-ko98","title":"CAVOLINI DI BRUXELLES RUBINE - ko98","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eBrassica oleracea gemmifera\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia: \u003cem\u003eBrassicaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eI cavolini di Bruxelles sono i germogli ascellari di una varietà della famiglia dei cavoli Brassica oleracea, la gemmifera. Il cavolo di Bruxelles appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae,  tribù: Brassiceae – specie Brassica oleracea L..\u003cbr\u003e La pianta  è originaria del Belgio ed è coltivata soprattutto in Europa. Le principali nazioni produttrici sono Inghilterra, Francia e Olanda. Sembra sia stato importato in Italia dalle truppe romane di occupazione del territorio belga.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLa pianta presenta fusto eretto, alto fino a 1 metro, foglie alterne, più o meno lobate, rotonde all’apice e lungamente picciuolate, poco bollose e di colore verde.\u003cbr\u003e Il fusto termina con un ciuffo di foglie a palla floscia. Lungo il fusto altre foglie portano all’ascella germogli a forma di glomeruli arrotondati (cavolini), in numero di 25-30. Sono costituiti da foglioline embricate (l’una che copre una o due sottostanti, come i carciofi). Tali grumeruli, raccolti quando hanno la grossezza di una noce o al massimo di circa un uovo di gallina, costituiscono le parti eduli del cavolo di Bruxelles.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolino-di-Bruxelles.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"wp-image-312 alignleft\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cavolino-di-Bruxelles.jpg\" alt=\"Cavolino di Bruxelles\" width=\"122\" height=\"183\"\u003e\u003c\/a\u003eEsigenze \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Vegeta bene nelle zone caratterizzate da estate fresca e umida e da inverno mite, clima tipico di alcune zone del nord Europa.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eTempi di semina e trapianto\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl cavolo di Bruxelles viene prodotto esclusivamente in pieno campo. Il tempo di coltivazione è compreso fra 6 e 8 settimane, la semina principale viene effettuata fra marzo e metà maggio. Le piantine si trapiantano quando hanno raggiunto l’altezza di 20-25 cm a 50 cm di distanza sulla fila e file distanti 60 cm, eliminando le piantine con l’apice vegetativo assente o deformato e quelle gracili.\u003cbr\u003e Per garantire delle produzioni precoci (agosto-settembre), la semina viene anticipata di un mese.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eLavorazioni\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003ePuò essere utile la pacciamatura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFertilizzazione\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003ePer la sua coltivazione non bisogna usare concimi organici troppo ricchi d’azoto in quanto le piccole teste globose perderebbero la loro conformazione caratteristica, rimanendo piccole e aperte.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eÈ destinato al consumo fresco.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eCure Culturali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e È molto importate effettuare ampie rotazioni, per evitare la comparsa di avversità, in particolare l’ernia del cavolo.\u003cbr\u003e Il portamento di questa pianta ricorda il cavolo nero toscano e la coltura è molto simile. Necessita spesso di sostegni per evitare che si pieghi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eIrrigazione\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa coltura necessita soprattutto di irrigazioni al trapianto e nella fase di ingrossamento dei glomeruli.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eAvversità\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eTra le malattie fungine ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’Ernia delle crucifere (Plasmodiophora brassicae), i marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam) e la peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica). Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).\u003cbr\u003e I parassiti animali più importanti sono gli afidi (Myzus persicae, Brevicoryne brassicae), le Nottue, Cavolaie (Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Pieris brassicae), le elateridi (Agriotes spp.), l’altica (Phyllotreta spp.), i punteruoli (Baris spp., Ceuthorrhyncus spp.) e la mosca del cavolo (Delia radicum).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.\u003cbr\u003e Per il controllo di nottue e cavolaia si impiega il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.\u003cbr\u003e L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti famigliari con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.\u003cbr\u003e Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovodeposizione.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa produzione  va da settembre a marzo con rese di 1-2 kg\/mq. Si comincia dai cespi alla base, quando raggiungono 2-3 cm di diametro. Per le varietà tardive si possono attendere le prime gelate, che migliorano la qualità dei cespi.\u003cbr\u003e I cavoletti di Bruxelles hanno sapore amaro e acido: per aumentarne la digeribilità si consiglia di bollirli per qualche minuto in acqua molto salata per poi procedere alla normale cottura.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eI cavoli di Bruxelles apportano 30 calorie ogni 100 gr e presentano un buon contenuto in ferro, fosforo, potassio, calcio, vitamina C, vitamina A e fibra. Come tutti i vegetali appartenenti al genere Brassica oleracea i cavoli di Bruxelles hanno azione antiulcera, antianemica, disintossicante (un tempo si usava somministrare l’acqua di cottura delle foglie per smaltire una forte ubriacatura). Gli indoli, i ditioltioni, la vitamina E, la vitamina C, la clorofilla, i flavonoidi e gli acidi fenolici presenti in questa coltura sono ritenuti utili nella prevenzione di varie neoplasie. In particolare è consigliato il consumo alle donne perché, agendo in modo positivo nei confronti del metabolismo degli ormoni, aiuta a prevenire i tumori al seno.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eIl cavolo di Bruxelles comprende numerose varietà che si adattano alle diverse stagioni e ai diversi climi.\u003cbr\u003e Varietà precoci (produzione da fine settembre a novembre): Precoce mezzo nano, Asgard, Cor, Lunet, Mallard, Nicoline, Porter, Riga.\u003cbr\u003e Varietà semi-tardiva (produzione da novembre a dicembre): Citadelle, Héraclès, Kundry, Odessa, Pilar, Rampart, Tornado, Perfezione.\u003cbr\u003e Varietà tardiva e molto tardiva (produzione da gennaio a marzo): Content, Edmund, Stat, Gabion, Igor, Lauris, Pinacle\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBiodinamica\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eOltre all’irrorazione dei preparati da spruzzo all’impianto e in produzione, l’apporto di sostanza organica ben compostata tramite cumulo biodinamico consente di limitare squilibri nella crescita ed i conseguenti attacchi di parassiti e di far sviluppare bene i cavolini, raggiungendo la giusta pezzatura senza che si aprano.\u003cbr\u003e È consigliabile eseguire l’inzaffardatura del materiale di propagazione con terra mescolata a cornoletame 500 o con pasta per tronchi biodinamica diluita.\u003cbr\u003e USO DEL CALENDARIO BIODINAMICO\u003cbr\u003e Semina in giorni di foglie e per preservare la qualità e serbevolezza  effettuare la raccolta in giorni di foglie.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.1","offer_id":42973539205315,"sku":"SATI-KO98-1","price":7.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.2,5","offer_id":42973539238083,"sku":"SATI-KO98-2,5","price":19.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973539270851,"sku":"SATI-KO98-5","price":27.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973539303619,"sku":"SATI-KO98-10","price":47.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973539336387,"sku":"SATI-KO98-25","price":107.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973539369155,"sku":"SATI-KO98-50","price":188.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973539401923,"sku":"SATI-KO98-100","price":341.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973539434691,"sku":"SATI-KO98","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/735.jpg?v=1710420784"},{"product_id":"porro-hilari-ks-sativa-la42","title":"PORRO HILARI KS - la42","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eAllium porrum (L.) J. Gay\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eFamiglia: \u003cem\u003e Liliacee\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eNon si hanno notizie certe sulla zona di origine del porro in quanto non è mai stata identificata alcuna forma selvatica. Alcuni autori sostengono che tale specie provenga dall’area celtica, dove era già conosciuto attorno al 3.000 avanti Cristo.\u003cbr\u003e In Egitto, coltivato assieme a cipolle ed aglio, il porro costituiva la dieta degli schiavi costruttori delle piramidi, così come testimoniato dai geroglifici del 2.000 a.C.. La sua coltivazione si estende nei secoli a tutto il bacino mediterraneo. Nel Medioevo, il porro, rappresenta una di quelle piante che hanno consentito di superare i periodi di grandi carestie e pestilenze che hanno afflitto l’uomo per decenni.\u003cbr\u003e In Piemonte il Porro viene coltivato su una superficie complessiva di circa 200 Ha con una produzione di 30.000 q. dei quali il 62% prodotti in Provincia di Cuneo. Da ricordare la particolare coltivazione del porro nel Comune di Cervere.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eIl porro è una pianta biennale  appartenente alla famiglia delle Liliacee. Il fusto è costituito da un disco che nella parte inferiore origina un fitto apparato radicale fascicolato, mentre nella parte superiore sviluppa delle lunghe foglie di forma lineare – lanceolata. Il cosiddetto “falso fusto” che si sviluppa nella parte basale è costituito dall’alternanza e sovrapposizione di foglie inguainate. Le caratteristiche di coltivazione determinano la lunghezza del bulbo. La fioritura si verifica nel secondo anno di vegetazione. Nel secondo anno il porro porta alla sua sommità un’infiorescenza globosa ad ombrella, formata da numerosi piccoli fiori, bianchi o rosa. Il frutto è una capsula contenente due o tre semi di colore nero, simili ai semi della cipolla.\u003cbr\u003e Esigenze pedoclimatiche\u003cbr\u003e Interrompe l’attività vegetativa con temperature inferiori a 8-10°C, ma è in grado di resistere anche a -8°C. La pianta è abbastanza rustica, tollera poco climi caldo-afosi.\u003cbr\u003e Tempi di semina e trapianto\u003cbr\u003e La germinabilità del seme dura solo due anni e la nascita delle piantine avviene 15 – 20 giorni dopo la semina, la cui profondità non deve superare il mezzo cm.\u003cbr\u003e Il periodo ottimale è tra marzo e maggio (in semenzaio) e si trapianta in campo da giugno a fine luglio, quando le piantine raggiungono un’altezza di circa 25 cm o meno, mantenendo una distanza tra le file di 30-60 cm, e di 10-15 cm tra le piante. La profondità di trapianto non deve superare i 15 cm.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Porro.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-462 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Porro.jpg\" alt=\"Porro\" width=\"125\" height=\"135\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLavorazioni\u003cbr\u003e Il porro esige un terreno profondo, fresco, permeabile, fertile, irriguo e con un pH neutro o leggermente sub – acido (pH 6 – 7). Quando è coltivato in pieno campo è considerato una coltura di rinnovo come il mais e, di conseguenza, deve seguire un cereale tipo grano, orzo, segale, avena. Tutte le graminacee possiedono un imponente apparato radicale che funge da “aratura naturale”, l’interramento dei residui colturali senza arature tardive che nuocciono all’humus viene consigliato.\u003cbr\u003e Nell’orto famigliare il porro può essere coltivato nell’anno successivo dopo patata, pomodoro, peperone, cetriolo, zucchino e lattuga. La coltura non va ristoppiata (ripetizione della stessa coltura sullo stesso terreno) al fine di evitare malattie crittogame, fisiopatie, scarse e qualitativamente scadenti produzioni.\u003cbr\u003e Fertilizzazioni\u003cbr\u003e Il porro è più esigente rispetto ad aglio e cipolle. Su un estensione di circa 40 m2 (100 Kg di produzione) mediamente assorbe: Azoto 335 g., Anidride fosforica g. 200, Ossido di potassio g. 400, Ossido di calcio g. 200, Ossido di magnesio g. 100. Ha quindi esigenze medio-alte in azoto (meglio se subito disponibile alla fase di trapianto), alte in fosforo e medie in potassio. La disponibilità di zolfo è importante per favorire una buona qualità. Raccomandiamo utilizzo di letame compostato maturo, possibilmente biodinamico.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eCure colturali ed irrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Una ripetuta ed oculata  irrigazione post-trapianto consentono di evitare un arresto della vegetazione. Quando la pianta ha raggiunto un buon sviluppo è opportuno eseguire alcune sarchiature leggere tendenti ad eliminare le erbe infestanti ed a rompere la crosta del terreno. La rincalzatura va eseguita circa a 40-50 gg. dopo il trapianto per favorire l’imbiancamento del bulbo.\u003cbr\u003e Avversità\u003cbr\u003e Buone pratiche colturali come avvicendamento, compost maturo, giusta e tempestiva irrigazione, assicurano l’esito di piante sane e forti. Tra i parassiti più insidiosi si ricorda la mosca Chortophila antiqua, la cui larva danneggia la radice e il bulbo (colpisce anche aglio e cipolla); la tignola del porro (Acrolepia assectella) che danneggia le foglie. Tra le crittogame più pericolose si possono annoverare: l’Alternaria del porro (alternaria porri) che attacca le foglie e provoca il marciume dei bulbi; la pernospora del porro (Phitophthora porri) che provoca il seccume delle piante e delle foglie e la ruggine del porro che attacca le foglie e si manifesta con pustole di colore rossastro. Fra i batteri può rendersi pericoloso il Batterium carotovorum che provoca l’ingiallimento delle foglie ed il marciume putrido del bulbo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Negli orti biodinamici non si riscontrano particolari ed invasive manifestazioni di parassiti e funghi, pertanto raccomandiamo un corretto uso dei preparati biodinamici anche come prevenzione.\u003cbr\u003e Per la difesa dalla tignola consigliamo farina di roccia e infuso di equiseto ogni 2-3 settimane (utile anche per prevenire malattie fungine), le piante colpite vanno tagliate, dopo di che ricacceranno nuovamente.\u003cbr\u003e Per la mosca (che forse è il problema più diffuso) bisogna prevenire bene la possibilità di favorire il parassita nella fase di trapianto. Si consigliano: un giusto avvicendamento colturale (la mosca è un pessimo volatore) oppure coprire le piante con tessuto non tessuto subito dopo il trapianto e la consociazione con la carota.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e L’intervallo di tempo tra trapianto e raccolta varia da 110-180 giorni a seconda delle varietà. A seconda del periodo di semina la raccolta può essere effettuata: nel mese di novembre (semina marzo-aprile), nel mese di febbraio-marzo-aprile (semina maggio – giugno). In 100 m2 possiamo ottenere circa 300 kg di porri.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e 100 gr di porri contengono (29 Kcal): g. 87,8 di acqua, g. 2,3 di proteine; g. 0,1 di grassi; g. 5,2 di zuccheri solubili; g. 1,2 di fibra mg. 0,8 di ferro; mg. 54 di calcio; mg. 57 di fosforo; mg. 0,06 di vitamina B1; mg. 0,08 di vitamina B2; mg. 0,5 di Vitamina PP; tracce di Vitamina A; mg. 9 di Vitamina C unitamente a modesti quantitativi di Magnesio, Sodio, Potassio, Manganese, Silicio ed essenza sulfo-azotata.\u003cbr\u003e Il porro possiede proprietà toniche, nervine, diuretiche, lassative, antisettiche. Veniva utilizzato nella cura di  dispepsie, anemie, reumatismi, artrite, gotta, affezioni urinarie, obesità, emorroidi, piaghe, punture di insetti, inoltre è utile per migliorare o mantenere la freschezza della pelle del viso. Secondo il medico rinascimentale Castore Durante, il consumo equilibrato di questo ortaggio “provoca l’urina, facilita le mestruazioni, dissolve le ventosità, stimola Venere; cotto con le mele pulisce i polmoni, riduce l’asma; mangiato con sale purga lo stomaco, cotto sotto la cenere risolve il mal di testa, toglie l’ubriachezza, sana i dolori colici, sana la tosse, migliora la voce e fa feconde le donne”. Normalmente il porro si utilizza sotto forma di decotto: 30 g. di radici di porro, lavate e pestate nel latte, rappresentano un buon vermifugo. Non è consigliabile il consumo del porro crudo. Infine ricordiamo il suo effetto afrodisiaco!\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il porro è pianta erbacea biennale appartenete alla famiglia delle Liliacee (a cui appartengono anche l’aglio e la cipolla), tra le più diffuse varietà si ricordano: Porro Maxim (autunnale ed invernale); Porro mostruoso di Carentan (autunnale e invernale), Porro Gigante di Inverno (invernale); Porro lungo della riviera (autunnale); Porro grosso d’Italia (invernale) Porro lungo d’inverno (autunnale o invernale). Fra le varietà francesi di un certo interesse si ricorda: Porro Bleu de Selaise a foglie di colore verde – cupo e il porro solaise violet con le foglie di colore violetto.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eTrattamenti biodinamici\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il grande ricercatore biodinamico Ehrenfried Pfeiffer consiglia per l’orto famigliare la varietà Gigante di Carentan poiché è rustico, possiede un fusto grosso, bianco e foglie larghe. Si concima con letame compostato con preparati biodinamici, senza eccedere nelle concimazioni, altrimenti si avranno porri grossi ma dal sapore aspro. Il porro cresce molto bene dopo le patate.\u003cbr\u003e Nella fase di trapianto si consiglia di spruzzare nei solchi il cornoletame o 500, o l’immersione delle radici nello stesso, per favorire l’attecchimento ed una rapida levata. Successivamente è possibile dare il 501 o cornosilice per favorire la concentrazione di sostanze nutritive nelle foglie.\u003cbr\u003e Predilige consociazioni con carota, barbabietola e sedano, ma esige un’aiuola tutta per sé.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico\u003cbr\u003e Il porro, considerato il suo stretto rapporto con il terreno, non viene considerato pianta da foglia ma bensì da radice. Per la fase di semina opteremo quindi per giorni di Terra e la Luna discendente per il trapianto, per favorire il radicamento e la germinazione, mentre i giorni di Terra e radice saranno inoltre dedicati a lavorazioni di sarchiatura, rincalzamento e raccolta.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.2,5","offer_id":42973580591299,"sku":"SATI-LA42-2,5","price":6.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973580624067,"sku":"SATI-LA42-5","price":13.22,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973580656835,"sku":"SATI-LA42-10","price":21.99,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973580689603,"sku":"SATI-LA42-25","price":41.82,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973580722371,"sku":"SATI-LA42-50","price":63.09,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973580755139,"sku":"SATI-LA42-100","price":105.17,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973580787907,"sku":"SATI-LA42-250","price":240.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973580820675,"sku":"SATI-LA42","price":4.5,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/760.jpg?v=1710420977"},{"product_id":"porro-gigante-d-inverno-bioseme-3320","title":"PORRO SIEGFRIED - la50","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eVarietà a crescita lenta, di color verde medio e dal portamento eretto. Adatto allo svernamento in campo. Resiste a forti gelate, monta relativamente lenta in primavera. Seminare in maggio per la raccolta in primavera.\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.2,5","offer_id":42973584228547,"sku":"SATI-LA50-2,5","price":6.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973584261315,"sku":"SATI-LA50-5","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973584294083,"sku":"SATI-LA50-10","price":21.99,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973584326851,"sku":"SATI-LA50-25","price":41.82,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973584359619,"sku":"SATI-LA50-50","price":63.09,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973584392387,"sku":"SATI-LA50-100","price":105.17,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973584425155,"sku":"SATI-LA50","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/PORRO_SIEGFRIED_-_SATIVA_la50.jpg?v=1737558416"},{"product_id":"porro-blu-verde-invernale-avano-ks-sativa-la62","title":"PORRO BLU - VERDE INVERNALE AVANO KS - la62","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eAllium porrum (L.) J. Gay\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eFamiglia: \u003cem\u003e Liliacee\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eNon si hanno notizie certe sulla zona di origine del porro in quanto non è mai stata identificata alcuna forma selvatica. Alcuni autori sostengono che tale specie provenga dall’area celtica, dove era già conosciuto attorno al 3.000 avanti Cristo.\u003cbr\u003e In Egitto, coltivato assieme a cipolle ed aglio, il porro costituiva la dieta degli schiavi costruttori delle piramidi, così come testimoniato dai geroglifici del 2.000 a.C.. La sua coltivazione si estende nei secoli a tutto il bacino mediterraneo. Nel Medioevo, il porro, rappresenta una di quelle piante che hanno consentito di superare i periodi di grandi carestie e pestilenze che hanno afflitto l’uomo per decenni.\u003cbr\u003e In Piemonte il Porro viene coltivato su una superficie complessiva di circa 200 Ha con una produzione di 30.000 q. dei quali il 62% prodotti in Provincia di Cuneo. Da ricordare la particolare coltivazione del porro nel Comune di Cervere.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eIl porro è una pianta biennale  appartenente alla famiglia delle Liliacee. Il fusto è costituito da un disco che nella parte inferiore origina un fitto apparato radicale fascicolato, mentre nella parte superiore sviluppa delle lunghe foglie di forma lineare – lanceolata. Il cosiddetto “falso fusto” che si sviluppa nella parte basale è costituito dall’alternanza e sovrapposizione di foglie inguainate. Le caratteristiche di coltivazione determinano la lunghezza del bulbo. La fioritura si verifica nel secondo anno di vegetazione. Nel secondo anno il porro porta alla sua sommità un’infiorescenza globosa ad ombrella, formata da numerosi piccoli fiori, bianchi o rosa. Il frutto è una capsula contenente due o tre semi di colore nero, simili ai semi della cipolla.\u003cbr\u003e Esigenze pedoclimatiche\u003cbr\u003e Interrompe l’attività vegetativa con temperature inferiori a 8-10°C, ma è in grado di resistere anche a -8°C. La pianta è abbastanza rustica, tollera poco climi caldo-afosi.\u003cbr\u003e Tempi di semina e trapianto\u003cbr\u003e La germinabilità del seme dura solo due anni e la nascita delle piantine avviene 15 – 20 giorni dopo la semina, la cui profondità non deve superare il mezzo cm.\u003cbr\u003e Il periodo ottimale è tra marzo e maggio (in semenzaio) e si trapianta in campo da giugno a fine luglio, quando le piantine raggiungono un’altezza di circa 25 cm o meno, mantenendo una distanza tra le file di 30-60 cm, e di 10-15 cm tra le piante. La profondità di trapianto non deve superare i 15 cm.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Porro.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-462 aligncenter\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Porro.jpg\" alt=\"Porro\" width=\"125\" height=\"135\"\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eLavorazioni\u003cbr\u003e Il porro esige un terreno profondo, fresco, permeabile, fertile, irriguo e con un pH neutro o leggermente sub – acido (pH 6 – 7). Quando è coltivato in pieno campo è considerato una coltura di rinnovo come il mais e, di conseguenza, deve seguire un cereale tipo grano, orzo, segale, avena. Tutte le graminacee possiedono un imponente apparato radicale che funge da “aratura naturale”, l’interramento dei residui colturali senza arature tardive che nuocciono all’humus viene consigliato.\u003cbr\u003e Nell’orto famigliare il porro può essere coltivato nell’anno successivo dopo patata, pomodoro, peperone, cetriolo, zucchino e lattuga. La coltura non va ristoppiata (ripetizione della stessa coltura sullo stesso terreno) al fine di evitare malattie crittogame, fisiopatie, scarse e qualitativamente scadenti produzioni.\u003cbr\u003e Fertilizzazioni\u003cbr\u003e Il porro è più esigente rispetto ad aglio e cipolle. Su un estensione di circa 40 m2 (100 Kg di produzione) mediamente assorbe: Azoto 335 g., Anidride fosforica g. 200, Ossido di potassio g. 400, Ossido di calcio g. 200, Ossido di magnesio g. 100. Ha quindi esigenze medio-alte in azoto (meglio se subito disponibile alla fase di trapianto), alte in fosforo e medie in potassio. La disponibilità di zolfo è importante per favorire una buona qualità. Raccomandiamo utilizzo di letame compostato maturo, possibilmente biodinamico.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eCure colturali ed irrigazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Una ripetuta ed oculata  irrigazione post-trapianto consentono di evitare un arresto della vegetazione. Quando la pianta ha raggiunto un buon sviluppo è opportuno eseguire alcune sarchiature leggere tendenti ad eliminare le erbe infestanti ed a rompere la crosta del terreno. La rincalzatura va eseguita circa a 40-50 gg. dopo il trapianto per favorire l’imbiancamento del bulbo.\u003cbr\u003e Avversità\u003cbr\u003e Buone pratiche colturali come avvicendamento, compost maturo, giusta e tempestiva irrigazione, assicurano l’esito di piante sane e forti. Tra i parassiti più insidiosi si ricorda la mosca Chortophila antiqua, la cui larva danneggia la radice e il bulbo (colpisce anche aglio e cipolla); la tignola del porro (Acrolepia assectella) che danneggia le foglie. Tra le crittogame più pericolose si possono annoverare: l’Alternaria del porro (alternaria porri) che attacca le foglie e provoca il marciume dei bulbi; la pernospora del porro (Phitophthora porri) che provoca il seccume delle piante e delle foglie e la ruggine del porro che attacca le foglie e si manifesta con pustole di colore rossastro. Fra i batteri può rendersi pericoloso il Batterium carotovorum che provoca l’ingiallimento delle foglie ed il marciume putrido del bulbo.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eProdotti per la difesa\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Negli orti biodinamici non si riscontrano particolari ed invasive manifestazioni di parassiti e funghi, pertanto raccomandiamo un corretto uso dei preparati biodinamici anche come prevenzione.\u003cbr\u003e Per la difesa dalla tignola consigliamo farina di roccia e infuso di equiseto ogni 2-3 settimane (utile anche per prevenire malattie fungine), le piante colpite vanno tagliate, dopo di che ricacceranno nuovamente.\u003cbr\u003e Per la mosca (che forse è il problema più diffuso) bisogna prevenire bene la possibilità di favorire il parassita nella fase di trapianto. Si consigliano: un giusto avvicendamento colturale (la mosca è un pessimo volatore) oppure coprire le piante con tessuto non tessuto subito dopo il trapianto e la consociazione con la carota.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eProduzione e raccolta\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e L’intervallo di tempo tra trapianto e raccolta varia da 110-180 giorni a seconda delle varietà. A seconda del periodo di semina la raccolta può essere effettuata: nel mese di novembre (semina marzo-aprile), nel mese di febbraio-marzo-aprile (semina maggio – giugno). In 100 m2 possiamo ottenere circa 300 kg di porri.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eValori nutrizionali\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e 100 gr di porri contengono (29 Kcal): g. 87,8 di acqua, g. 2,3 di proteine; g. 0,1 di grassi; g. 5,2 di zuccheri solubili; g. 1,2 di fibra mg. 0,8 di ferro; mg. 54 di calcio; mg. 57 di fosforo; mg. 0,06 di vitamina B1; mg. 0,08 di vitamina B2; mg. 0,5 di Vitamina PP; tracce di Vitamina A; mg. 9 di Vitamina C unitamente a modesti quantitativi di Magnesio, Sodio, Potassio, Manganese, Silicio ed essenza sulfo-azotata.\u003cbr\u003e Il porro possiede proprietà toniche, nervine, diuretiche, lassative, antisettiche. Veniva utilizzato nella cura di  dispepsie, anemie, reumatismi, artrite, gotta, affezioni urinarie, obesità, emorroidi, piaghe, punture di insetti, inoltre è utile per migliorare o mantenere la freschezza della pelle del viso. Secondo il medico rinascimentale Castore Durante, il consumo equilibrato di questo ortaggio “provoca l’urina, facilita le mestruazioni, dissolve le ventosità, stimola Venere; cotto con le mele pulisce i polmoni, riduce l’asma; mangiato con sale purga lo stomaco, cotto sotto la cenere risolve il mal di testa, toglie l’ubriachezza, sana i dolori colici, sana la tosse, migliora la voce e fa feconde le donne”. Normalmente il porro si utilizza sotto forma di decotto: 30 g. di radici di porro, lavate e pestate nel latte, rappresentano un buon vermifugo. Non è consigliabile il consumo del porro crudo. Infine ricordiamo il suo effetto afrodisiaco!\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFamiglia e varietà\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il porro è pianta erbacea biennale appartenete alla famiglia delle Liliacee (a cui appartengono anche l’aglio e la cipolla), tra le più diffuse varietà si ricordano: Porro Maxim (autunnale ed invernale); Porro mostruoso di Carentan (autunnale e invernale), Porro Gigante di Inverno (invernale); Porro lungo della riviera (autunnale); Porro grosso d’Italia (invernale) Porro lungo d’inverno (autunnale o invernale). Fra le varietà francesi di un certo interesse si ricorda: Porro Bleu de Selaise a foglie di colore verde – cupo e il porro solaise violet con le foglie di colore violetto.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eTrattamenti biodinamici\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e Il grande ricercatore biodinamico Ehrenfried Pfeiffer consiglia per l’orto famigliare la varietà Gigante di Carentan poiché è rustico, possiede un fusto grosso, bianco e foglie larghe. Si concima con letame compostato con preparati biodinamici, senza eccedere nelle concimazioni, altrimenti si avranno porri grossi ma dal sapore aspro. Il porro cresce molto bene dopo le patate.\u003cbr\u003e Nella fase di trapianto si consiglia di spruzzare nei solchi il cornoletame o 500, o l’immersione delle radici nello stesso, per favorire l’attecchimento ed una rapida levata. Successivamente è possibile dare il 501 o cornosilice per favorire la concentrazione di sostanze nutritive nelle foglie.\u003cbr\u003e Predilige consociazioni con carota, barbabietola e sedano, ma esige un’aiuola tutta per sé.\u003cbr\u003e Uso del calendario biodinamico\u003cbr\u003e Il porro, considerato il suo stretto rapporto con il terreno, non viene considerato pianta da foglia ma bensì da radice. Per la fase di semina opteremo quindi per giorni di Terra e la Luna discendente per il trapianto, per favorire il radicamento e la germinazione, mentre i giorni di Terra e radice saranno inoltre dedicati a lavorazioni di sarchiatura, rincalzamento e raccolta.\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.2,5","offer_id":42973585801411,"sku":"SATI-LA62-2,5","price":6.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.5","offer_id":42973585834179,"sku":"SATI-LA62-5","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973585866947,"sku":"SATI-LA62-10","price":22.51,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973585899715,"sku":"SATI-LA62-25","price":50.98,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973585932483,"sku":"SATI-LA62-50","price":79.97,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973585965251,"sku":"SATI-LA62-100","price":133.45,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973585998019,"sku":"SATI-LA62","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr. 250","offer_id":42973586030787,"sku":"SATI-LA62-250","price":303.36,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/763.jpg?v=1710421000"},{"product_id":"cipolla-rossa-di-ginevra-sativa-zw11","title":"CIPOLLA ROSSA DI GINEVRA -  zw11","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #218e53;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003e\u003cstrong\u003eATTENZIONE: SI INFORMA CHE PER LE GRAMMATURE \u003cstrong\u003eTEMPO DI ATTESA CIRCA 10GG LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DEL PAGAMENTO\u003c\/strong\u003e PER GARANTIRE LA FRESCHEZZA E LA QUALITA' DEL PRODOTTO.\u003c\/strong\u003e \u003c\/strong\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eVarietà tonda e piatta, medio-precoce, dal color porpora scuro. Adatta per fare le trecce di cipolla. Si conserva fino a gennaio. Crescita più lenta rispetto alle varietà a tunica gialla.\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973587341507,"sku":"SATI-ZW11-5","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973587374275,"sku":"SATI-ZW11-10","price":12.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973587439811,"sku":"SATI-ZW11-25","price":19.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973587472579,"sku":"SATI-ZW11-50","price":31.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973587505347,"sku":"SATI-ZW11-100","price":49.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973587538115,"sku":"SATI-ZW11-250","price":116.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973587603651,"sku":"SATI-ZW11-500","price":185.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973587636419,"sku":"SATI-ZW11","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false},{"title":"kg.1","offer_id":55989143470461,"sku":"","price":336.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/764.jpg?v=1710421012"},{"product_id":"cipolla-di-stoccarda-sativa-zw12","title":"CIPOLLA DI STOCCARDA - zw12","description":"\u003cp\u003eNome scientifico: \u003cem\u003eAllium cepa L.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003eFamiglia:  \u003cem\u003eLiliaceae\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eBreve storia e note botaniche sulla pianta\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003eLa cipolla (Allium cepa L.) è una pianta coltivata bulbosa,  appartiene alla famiglia delle Liliaceae o meglio, alcuni schemi tassonomici più attuali, la inseriscono per la forma dell’infiorescenza, nella famiglia delle Amarillidaceae come l’aglio.\u003cbr\u003e Probabilmente originaria degli altipiani del Turchestan e dell’Afghanistan (Asia occidentale). La sua coltivazione è molto antica e risale agli Egizi, oggi è coltivata in tutto il mondo. In Italia le regioni maggiormente interessate a questa coltura sono l’Emilia-Romagna, la Campania, la Sicilia e la Puglia; tuttavia è coltivata praticamente ovunque, almeno a livello di orto familiare. La produzione mondiale è di circa 40 milioni di tonnellate, la metà prodotte in Cina; al secondo posto, ben distante nella classifica produttori, c’è l’India, con circa 5,5 milioni di t. In Europa, la Spagna è il primo produttore con 1,2 milioni di t, decima nel ranking mondiale, mentre l’Italia segue molto distanziata con appena 300.000 t annue.\u003cbr\u003e La cipolla è una pianta erbacea biennale, dotata di un apparato radicale costituito da numerose radici fascicolate che si distribuiscono nei primi 25 cm di terreno e sono bianche, senza peli radicali ma carnose. Quando germina, emette una piccola foglia carnosa a forma di anello, che crescendo diventa dritta come una freccia e punta verso l’alto. Le altre foglie emergono successivamente e sono spesse e gonfie nella parte inferiore, di forma quasi cilindrica, mentre nella superiore diventano più sottili e affusolate. La pianta presenta molte varietà e molti habitus e taglie diverse, fino a raggiungere il metro e mezzo di altezza.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003ca href=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cipolla.jpg\"\u003e\u003cimg class=\"size-full wp-image-334 alignleft\" src=\"http:\/\/66.71.130.74\/wp-content\/uploads\/Cipolla.jpg\" alt=\"Cipolla\" width=\"239\" height=\"211\"\u003e\u003c\/a\u003eL’ispessimento della parte basale delle foglie, che divengono carnose, colorate di viola o rosso, porta alla formazione del bulbo, che è la parte edule della pianta. All’esterno il bulbo è ricoperto da una membrana molto sottile e all’interno è ricco di sostanze di riserva. Al secondo anno di vita, dal bulbo emerge lo scapo fiorale, cavo, con la caratteristica forma ad ombrello composta da 3-4 parti principali e da molti fiori. I fiori sono proterandri, cioè prima matura la parte maschile, le antere, poi gli ovuli; la fecondazione è allogama, favorita da insetti pronubi. Dalla fecondazione di ogni fiore si forma una capsula che contiene 1-2 semi, scuri e molto leggeri: il peso di 1000 semi è di 3-5 grammi.\u003cbr\u003e Varietà\u003cbr\u003e La selezione operata dagli agricoltori nel tempo, prima del miglioramento genetico industriale, ha consentito di disporre di un certo numero di varietà e tipi differenti di cipolla per zona di origine e di produzione, colore, morfologia del bulbo, tipo di riproduzione, esigenze luminose, lunghezze del ciclo biologico ed epoca di raccolta, utilizzo finale. A seconda del colore delle tuniche esterne (buccia) possono essere bianche, rosse, gialle, viola, brune; se consideriamo la morfologia e la riproduzione, per esempio, la cipolla d’inverno (Allium fistulosum), oltre a una metodologia di riproduzione diversa rispetto alla cipolla tradizionale, e non presenta ingrossamento del fusto.\u003cbr\u003e Le varietà di cipolla si differenziano inoltre per l’utilizzo finale, legato anche all’epoca di raccolta: consumo fresco (in genere quelle precoci), stoccaggio (raccolte a fine estate-inizio autunno e conservate fino alla primavera successiva), produzione industriale per sottoli e sottaceti (a bulbo bianco come la “Bianca di Baretta” o la “Borettana”), e varietà da disidratare per i cibi precotti, nelle mense e nei ristoranti.\u003cbr\u003e In base all’epoca di raccolta ci sono varietà di cipolle primaverili-estive ed autunno-invernali.\u003cbr\u003e Le cipolle primaverili-estive, sono generalmente bianche e vanno consumate fresche (dopo la raccolta). Vengono seminate in estate, trapiantate in autunno e raccolte la primavera successiva.\u003cbr\u003e Le cipolle autunno-invernali vanno seminate tra febbraio e fine marzo, (con semina sotto tunnel si può anticipare di un paio di mesi). In quest’ultimo caso il trapianto avverrà all’inizio della primavera e la raccolta nei mesi estivi. Se invece la semina avviene più tardi la raccolta si protrarrà per tutto il periodo autunnale.\u003cbr\u003e Per quanto riguarda le varietà da industria (sottaceti), generalmente bianche e con una pezzatura più piccola, si semineranno in primavera e si raccoglieranno in estate.\u003cbr\u003e In commercio esistono dei bulbi di cipolla che evitano il passaggio della semina e sono immediatamente pronte per il trapianto.\u003cbr\u003e Alcune delle varietà più comuni di cipolla sono:\u003cbr\u003e Rossa di Tropea: bulbo a fiaschetta, tuniche esterne di color rosso vino, polpa bianco-rosata dolcissima, precoce, molto adatta per il consumo fresco.\u003cbr\u003e Dorata di Parma: bulbo grosso a forma di trottola, giallo dorato, polpa bianco-avorio. Tardiva per consumo invernale, di ottima serbevolezza.\u003cbr\u003e Rossa Toscana: bulbo da medio a grosso a forma di trottola, tuniche di colore rosso scuro, polpa bianca di ottimo sapore. Tardiva, per il consumo invernale, di ottima serbevolezza.\u003cbr\u003e Barletta: seminata in primavera produce un bulbo bianco piccolo e piatto per sottaceti; seminata in agosto, forma un bulbo medio grosso, piatto, per il consumo fresco.\u003cbr\u003e Musona Tonda: bulbo sferico, grosso, con buccia bianco-argento; si semina ad agosto settembre con raccolta a giugno o a gennaio febbraio con raccolta a luglio.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eAltre varietà comunemente usate sono:\u003cbr\u003e cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti\u003cbr\u003e cipolla di Suasa\u003cbr\u003e cipolla rossa di Certaldo\u003cbr\u003e cipolla ramata di Montoro\u003cbr\u003e cipolla Borettana, dolce, per sottaceti\u003cbr\u003e cipolla di Brunate: piccola, bianca, ottima per la preparazione di sottaceti (Zona del Lago di Como).\u003cbr\u003e cipolla di Cannara\u003cbr\u003e cipolla dolce\u003cbr\u003e cipolla di Banari\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003eInfine,  ci sono delle varietà locali piemontesi, meno note ma di ottima qualità, che a loro volta comprendono altre varietà: cipolla bionda astigiana, cipolla rossa astigiana, cipolla dorata di Castelnuovo Scrivia, cipolla di Andezeno, cipolline di Ivrea. Queste varietà locali si differenziano a loro volta non solo per l’origine, ma anche per la forma, il colore e l’uso finale.\u003cbr\u003e Esigenze agronomiche\u003cbr\u003e La cipolla è resistente alle basse temperature, germina in condizioni ottimali intorno ai 20-25°C, ma già a valori di 0-1°C può iniziare la germinazione. Come abbiamo detto , è una pianta biennale, per cui è l’esposizione alle basse temperature (la vernalizzazione) che le permette di andare a fiore. Presenta anche esigenze diverse nei confronti della luce, la formazione del bulbo dipende dal fotoperiodo (alternanza giorno-notte):\u003cbr\u003e brevidiurne: richiedono un periodo di 10-12 ore di luce al giorno (varietà precoci);\u003cbr\u003e neutrodiurne: richiedono un periodo di 12-14 ore di luce al giorno (varietà medio-precoci)\u003cbr\u003e longidiurne: richiedono un periodo di 14-16 ore di luce al giorno (varietà tardive o molto tardive).\u003cbr\u003e Predilige terreni di medio impasto, sciolti, per far sì che il bulbo si sviluppi in modo omogeneo e senza trovare resistenza dal terreno stesso nella fase di crescita, ma si adatta anche a quelli argillosi purché freschi, profondi, ricchi di sostanza organica, con valori di pH tra 6 e 7 e con buona disponibilità di acqua.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Preparazione del terreno e concimazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La preparazione del terreno è un’operazione molto importante per la cipolla, per evitare ristagni idrici con conseguente sviluppo di marciumi dei bulbi, in particolare nei terreni argillosi nei quali un cattivo sgrondo delle acque favorisce gli attacchi da parte di Fusarium spp.\u003cbr\u003e In pieno campo è consigliabile un’aratura a 30 cm di profondità, magari abbinata a una ripuntatura, con interramento dei residui colturali che miglioreranno le caratteristiche del terreno e aumenteranno il tenore di sostanza organica di cui la cipolla è abbastanza esigente.\u003cbr\u003e Se si procede con la semina, sarà importante rullare e livellare il terreno, affinarlo, mentre se si procede all’impianto dei bulbi o al trapianto dei piantini, può essere presente anche una certa zollosità.\u003cbr\u003e In orti di piccole dimensioni e per colture domestiche, Per una buona preparazione del terreno si dovrà eseguire una vangatura profonda e preparare un letto di semina ben livellato con l’aiuto di un rastrello. Si può seminare a spaglio lasciando la semente abbastanza rada e irrigare abbondantemente dopo la semina. Quando le piante hanno raggiunto 10- 12 cm procedere al diradamento (la distanza ottimale è 14 -16 cm sulla fila e 25-35 cm tra le file.\u003cbr\u003e Per quanto riguarda la concimazione, è meglio non eccedere con l’apporto di sostanza organica per non favori funghi patogeni e nematodi nel terreno, ricordando che la cipolla si avvantaggia degli apporti organici della coltura precedente (è una coltura di rinnovo). Al momento della preparazione del terreno, con l’aratura, ma anche nei piccoli orti dove si lavora con la vanga, si può aggiungere letame maturo, circa 200 q ad ettaro (20 kg ogni 10 metri quadri), sempre in presemina. In coltivazione biologica il suolo deve essere dotato di una quantità sufficiente di sostanza organica, per cui non serve apportare azoto, anche per non compromettere la qualità e la conservabilità del prodotto.\u003cbr\u003e La cipolla è piuttosto esigente in fosforo e potassio, specie nei 20 giorni che precedono la raccolta, per cui può essere utile aggiungere nel cumulo cenere di legna o polvere di rocce.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Avvicendamento\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La cipolla soffre molto la stanchezza del terreno per cui è considerata una coltura da rinnovo che apre la rotazione. E’ consigliabile una rotazione almeno triennale, ma è meglio un avvicendamento lungo (ogni 4-5 anni),  facendola seguire a cereali, colture prative, carota, radicchio o insalata ed evitare di farla seguire a cavolo, patata o barbabietola da zucchero in quanto caratterizzate da problemi fitosanitari simili a quelli della cipolla. Se si sono verificati problemi di malattie fungine o nematodi, meglio fare una rotazione  di 7 –8 anni, prima di coltivare di nuovo la cipolla sullo stesso terreno.\u003cbr\u003e Tecniche colturali: Semina, trapianto e bulbi, Irrigazione\u003cbr\u003e Le modalità di impianto della cipolla possono essere: semina diretta, trapianto di piantine, messa a dimora di bulbi. Su grandi superfici, e per le cipolline da industria (data l’elevata densità d’impianto) viene preferita la semina diretta, mentre per piccole estensioni e orti famigliari si preferisce il trapianto o l’impianto di bulbi.\u003cbr\u003e L’epoca di impianto dipende dalla destinazione d’uso del prodotto:\u003cbr\u003e cipolle da consumo fresco: la semina va da metà agosto a metà settembre oppure a febbraio; il trapianto viene invece eseguito da settembre a dicembre.\u003cbr\u003e cipolle da serbo: seminate da gennaio ad aprile con raccolta estivo–autunnale,\u003cbr\u003e cipolline: seminate direttamente in campo da febbraio ad aprile.\u003cbr\u003e orti famigliari: la produzione più frequente sono i bulbi da ingrossare, per cui l’impianto avviene da fine inverno a inizio primavera.\u003cbr\u003e La semina può avvenire con seminatrici o a mano (per piccole superfici), oppure su teli preseminati biodegradabili a contatto con il terreno. Questo sistema permette un risparmio di semente e una riduzione delle successive operazioni di diradamento.\u003cbr\u003e Occorre considerare la destinazione finale del prodotto, per cui per le cipolle a bulbo grande le file devono essere distanti circa 20 cm, mentre per le cipolle a bulbo piccolo sono sufficienti 10 cm; per le cipolline da sottaceti bastano 5 – 10 cm (anche a spaglio). La distanza sulla fila va da 2–3 cm per la cipolline a 15 cm per le cipolle con bulbo più grande. Il seme va posto a una profondità di 2–3 cm, meglio rullando il terreno perché aderisca bene al seme. La quantità di seme impiegato è di 2-4 g a metro quadro.\u003cbr\u003e Dopo 40 – 80 giorni dalla semina in semenzaio, si ottengono piantine di 3-5 foglie pronte per essere trapiantate (a mano per piccole superfici o a macchina) e interrate a 4–5 cm.\u003cbr\u003e Se si sceglie la messa a dimora dei bulbi, impiegati per l’impianto di cipolle da consumarsi fresche, si accorcia il ciclo colturale di circa 20 giorni. Vengono interrati a inizio autunno in file distanti 35 –40 cm e a circa 15 cm sulle file.\u003cbr\u003e La cipolla è molto sensibile ai ristagni idrici, ma altrettanto allo stress idrico a causa del piccolo apparato radicale, per cui sarebbe opportuno fare delle microirrigazioni per risparmiare acqua o comunque irrigazioni frequenti, ma di limitata entità, per mantenere un adeguato livello di umidità nel terreno senza causare marciumi radicali. In genere gli apporti idrici vengono sospesi 25 – 30 giorni prima della raccolta oppure quando il 20 – 25% dell’apparato fogliare si è adagiato spontaneamente sul terreno. Ulteriori apporti infatti, potrebbero danneggiare la conservabilità dei bulbi.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eMalerbe, malattie e avversità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La cipolla è sensibile all’andamento climatico e alle tecniche agronomiche cui viene sottoposta. Quando ad un andamento climatico normale, seguono abbassamenti termici a 10-12°C e un successivo repentino innalzamento della temperatura, può avvenire la prefioritura, per cui la pianta va a fiore senza formare il bulbo.\u003cbr\u003e Soffrendo molto dei ristagni idrici, possono essere frequenti marciumi di vario tipo e micosi sia sulla parte aerea che sulla parte ipogea. Per quanto riguarda le malattie fungine, la peronospora e la muffa della cipolla sono quelle più frequenti, la prima provoca macchie biancastre o verdastre sulle foglie, la seconda, ingiallimento dell’apice fogliare e muffa bianca sul bulbo. Attente e precise distribuzioni di zolfo e rame risolveranno il problema, ma si può ricorrere anche alla distribuzione di polvere di litotamnio sulle piantine.\u003cbr\u003e I parassiti che più frequentemente colpiscono la cipolla sono la tignola della cipolla e la mosca della cipolla, le cui larve scavano dei tunnel all’interno del bulbo provocando anche l’insorgere di marciumi; in questi casi sarà utile trattare con Sali potassici di acidi grassi (anche il sapone di Marsiglia diluito 20g\/litro va bene), con piretro o prodotti bio a base di azadiractina.\u003cbr\u003e Tuttavia la corretta gestione dell’acqua e del terreno, permetterà di prevenire le condizioni in cui il patogeno riesce ad intaccare le difese naturali della pianta e di rendere l’ambiente il più salubre possibile per le nostre cipolle, e quindi, di limitare gli interventi di difesa. Un terreno sano e vivo renderà sana la pianta e quindi in grado di difendersi da sola dall’attacco dei patogeni o dei parassiti o comunque in grado di limitarne i danni.\u003cbr\u003e Fondamentale è la gestione delle irrigazioni: il momento migliore per le annaffiature è nelle prime ore del mattino, quando la temperatura è bassa ed il terreno ha modo di asciugare prima che arrivi la notte senza causare ristagni, e conseguente eccesso di umidità, sia per la parte ipogea che epigea della cipolla.\u003cbr\u003e Uguale attenzione va posta nel creare un certo equilibrio nel nostro orto, in modo che possano crescere gli antagonisti naturali dei parassiti. Per i nematodi e per fisiopatie legate , fondamentale sarà rispettare i tempi di rotazione per evitare di andare incontro alla stanchezza del terreno.\u003cbr\u003e Capitolo a parte è quello delle malerbe. La lotta sarà ovviamente basata su mezzi meccanici, come la sarchiatura, le false semine prima dell’impianto ed il pirodiserbo di precisione.\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cbr\u003e Raccolta e conservazione\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La cipolla si raccoglie da marzo-aprile, nel caso delle varietà più precoci, a giugno-luglio per tutte quelle da consumo fresco più tardive; la raccolta delle varietà invernali, invece, avviene da agosto a settembre. Dipende dalla varietà e dal clima, ma in linea di massima la cipolla è pronta per essere raccolta circa 90-120 giorni dopo la semina, quando le foglie si presentano appassite, ingiallite e curvate verso terra per la perdita di turgidità. Nelle grandi estensioni è di norma effettuata con macchine escavatrici-allineatrici che scalzano i bulbi sulle andane, lasciandoli in campo per una settimana per completare l’essiccazione delle radici e della parte aerea; in seguito, si provvede alla raccolta con la raccoglitrice.\u003cbr\u003e Negli orti piccoli o a conduzione familiare, è importante far seccare le cipolle appena raccolte in un posto buio e ben ventilato, evitando cosi l’insorgere di malattie e marciumi. Se si vogliono fare le trecce, si dovranno cogliere quando le foglie non sono ben essiccate e farle seccare con la treccia formata. Per una conservazione ottimale sarebbe bene sarebbe bene conservarle a circa 10°C, con un’umidità relativa del 50%.\u003cbr\u003e I bulbi raccolti, a seconda della varietà, possono essere destinati subito al consumo fresco e all’industria di trasformazione per la produzione di sottoli, sottaceti o fettine disidratate o essere conservati (migliori sono quelle tardive).\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eUso, proprietà chimiche e nutrizionali, curiosità\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La cipolla è uno degli alimenti più usati a tutte le latitudini del globo, sia per preparare minestre, carni, sughi, insalate, ecc. come aroma, sia come contorno che come aperitivo. Il suo gusto particolare dà alle preparazioni quel sapore che esalta gli altri ingredienti usati nei vari piatti della cucina nazionale e internazionale. Gastronomia e varietà si sono evolute insieme, l’una spingendo l’altra fino a creare innumerevoli tipi di cipolla, diversi per forma, per grandezza, per gusto e intensità dell’aroma, colore della tunica e della polpa, rapidità di cottura, conservabilità, epoca di raccolta e destinazione d’uso. Si potrebbe dire, “a ciascuno la sua cipolla”!!!\u003cbr\u003eIl suo valore nutritivo è legato soprattutto alla presenza di sali minerali, di vitamine, soprattutto la vitamina C, di cromo e molti ossidi di zolfo, che sono la causa della lacrimazione e dell’odore forte di cipolla quando la tagliamo. Tagliando la cipolla, rompiamo i vacuoli cellulari e permettiamo il contatto tra l’enzima allinasi (che si trova nel vacuolo) e dei precursori citoplsamtici chiamati alchenil cisteina solfossidi; questo contatto permette la reazione chimica che porta alla liberazione di ammoniaca acidi solfenici e piruvato. L’acido solfenico, attaccato da un altro enzima fattore-lacrimale (nome corretto Lacrimathory Factor Shyntase), forma una molecola volatile che a contatto con il liquido del bulbo oculare si trasforma in acido solforico, generando l’effetto lacrimogeno. Le lacrime si combinano con altre molecole volatili, generando altro acido solforico in una reazione a catena!!!! Ovviamente la concentrazione dell’acido è molto bassa e l’effetto non è assolutamente nocivo!\u003cbr\u003e Storicamente, la cipolla ha avuto sempre un posto di rilievo nella dieta dell’uomo e anche nella medicina tradizionale.\u003cbr\u003e Negli scavi archeologici, sono stati trovati resti di cipolle in insediamenti dell’età del bronzo di circa 7000 anni fa, ma probabilmente è solo nella civiltà egizia che inizia la coltivazione della cipolla, insieme all’aglio, al porro e ai ravanelli.\u003cbr\u003e Per gli Egizi era sacra perché la sua forma e gli anelli concentrici sono un richiamo alla vita eterna, al ciclo della vita. Sembra che la dieta degli operai che hanno costruito le piramidi prevedesse una notevole quantità di aglio e cipolla e nelle orbite della mummia di Ramesse II sono state trovate due cipolle! E’ curioso vedere come cambiano i gusti nel tempo: per noi l’odore forte della cipolla può essere pesante, dare fastidio, invece gli egizi credevano che il forte aroma di cipolla potesse ridonare vita e respiro ai morti!!!!\u003cbr\u003e Seguendo il cammino della cipolla nella storia, nell’antica Grecia gli atleti ne mangiavano grandi quantità perché si riteneva che favorisse la circolazione e avesse effetto anticoagulante; i gladiatori romani si spalmavano cataplasmi di cipolla sui muscoli per rassodarli; nel medioevo si usavano cipolle per pagare affitti o come dono pregiato perché erano una fonte di alimentazione importante e come cura per i morsi di serpente, la perdita dei capelli e per la sterilità.\u003cbr\u003e Nel 1493 Cristoforo Colombo portò le cipolle in America per la prima volta e da allora hanno avuto una diffusione incredibile nel continente, dove oggi non c’è fast food che non preveda nel menu gli “onion rings”, gli anelli di cipolla fritti in pastella!!\u003cbr\u003e Anche oggi le si riconoscono proprietà che possono essere definite terapeutiche: ha azione antibatterica e antinfettiva, diuretica favorendo l’eliminazione delle scorie azotate, contro i vermi intestinali, contiene la glicemia colesterolo e trigliceridi prevenendo le malattie cardiache, contiene molti flavonoidi tra cui la quercitina che ha effetto anticancerogeno.\u003cbr\u003e Un’azione molto importante, che tutti possiamo sperimentare, è quella antinfiammatoria, sia generale sull’organismo, ma in particolare per uso topico: i cataplasmi di cipolla, per via del contenuto in zolfo e ammoniaca, hanno un immediato effetto antiinfiammatorio sulle punture di insetti imenotteri e di meduse. Nel caso di contatto con una medusa, anche solo passando una cipolla tagliata a metà sopra la ferita si ha un immediato sollievo e, inoltre, non si formerà la cicatrice.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cstrong\u003eColtivazione della cipolla e biodinamica\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e La cipolla è una pianta con due poli dinamici perché sia da bulbo che da fiore, a seconda del ciclo che gli facciamo compiere, se vogliamo che vada a seme oppure se vogliamo coglierne il bulbo.\u003cbr\u003e Nel secondo caso andrà trattata come pianta di terra (da radice), quindi sarà opportuno seguire il calendario biodinamico ed effettuare le operazioni (semina, raccolta, sarchiatura ecc) in giorni di terra e di luna discendente.\u003cbr\u003e Essendo essenziale la cura del terreno e le buone pratiche agronomiche per ottenere un prodotto di qualità e prevenire patologie, sarà opportuno effettuare un trattamento al terreno col preparato 500 prima della lavorazione principale e spruzzare il 501 quando la piantina ha emesso almeno 2 o 3 foglie, al mattino con giornate soleggiate e nitide, e rinnovare il trattamento altre due volte in giorni di radice. Usare il 501 per la migliore qualità,  sarà molto utile se abbiamo un suolo argilloso e soggetto a ristagni idrici.\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp\u003e\u003c!-- end .entry-content --\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cdiv class=\"post-meta\"\u003e\u003cspan class=\"categories\"\u003eFiled Under: \u003ca href=\"http:\/\/www.agribionotizie.it\/category\/schede\/orticole\/\" rel=\"category tag\"\u003eOrticole\u003c\/a\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e","brand":"SATIVA","offers":[{"title":"gr.5","offer_id":42973588881603,"sku":"SATI-ZW12-5","price":7.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.10","offer_id":42973588914371,"sku":"SATI-ZW12-10","price":12.1,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.25","offer_id":42973588947139,"sku":"SATI-ZW12-25","price":19.7,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.50","offer_id":42973588979907,"sku":"SATI-ZW12-50","price":31.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.100","offer_id":42973589012675,"sku":"SATI-ZW12-100","price":49.3,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.250","offer_id":42973589045443,"sku":"SATI-ZW12-250","price":75.4,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"gr.500","offer_id":42973589078211,"sku":"SATI-ZW12-500","price":185.6,"currency_code":"EUR","in_stock":true},{"title":"bustina","offer_id":42973589110979,"sku":"SATI-ZW12","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/products\/CIPOLLA_DI_STOCCARDA_-_SATIVA_zw12.jpg?v=1737557277"}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0638\/5274\/0803\/collections\/logo.svg?v=1787231839","url":"https:\/\/agribioshop.it\/collections\/sativa.oembed?page=11","provider":"AgriBio Shop","version":"1.0","type":"link"}